sabato 21 gennaio 2012

Cuba: l’Onu porta il fotovoltaico nel Pan de Azùcar

L’Onu porterà impianti fotovoltaici e stufe ecologiche alla comunità montana di Pan de Azùcar

La comunità montana Pan de Azùcar, che vive sulla omonima montagna cubana, riceverà presto i benefici derivanti dal progetto Onu che rientra nel Programma per lo Sviluppo nato con lo scopo di portare l’elettricità prodotta da fonte rinnovabile nelle remote aree rurali attraverso il montaggio di moduli solari fotovoltaici. I moduli messi a disposizione verranno installati in circa 25 abitazioni della comunità di montagna mentre nella prima fase del progetto, grazie ad fondo da 46mila dollari verranno istallate anche stufe efficienti che permettono di riscaldare la casa e allo stesso tempo di cucinare. Oltre a questo le stufe permetteranno di ridurre le emissioni di gas serra limitando il consumo di risorse naturali normalmente estratte dalle aree boschive.

Nel progetto rientra anche la promozione di pratiche agro-ecologiche della zona che si distingue per la sua biodiversità e che grazie al sostegno Sistema Cubano de Áreas Protegidas si impegneranno per migliorare la qualità della vita degli abitanti dell’area promuovendo la tutela ambiente.

Fonte (rinnovabili.it)
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venerdì 20 gennaio 2012

Fotovoltaico: Il liceo “verde” nella periferia della capitale

Grazie al finanziamento di 1 milione di euro da parte della Provincia di Roma, il nuovo edificio scolastico oltre a essere rinnovato, sarà anche energeticamente sostenibile

Che le periferie siano le zone più degradate delle città non è una novità, ma ciò che oggi sta succedendo in modo sempre più frequente è una loro riqualificazione da un punto di vista non solo sociale, ma anche urbano e architettonico. È accaduto anche a Roma, infatti, dove il liceo classico Benedetto da Norcia, che si trova nel quartiere periferico di Tor de’ Schiavi, ha acquisito un nuovo look che della sostenibilità ambientale ha fatto il suo punto forte. Oltre all’abbattimento delle barriere architettoniche e a necessari interventi sugli impianti elettrici e idrici, l’edificio scolastico è stato interessato dall’installazione, sul tetto, di un impianto fotovoltaico e dalla sostituzione di tutti gli infissi e di tutte le porte interne ed esterne.

L’intervento è stato possibile grazie al finanziamento di 1 milione di euro da parte della Provincia di Roma, che ha seguito tutte le fasi della ristrutturazione. L’impianto fotovoltaico, che produce l’energia pulita necessaria al fabbisogno di tutta la struttura, è uno dei 212 tetti fotovoltaici già installati su 175 edifici scolastici dalla Provincia stessa. La sostituzione di porte e infissi, invece, ha reso possibile un migliore isolamento termico per gli ambienti interni, evitando inutili e poco razionali dispersioni di calore. Per il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, si tratta di una bella notizia per le periferie. “L’energia rinnovabile era un sogno e ora è una realtà – ha detto Zingaretti – e questo permetterà alla pubblica amministrazione di spendere di meno, produrre meno CO2 e quindi inquinare di meno”.

Fonte (rinnovabili.it)
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giovedì 19 gennaio 2012

Apple progetta il tetto solare più grande del mondo per il suo nuovo campus


Sarà Cupertino, nel cuore della Silicon Valley, ad ospitare il più vasto impianto industriale negli Usa ad essere alimentato dal sole. Il nuovo campus della Apple avrà una forma circolare e le pareti in vetro, un auditorium da 100 posti, un centro fitness, una caffetteria e un grande parcheggio al centro.

Ma la caratteristica fondamentale riguarda il suo profilo energetico: l’intero tetto, di 750mila metri quadri, e il parcheggio, di circa 320mila metri quadri, saranno composti da pannelli solari per alimentare un sistema di 5 mega watt che servirà a colmare il fabbisogno energetico della struttura di quattro piani.

La sua costruzione dovrebbe iniziare già quest’anno e concludersi nel 2015.
In questa data, Apple possiederà una sede a ridotto impatto ambientale: infatti, è previsto anche un incremento del 60% degli alberi circostanti e una diminuzione dell’asfalto del 90%. La nuova struttura creerà posti di lavoro per circa 13 mila dipendenti.

Fonte (tuttogreen.it)
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mercoledì 18 gennaio 2012

Schüco: la casa a zero emissioni

Dalla Casa Energy2 alle possibili applicazioni del solare termico, l’azienda Schüco si conferma leader internazionale, dimostrando ancora una volta le potenzialità architettoniche della sua sapiente tecnologia “green”.

Tenendo conto del continuo aumento della richiesta energetica globale, a fronte di un’inesorabile diminuzione dei combustibili fossili, l’impiego di fonti energetiche naturali e rinnovabili è aumentato esponenzialmente negli ultimi anni. In prima linea in questo campo, l’azienda Schüco ha dimostrato già da tempo la sua leadership indiscussa, sviluppando soluzioni per l’involucro edilizio, capaci di assicurare livelli energetici e qualitativi molto elevati in grado di integrare fra loro le varie tecnologie che utilizzano le fonti rinnovabili: ne è un esempio la Casa Energy2, un edificio altamente sostenibile a zero emissioni.

Questa e molte altre sperimentazioni, portate avanti da Schüco, dimostrano l’importanza dell’intervento tempestivo sul comparto edilizio, unica soluzione possibile per contribuire significativamente a ridurre la richiesta globale di energia. In questo ambito, lavorare sull’involucro edilizio per migliorarne le prestazioni, garantisce la possibilità di ottenere eccellenti risultati in termini di consumo per il riscaldamento ed il raffrescamento degli edifici, nonchè per la produzione di acqua calda sanitaria, fattore da non sottovalutare.

Per approfondire queste interessanti tematiche, ci siamo rivolti al Dr. Renato Carta, Direttore Divisione Energie Rinnovabili per Schüco Italia, impegnato in prima linea nella sperimentazione tecnologica di quest’azienda.

Dottor Carta, l’azienda Schüco ha sapientemente trasformato il desiderio di pochi in una missione aziendale, investendo moltissime risorse a favore delle sperimentazioni tecnologiche green applicate all’architettura, racchiudendo un vasto bagaglio di conoscenze all’interno del progetto per la Casa Energy2. In cosa consiste questo progetto?

R.C.: “Si tratta di un edificio che, utilizzando i sistemi Schüco, risparmia energia grazie ad un involucro edilizio energeticamente efficiente, producendo simultaneamente energia pulita attraverso i sistemi solari (fotovoltaico, termico e pompe di calore).

Il risultato è una casa a zero emissioni di CO2, in cui l’integrazione dei sistemi Schüco per finestre e facciate, consente di diminuire i consumi, contribuendo al raggiungimento di prestazioni energetiche in classe A, senza trascurare tutti gli elementi che concorrono al mantenimento di un elevato livello di comfort, di luminosità e di design. La Casa Energy2 è dunque progettata per limitare al minimo i consumi e le dispersioni termiche. Accanto alle componenti che potremmo definire passive, ci sono poi tutti gli aspetti legati alla produzione diretta di energia, che consentono al progetto di raggiungere lo standard delle zero emissioni.

In particolare, con l’installazione di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda integrato alla struttura, è possibile coprire i consumi energetici fino al 65%. Nel caso specifico della Casa Energy2, l’impianto solare termico viene installato in combinazione con una pompa di calore integrata in accumulo solare, che consente di trasformare i consumi di gas in consumi elettrici, assicurando la produzione di acqua calda sia per il riscaldamento che per usi sanitari”.

Volendo quantificare il grado di risparmio energetico, quanto possiamo guadagnare con l’applicazione di questi sistemi?

R.C.: “Prima di tutto bisogna considerare le elevate prestazioni dell’involucro edilizio della Casa Energy2, che grazie alle sue peculiarità è in grado di escludere qualsiasi tipo di dispersione termica ed un elevato grado di isolamento, sia per quanto riguarda le componenti opache che per quelle trasparenti. Entrando nel dettaglio delle componenti attive per la produzione energetica, possiamo arrivare a livelli altamente performanti. Si tratta di una casa a zero emissioni, dove la richiesta energetica è completamente garantita dalla produzione generata dagli impianti da fonti rinnovabili.

Mediamente per un’abitazione tipo di 150 mq, il consumo di energia termica per la produzione di acqua calda sanitaria si aggira attorno ai 4.000 kWh di energia termica; grazie all’impianto solare termico affiancato alla pompa di calore integrata, è possibile coprire più del 65% della richiesta energetica totale, arrivando a produrre fino a 2.600 kWh di energia termica.

Dotando poi la Casa Energy2 di una pompa di calore geotermica per il riscaldamento ed il raffrescamento interno, ed installando un impianto fotovoltaico in grado di produrre l’energia necessaria a coprire l’intero fabbisogno (sia quello delle normali utenze domestiche che quello delle pompe di calore), si ottiene un valore energetico pari alla richiesta, annullando completamente le emissioni di CO2″.

Da quanto emerso dalle recenti indagini, il settore del solare termico italiano occupa addirittura il secondo posto in Europa subito dopo la Germania, come capacità totale installata, aggirandosi attorno ai 2,7 milioni di mq (2,0 GWth). Dunque un mercato estremamente importante per lo sviluppo economico del nostro Paese soprattutto considerando i recenti avvenimenti, ma entrando nel merito della Normativa di settore, qual’è lo stato dell’arte della regolamentazione italiana sul solare termico? Si arriverà ad un vero e proprio Conto Energia da hoc per il solare termico?

R.C.: “La recente Manovra Salva Italia ha prorogato al 31 dicembre 2012 la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali del 55% per le riqualificazioni energetiche degli edifici, aggiungendo tra gli interventi agevolabili, la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione dell’ACS (acqua calda sanitaria).

Ad oggi è già stato fatto molto in termini di recepimento della Direttiva 2009/28/CE, ma molto lavoro resta ancora da fare. Primo fra tutti la differenziazione della normativa in base alle diverse tecnologie e la semplificazione amministrativa, un punto dolente nel sistema italiano che troppo spesso gioca a sfavore di coloro che avrebbero interesse ad investire nel settore dell’energia pulita. Queste problematiche si affiancano all’importanza di integrare gli impianti solari all’architettura, rendendo a tutti gli effetti operativa la Direttiva 2009/28/CE che, per altro, già prevede l’obbligo di soddisfare tramite fonti rinnovabili il 50% dei consumi per ACS ed il 20% della somma dei consumi per ACS, riscaldamento e raffrescamento.

Per concludere restiamo in attesa della definizione di un vero e proprio Conto Energia per il solare termico, commisurando il valore degli incentivi in base alla quantità di energia prodotta, uno strumento che consentirebbe uno sviluppo esponenziale di questo settore”.

Fonte (rinnovabili.it)
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martedì 17 gennaio 2012

Fotovoltaico: Energia solare per l’Aeroporto di Bruxelles

Da oggi l’1% dei consumi del principale scalo aeroportuale belga sarà legato alla produzione fotovoltaica

L’aeroporto di Bruxelles ha deciso di aggiungere una fonte di energia rinnovabile alla propria rete di distribuzione elettrica mediante l’installazione di 30.000 m² di fotovoltaico sul tetto di un edificio dello scalo. L’impianto è composto da 7.220 moduli mono-cristallini con una capacità totale di 1,7 MW in grado di produrre annualmente 1,5 GWh, paragonabile al consumo elettrico di circa 450 famiglie. Una produzione ancora contenuta e pari all’1% dei consumi dello scalo, ma che si inquadra nella più ampia politica aeroportuale di riduzione delle emissioni.

“Avevamo già preso l’impegno d’una politica di gestione sostenibile dell’energia, riducendo in modo significativo le emissioni di CO2 nell’ambito del programma Airport Carbon Accreditation. Per motivi tecnici, la quota delle rinnovabili nel nostro mix energetico rimane piccola, al momento, ma anche l’uno per cento è un passo importante nel consumo giornaliero di 20.000 dipendenti e 50.000 passeggeri”, ha dichiarato ArnaudFeist, direttore dell’aeroporto. L’amministrazione ha annunciato che continuerà “a studiare le possibilità di aumentare la quota di energia solare, senza trascurare la possibilità di attivare lo sfruttamento di altre fonti di energia sostenibile”.

Fonte (rinnovabili.it)
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lunedì 16 gennaio 2012

A Berkeley si lavora ad un nuovo tipo di “pelle” elettronica che potrebbe rendere ancora più smart i pannelli solari

E’ proprio di queste settimane la notizia pubblicata su Nature Materials che i ricercatori del Berkeley Lab (Lawrence Berkeley National Laboratory) stanno lavorando ad un particolare tipo di materiale chiamato “pelle elettronica” che potrebbe avere sviluppi notevoli per migliorare anche l’efficienza delle attuali tecnologie fotovoltaiche.

Il nome suona abbastanza inquietante e forse a qualcuno di voi saranno venute in mente le immagini di film di fantascienza che solo qualche decennio fa proponevano umani con caratteristiche robotiche.

Tuttavia questa pelle elettronica verrà utilizzata per dispositivi esterni, con lo scopo di renderli maggiormente flessibili e ricettivi.

Questa e-skin risulterebbe composta da un foglio di poliammide lavorato con il laser per ottenere una struttura a nido d’ape con fori esagonali. Su di essa è stato aggiunto uno strato di semiconduttori e infine dei nanotubi di carbonio. Questo materiale è sensibile come la pelle per cui è in grado di captare anche la pressione dei polpastrelli fino a 15 kilopascal.

Un materiale dunque resistente ma anche economico. E’ stato avvolto su una pallina da baseball per verificarne le potenzialità a livello di flessibilità ed estensione e finora sembra aver superato egregiamente i test.

L’obiettivo ultimo del gruppo di Berkeley sarebbe realizzare un prototipo capace di restituire sensibilità a tutti i pazienti che portano protesi agli arti. Se i ricercatori riuscissero nell’impresa si raggiungerebbero dei risultati davvero notevoli non solo nel settore medico ma anche in quello della robotica per non parlare del fotovoltaico “micro” anche domestico. Riuscite a immaginare un robot capace di captare gli stimoli sensoriali attraverso il tatto? Sarebbe in grado di riconoscere le caratteristiche di fragilità di un oggetto, la sua consistenza e saprebbe tarare la pressione in base ad esse. Un altro settore in cui forse vedremo applicata la pelle elettronica è quello dei supporti informatici: computer indossabili, libri elettronici, dispositivi per ascoltare la musica, il tutto autoalimentante grazie al fotovoltaico.

Quando si dice che la realtà supera la fantasia…

Fonte (tuttogreen.it)
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sabato 14 gennaio 2012

Fotovoltaico: Arabia Saudita, dal solare un futuro rinnovabile

Nel precedente articolo avevamo parlato del progetto solare da 1 Gw a Dubai, vediamo da vicino i piani energetici dell'intera penisola araba che puntano ad ottenere dal solare il 10% della produzione di energia entro il 2020. La leadership mondiale di settore si avvicina.

Il Governo saudita spera di arrivare, entro il 2020, ad una generazione di energia elettrica da fonte rinnovabile che sfrutti almeno 5 GW di potenza installata. Le previsioni annunciano che il fotovoltaico provvederà a soddisfare il 10% della domanda dell’Arabia Saudita mentre il solare termico produrrà 2.200 kWh per metro quadrato.

I piani energetici del paese mirano comunque ad ottenere il 10% della produzione totale dallo sfruttamento del sole entro il 2020, in questo modo la penisola potrà conquistare e assumere il ruolo di leader mondiale nella produzione di energia da fonte solare. Le speranze non finiscono qui: dal comparto il paese spera si riescano a creare 15mila nuovi posti di lavoro in modo da velocizzare e spronare la costruzione di nuove centrali elettriche, di impianti per la trasformazione delle materie prime e per la formazione di un network tra le diverse aziende.

Gli investitori al momento hanno già impegnato circa 3 miliardi di dollari per il finanziamento di nuovi impianti in provincia di Al Madinah e nella città di Jubail. Contemporaneamente 380 milioni di dollari sono stati impegnati per la realizzazione di un impianto di produzione di polisilicio che all’inizio sarà in grado di produrre 3.350 tonnellate di silicio multi-cristallino entro il 2014.

Fonte (rinnovabili.it)
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