lunedì 9 gennaio 2012

Gli Usa lanciano l’Atlante delle rinnovabili

On-line il nuovo strumento di mappatura interattivo per permettere agli utenti di esplorare la risorsa energetica verde

Qual è il reale potenziale delle risorse rinnovabili statunitensi? Da oggi sarà una mappa a rispondere a questa domanda, permettendo a qualsiasi utente del web di valutare, con un semplice colpo d’occhio, la localizzazione delle energie verdi sul suolo americano. Velocità del vento, irraggiamento solare, siti geotermici, mini-idro e fonti di biomassa: queste le voci di RE Atlas, la nuova applicazione geospaziale sviluppata dal National Renewable Energy Laboratory (NREL) del Dipartimento dell’Energia Usa. L’obiettivo è quello di mettere a disposizione dei cittadini, così come dei decisori politici e dei progettisti, uno strumento interattivo con cui valutare il potenziale green ancora inesplorato o sottoutilizzato del Paese. L’atlante è stato progettato per facilitare la politica di sviluppo energetico, gli investimenti, e l’informazione sul tema rinnovabili, creando mappe dinamiche delle risorse green.

“La facilità d’uso e l’ampiezza di dati rendono RE Atlas un ottimo strumento per quanti hanno bisogno di capire meglio le risorse rinnovabili disponibili negli Stati Uniti”, ha dichiarato Dan Getman, il cui team di analisi strategica del centro politica energetica al NREL ha sviluppato il progetto. “RE Atlas è un’aggiunta importante alla gamma di strumenti geospaziali del laboratorio, perché riunisce tante serie di dati di energia rinnovabile in uno strumento facile da usare”.

Fonte (rinnovabili.it)
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Click per consultare l'atlante RE Atlas

venerdì 6 gennaio 2012

Spagna, le rinnovabili fanno il 33% del lavoro

Il solare è aumentato in percentuale nella produzione di elettricità e calore ma nel complesso il 2011 ha visto scendere la produzione green di energia

Nel 2011 la generazione di elettricità solare in Spagna è cresciuta del 43%. Dopo l’annuncio della Germania arrivano anche i dati della penisola a conferma l’interesse dei consumatori per l’energia prodotta dal sole.

La Red Electrica di Spagna ha reso pubblici i dettagli del sistema elettrico nel corso dell’anno appena terminato: nonostante la contrazione della domanda, che è scesa del 1,2% il contributo delle energie rinnovabili è stato pari al 33%, con record eolico nel mese di novembre e crescita sostanziale per il solare. Nel corso del 2011 i dati specifici hanno rivelato un aumento del 26% del fotovoltaico e del 193% del termoelettrico rispetto all’anno precedente.

Questo aumento significativo si è verificato quando la maggior parte delle tecnologie hanno registrato un calo di produzione rispetto all’anno precedente quando l’idroelettrico è sceso del 28% e il ciclo combinato del 22%. Al contempo si è registrato un aumento della produzione di centrali a carbone che ha raddoppiato la produzione rispetto al 2010, questo ha portato ad un aumento delle emissioni di CO2 del settore elettrico stimate in 73 milioni di tonnellate, in crescita del 25% rispetto all’anno precedente. Le energie rinnovabili hanno coperto il 33% della domanda nel 2011, tre punti in meno rispetto all’anno precedente, principalmente a causa di una significativa riduzione nella generazione di energia idroelettrica, che ha coperto l’11% della domanda, cinque punti inferiore a quello del 2010.

Per quanto riguarda l’esportazione per l’ottavo anno consecutivo il saldo delle esportazioni equivale a 6105 GWh, ma nonostante questo ha registrato un calo del 27% rispetto al 2010.

Fonte (rinnovabili.it)
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giovedì 5 gennaio 2012

Metano, elettricità e fotovoltaico in tutti le nuove stazione di rifornimento dell’Alto Adige

L’Alto Adige ha deciso di stimolare il turismo e la mobilità ecologica, aiutando i proprietari di auto ecologiche a fare il pieno.

La Giunta provinciale, nel corso della seduta del 30 dicembre scorso ha dato il via libera alla modifica delle direttive per l’adeguamento della rete di distribuzione dei carburanti. Ha quindi deliberato che tutte le nuove stazioni di rifornimento dovranno offrire, oltre alle benzine, anche metano, gpl ed energia elettrica. Dovranno inoltre essere dotate di un impianto fotovoltaico di almeno 8kW.

“Con queste modifiche al regolamento provinciale – ha sottolineato il presidente Luis Durnwalder – vogliamo contribuire a diffondere su tutto il territorio altoatesino carburanti provenienti da fonti rinnovabili ed eco-sostenibili come il metano e l’energia elettrica”.

Ora speriamo che i benzinai esistenti, vista la maggiore offerta della concorrenza, decidano spontaneamente di piazzare le colonnine di ricarica nei loro spazi.

Per approfondimenti click al link del provvedimento del 30-12-2011

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mercoledì 4 gennaio 2012

Arredo urbano: la scultura solare che illumina

Illuminare la strada con l’energia solare anche durante la notte. Questa la funzione di Sun-catcher, la scultura solare realizzata dallo studio DeeDee Morrison e installata in Florida.

Si chiama Sun-catcher ed uno degli eccellenti esempi di quella che potrebbe essere l’applicazione dell’energia rinnovabile, all’arredo urbano. Ci troviamo a Clearwater in Florida, dove il designer DeeDee Morrison ed il suo staff, hanno realizzato una vera e propria scultura illuminante. Il progetto si inserisce al’interno della “Sculputer 360 art program”, un programma organizzato dalla Municipalità della città e destinato a ridisegnare il paesaggio urbano attraverso le energie rinnovabili. La scultura Sun-Catcher è una perfetta rappresentazione di questo impegno. Alta circa 15 piedi (4,5 metri) questa scultura è composta da struttura in alluminio riciclato, lastre gialle di Lucite (un particolare tipo di plexiglass) ed un pannello fotovoltaico installato sulla copertura.


La funzione della scultura non si limita alla sola estetica, pur essendo un valido elemento di arredo urbano, ma consente di illuminare facilmente ed a costo zero, lo spazio pubblico nel quale è collocata: essendo posizionata lontana dai palazzi, eliminando eventuali problemi di ombreggiamento, i pannelli solari si caricano di energia durante le ore del giorno, per fornire elettricità la notte.
“Sostenibilità e funzione, la rappresentazione visiva della potenza del sole”,
così ha descritto Sun-Catcher lo stesso designer, una soluzione alternativa per valorizzare la città, produrre energia pulita ed illuminare spazi urbani.
Fonte (rinnovabili.it)
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lunedì 2 gennaio 2012

News Fotovoltaico: NREL: fotovoltaico? Il 100% d’efficienza è possibile

Creata negli USA la prima cella solare in grado di produrre una foto-corrente con un’efficienza quantica esterna superiore al 100 per cento

Il National Renewable Energy Laboratory (NREL) ha segnato un record unico nel suo genere. Lo scorso 15 dicembre 2011 i ricercatori del Colorado hanno infatti annunciato di aver creato la prima cella solare al mondo in grado di produrre più elettroni nella sua corrente dei fotoni in entrata. Grazie all’impiego di cristalli sub-microscopici di semiconduttori – chiamati anche punti quantici o “quantum dots” – con dimensioni di pochi nanometri (nm) di 10-20 nm, gli scienziati hanno raggiunto un’efficienza quantica esterna del 114%. L’efficienza quantica esterna di fotocorrente, di solito espressa in percentuale, è il numero di elettroni che scorre al secondo nel circuito esterno di una cella solare diviso per il numero di fotoni al secondo ad una specifica energia (o lunghezza d’onda) che entra nella cella.

“Nessuna delle celle solari realizzate fino ad oggi mostra un’efficienza della corrente fotonica superiore al 100 per cento ad una qualsiasi lunghezza d’onda nello spettro solare”, ha spiegato NREL in una dichiarazione stampa. “Il lavoro segna un promettente passo avanti verso lo sviluppo di celle solari di prossima generazione sia in tema di energia elettrica che di carburanti solari al fine di renderli competitivi, o addirittura meno costosi, dell’energia da combustibili fossili o nucleare”. Per ottenere questo risultato gli scienziati hanno impiegato un processo chiamato Multiple Exciton Generation (MEG), dove un singolo fotone assorbito con quantitativo sufficientemente elevato di energia è in grado di produrre più di una coppia elettrone-lacuna. I ricercatori hanno realizzato una cella fotovoltaica costituita da vetro anti-riflesso come rivestimento, un sottile strato di conduttore trasparente, uno strato di ossido di zinco nano-strutturato e uno di quantum dot in seleniuro di piombo trattato con etanditiolo e idrazina, e quindi un sottile strato superiore di elettrodi d’oro. I Punti quantici, limitando i portatori di carica all’interno dei loro piccoli volumi, possono raccogliere l’energia in eccesso che altrimenti verrebbe persa sottoforma di calore – e quindi aumentare notevolmente l’efficienza di conversione dei fotoni in energia utilizzabile.

Fonte (rinnovabili.it)
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giovedì 29 dicembre 2011

Solar Decathlon Europe: la Puglia mostrerà le sue eccellenze

La facoltà di architettura di Bari presenterà il progetto ‘Astonyshine’, una casa solare in pietra completamente autosufficiente

La Puglia presenterà presto le sue eccellenze nel campo delle FER, partecipando al “Solar Decathlon Europe 2012”, le olimpiadi dell’energia solare in programma a Madrid per settembre 2012, dove 19 diversi paesi provenienti da tutto il mondo confronteranno la qualità dei loro progetti sostenibili attraverso 10 prove specifiche (tra cui si valuterà l’abilità di realizzazione, le soluzioni tecnologiche adottate, l’aspetto estetico e le funzionalità del “prodotto” in gara). La Regione in particolare, mostrerà durante il concorso internazionale (ospitato per la seconda volta in Europa) il progetto Astonyshine, una casa solare in pietra di 100 metri quadri in stile mediterraneo, completamente autosufficiente, senza utenze di gas o corrente elettrica. Partendo da un’idea degli studenti della facoltà di Architettura di Bari in collaborazione con la Scuola Nazionale Superiore di Architettura di Parigi, il prototipo verrà costruito a partire da gennaio 2012, grazie agli oltre 250 stagisti che si cimenteranno nella realizzazione dell’abitazione eco-sostenibile, in modo da presentarsi all’appuntamento di Madrid pronti a costruirla e renderla funzionante in sole due settimane. “E’ un grande salto di qualità per i nostri studenti – ha commentato il preside della Facoltà di Architettura Claudio D’Amato – soprattutto per gli utilizzi concreti che si potranno realizzare, ad esempio in un serio programma di social housing”.
Fonte (rinnovabili.it)
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martedì 27 dicembre 2011

Il pannello solare che produce caldo, freddo ed energia elettrica in piena autonomia; Brevetto italiano

L'idea a Francesco Negrisolo è nata proprio con la classica illuminazione improvvisa, quella dell'eureka di Archimede. Ma da quando gli è piovuta nella testa ha continuato a svilupparsi, mese dopo mese e anno dopo anno, fino a coinvolgere altre persone che hanno cominciato a crederci come lui, fino a diventare un progetto e poi un prototipo, a convincerlo a lasciare il proprio lavoro per dedicarsi quasi solo al suo sviluppo fondando una società, fino a trovare il sostegno dei "business angels", gli angeli degli imprenditori che hanno deciso di finanziare la sua impresa e rischiare con lui. E adesso l'idea di Francesco Negrisolo sta per diventare un prodotto pronto per il mercato.
Quello che ha inventato è un nuovo sistema per sfruttare l'energia solare, un pannello capace di concentrare i raggi della nostra stella per arrivare a temperature molto più alte di quelle dei normali pannelli per la produzione di acqua calda. Però senza i complicati sistemi di cui hanno bisogno gli impianti del solare termodinamico tradizionale, quelli con i grandi specchi parabolici che seguono la posizione del sole e riflettono tutti i raggi verso un unico punto dove c'è una cisterna da portare a oltre 300 °C. Il calore assorbito dal pannello potrà poi facilmente essere trasformato in acqua calda per il riscaldamento e per lavarsi, in freddo per gli impianti di condizionamento, in energia elettrica. Meglio ancora, avrà un sistema di immagazzinamento che renderà ogni impianto completamente autonomo. Un palazzo, una villetta, una piccola impresa quando monteranno questo sistema non avranno, in teoria, nemmeno bisogno di allacciarsi alla rete elettrica e potranno davvero fare tutto da sé.
Quando Negrisolo ha cominciato a pensarci aveva da poco lasciato Pirelli Cavi, dove si occupava di progettare fibre e amplificatori ottici, forte di un'esperienza fatta alla Stet sempre dedicandosi a cercare di realizzare il miglior hardware per la trasmissione di segnali. Il suo mestiere era diventata la progettazione di impianti di energia per grandi aziende come Eni ed Enel. Ed è proprio dall'unione di tutte queste esperienze, racconta, che è nata l'idea del nuovo sistema, capace di trasformare un pannello che assomiglia moltissimo a quelli tradizionali termici in un piccolo impianto di solare termodinamico. Invece di scaldare una miscela di acqua fino a 80-100 °C, infatti, la temperatura del liquido che circola nel pannello può arrivare anche a 250 °C. «La luce viene in un certo senso raddrizzata, grazie a un sistema di specchi, ma non solo, ci sono tanti principi che lavorano insieme. Diciamo che il risultato è un sistema capace di catturare la luce ovunque sia il sole senza bisogno di inseguirlo con sistemi meccanici che spostino il pannello», racconta. E il pannello, proprio quelli termici tradizionali, è in grado di raccogliere anche l'energia diffusa, quella delle giornate nuvolose, e non solo la luce diretta.
Ma cosa succede al calore raccolto dai nuovi pannelli, che più correttamente vengono chiamati "collettori solari"? Qui c'è la seconda novità. Il calore viene immagazzinato in una "batteria termica" che ha le dimensioni di un grosso frigorifero. Le batterie di questo genere esistono già, non le ha inventate Negrisolo. Lui però ha trovato una miscela molto semplice del liquido con cui funzionano che può lavorare bene tra 100 e 200 °C.
Le batterie, come i pannelli, sono un sistema modulare: a seconda delle esigenze ciascuno può scegliere quante installarne. Per una famiglia, una dovrebbe essere sufficiente: meno di 2 metri cubi di batteria possono accumulare energia termica pari a 75 kWh. «Per l'uso domestico limiteremo anche la temperatura a 160 °C. Ma la cosa più importante è che la nostra batteria si può adattare facilmente a diverse temperature di utilizzo».
Questo, spiega l'ingegnere, è un po' il cuore del nuovo sistema. Perché è da qui che parte il vero sfruttamento dell'energia assorbita. Il primo uso è ovviamente quello del riscaldamento: non solo quello domestico, ma anche il riscaldamento che può servire a laboratori o piccole industrie come i birrifici o gli impianti di essicazione, per esempio. Oppure il calore può essere trasferito a un "chiller", ossia un apparecchio che trasforma il caldo in freddo, per rifornire impianti di condizionamento oppure frigoriferi grandi e piccoli, come quelli di un supermercato. Infine, il calore può passare a un generatore di corrente elettrica. Ma non un generatore tradizionale, né una turbina «che si romperebbe in fretta e avrebbe comunque un'efficienza bassissima». Ohikia si è rivolta a un partner specializzato nei sistemi di generazione per mettere a punto una versione particolare di un generatore che lavora con gas che si espandono a pressione costante.
Fonte (ilsole24ore.com)
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