venerdì 23 marzo 2012

PV Cycle: in soli 3 mesi raccolte oltre 1000 tonnellate

Notevole incremento nella raccolta dei moduli fotovoltaici a fine ciclo di vita. La maggior parte proviene dalla Germania e dall’Italia
Che fine fanno i moduli “buoni” una volta arrivati a fine vita? Finisco dritti nel “Lete del riciclo“. Dopo ben tre anni di negoziati, l’Europa ha deciso, aggiornando la propria direttiva 2002/96/CE sui RAEE, di far divenire obbligatorio sul territorio comunitario il riciclaggio di moduli e componentistica fotovoltaica. Una sfida che non ha certamente colto impreparato PV CYCLE, associazione senza scopo di lucro fondata con l’obiettivo di garantire una raccolta del solare dismesso in maniera sostenibile ed economicamente vantaggiosa da aperte dei propri membri. L’associazione ha rilasciato in questi giorni i dati del riciclaggio relativi al primo trimestre di quest’anno: sono stati raccolti oltre 1.000 tonnellate di pannelli a fine ciclo di vita, di cui più di 900 tonnellate ottenute tramite il servizio di ritiro su misura lanciato da PV CYCLE. La restante quota proviene, invece, dalla rete di punti di raccolta paneuropea realizzata dagli oltre 200 partner dell’associazione.
“Il 2012 è cominciato eccezionalmente bene; ci rendiamo conto che i proprietari dei pannelli in tutta Europa iniziano a beneficiare realmente dei nostri servizi di raccolta globali”, spiega la Dr. Virginia Gomez, Responsabile Tecnologia e Operazioni in PV CYCLE. “Nonostante ciò, è ancora difficile fare previsioni sui flussi di rifiuti nell’industria del fotovoltaico. PV CYCLE non solo raccoglie i pannelli fotovoltaici che sono arrivati alla fine della loro vita tecnica di 30 anni, ma anche pannelli in garanzia o danneggiati durante il trasporto o l’installazione”.
Non sorprende certo sapere che la maggior parte dei moduli provenga da due più grandi mercati del fotovoltaico UE: Germania e Italia. Entrambe le nazioni hanno fatto la parte da leone anche nel 2011, quando PV CYCLE ha raccolto ben 1.400 tonnellate, raggiungendo una percentuale di gestione di circa il 70% di tutti i RAEE solari. Dopo aver definito lo standard nel suo settore, l’obiettivo è ora raggiungere quota 85%. “Continuiamo a espandere la nostra struttura di recupero per raggiungere questo ambizioso obiettivo”, ha dichiarato Jan Clyncke, Amministratore Delegato di PV CYCLE.
Fonte (rinnovabili.it)
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giovedì 22 marzo 2012

Convertire la luce solare con efficienze record

Arriva dall’Università di Tokyo il sistema fotovoltaico composto da celle a tripla giunzione, capace di condensare la luce solare con efficienze record
Un sistema fotovoltaico composto da celle a tripla giunzione, capace di fornire una condensazione uniassiale della luce solare. È quanto sta mettendo a punto la Smart Solar International Inc., una spin off dell’Università di Tokyo che entro la fine di luglio 2012 conta di immettere sul mercato questo nuovo prodotto. Il corpo principale del prototipo, presentato ieri, è composto da una serie di piccole celle fotovoltaiche disposte in linea retta, ciascuna grande 1 centimetro quadrato; completano il sistema uno specchio per la raccolta della luce (lungo 2 metri e largo 60 centimetri), un motore che muove lo specchio, un apparecchio per il raffreddamento delle celle e un piedistallo. Nella struttura della cella a tripla giunzione l’InGaAs (Arseniuro di Indio e Gallio) e l’InGaP (Fosfuro di Indio e Gallio) vengono accumulati in un substrato di Germanio (Ge), caratteristica che consente un’efficienza di conversione del 32%, senza la condensazione della luce, e del 36% al tempo di 100-500x, quando invece la luce viene condensata. Grazie all’impiego di queste particolari celle, il modulo è in grado di raggiungere un’efficienza di conversione del 23% a un tempo di 30-50x, un vero e proprio record mondiale. L’innovativo sistema fotovoltaico, una volta immesso sul mercato, avrà un costo di 84.000 yen, pari a circa 1.000 dollari.
Fonte (rinnovabili.it)
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venerdì 16 marzo 2012

“Black Silicon”, conto alla rovescia per la commercializzazione

La tecnologia è stata messa a punto dal National Renewable Energy Laboratory che ha concesso la licenza esclusiva a Natcore Technology per la commercializzazione
Si chiama “Black Silicon Nanocatalytic Wet-Chemical Etch” ed è il processo indicato da molti come la promessa del fotovoltaico di domani. La tecnica è stata messa a punto dai ricercatori del NREL, il laboratorio energetico del Doe statunitense, con l’obiettivo di ridurre al minimo la riflettenza delle celle nei confronti dei raggi solari incidenti e dunque aumentarne l’efficienza di conversione. Gli scienziati americani sono riusciti a dimostrare che il silicio nero, inciso chimicamente per farlo apparire scuro, riesce ad assorbire la quasi totalità di luce che lo colpisce su diverse lunghezze d’onda. Nel dettaglio, il trattamento crea una superficie priva di spigoli vivi per riflettere la luce la cui variazione di profondità consente alla superficie di intercettare un ampio spettro di luce. Per portare il Black Silicon dal laboratorio al mercato, il NREL ha firmato in questi giorni un accordo di cooperazione con la Natcore Tecnology, detentore ora della licenza esclusiva.
Grazie all’intesa prenderà il via una cooperativa di R&S, finanziata con 150mila dollari, che si impegnerà su due obiettivi differenti: ridurre i costi delle celle solari del 2%-3%, e, aumentare la produzione di energia del modulo dal 3% al 10% nel senza l’ausilio di un meccanismo di inseguimento solare. Questi obiettivi potrebbero essere realizzati combinando la tecnologia di deposizione a fase liquida di Natcore con la sopracitata “Black Silicon Nanocatalytic Wet-Chemical Etch”. “La nostra tecnologia creerà una nuova industria americana”, commenta il presidente e amministratore delegato della società Chuck Provini. “Abbiamo cercato per due anni d’ottenere il sostegno finanziario del Dipartimento dell’Energia. Questo costituisce un primo significativo passo”. La compagnia prevede di iniziare le vendite commerciali dei moduli in silicio nero quest’anno.
Fonte (rinnovabili.it)
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martedì 13 marzo 2012

Arriva la norma riciclo pannelli fotovoltaici


I vecchi pannelli fotovoltaici, giunti a fine ciclo, potranno finalmente essere smaltiti senza provocare danni ambientali. E' stato fissato, infatti, al 30 giugno 2012, il termine entro il quale le aziende produttrici di pannelli dovranno aderire a un sistema o consorzio che garantisca il riciclo dei moduli fotovoltaici.

I pannelli fotovoltaici, infatti, sono stati recentemente inclusi anche nella direttiva europea sui Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee). L'art. 11.6(a) del decreto ministeriale 5 maggio 2011, il cosiddetto IV Conto Energia, cui si aggiunge anche l'indicazione dell'Unione Europea, prevede che i produttori di moduli fotovoltaici forniscano ai loro clienti garanzie sul riciclo dei pannelli per poter accedere agli incentivi previsti.

Con la revisione della direttiva sui Raee l'Unione Europea inserisce questa tipologia di apparecchi a fine vita nella categoria 4 dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In Italia fra i consorzi strutturati per svolgere anche attività di raccolta, trattamento e riciclo di tutte le componenti degli impianti fotovoltaici, compresi i moduli, c'é ReMedia. "In Italia, nel gennaio 2012, sono stati superati i 330.000 impianti in esercizio - spiega Danilo Bonato, Direttore Generale di ReMedia - con una crescita in due anni in termini di numerosità degli impianti del 450%.
Questo andamento ha posizionato, inoltre, il nostro Paese al primo posto nella graduatoria mondiale per potenza entrata in esercizio nel 2011. Il fotovoltaico può portare un beneficio all'ambiente anche a fine vita: dagli impianti fotovoltaici, infatti, si possono ricavare ad esempio vetro, alluminio ma soprattutto indio, gallio, selenide, a rischio di esaurimento per la richiesta esponenziale. In prospettiva un recupero di questi materiali su larga scala consentirà di poter attingere a una miniera urbana di materie prime seconde, riducendo le emissioni di CO2 e il consumo di energia".

lunedì 12 marzo 2012

Veneto maggior produttore di energia rinnovabile in Italia nel 2011

Nell’anno solare 2011, il Veneto ha accolto sul suo territorio 24.352 nuovi impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: in pratica 95 impianti al giorno.
Una cifra consistente che sommata alle installazioni attive in precedenza porta il totale a 43.138, valore che ne fa la Regione più eco-compatibile d'Italia.
Entrando nello specifico, secondo i numeri forniti dall’Enel, sul gradino più alto del podio si posiziona Treviso con 12.062 impianti e 240 megawatt (MW) di energia prodotta, al secondo posto Padova con 8.679 impianti che, perÚ, primeggia per potenza complessiva installata pari a 280 MW.
Seguono via via le altre province, fanalini di coda Belluno e Rovigo, ma con buone risposte: la prima raddoppia, passando da 19 a 37 MW di fine 2011, la seconda fa segnare il maggior tasso di crescita. Dai 27 MW di potenza installata a fine 2010 con un balzo di oltre il 400% arriva fino ai 140 MW attuali.
C’è soddisfazione nelle parole di Roberto Ruggiano, responsabile Enel Distribuzione Territoriale Rete Triveneto. “Il 2011 si Ë configurato come un anno ancora più impegnativo del precedente. Gli impianti veneti attivati sino ad oggi sono infatti in grado di coprire il fabbisogno di quasi 485.000 famiglie“.
Bel segnale, che ve ne pare?
Fonte (tuttogreen.it)
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venerdì 9 marzo 2012

La Germania promuove il fotovoltaico d’alta quota

Installati a quasi 3000 metri d’altitudine 58 moduli pv hanno resistito a venti intensi e a 310 giorni di gelo
Anche le alte latitudini tedesche vantano un primato tutto green. Sulla montagna Zugspitze, 2.962 metri di altitudine, sono stati infatti istallati nel 2010 moduli fotovoltaici della società Aleo, che nei passati 12 mesi hanno fatto registrare rendimenti superiori alla media. I 58 moduli istallati sulla vetta più alta della Germania, per una potenza complessiva di 12,76 kilowatt sono stati istallati ricoprendo un tetto e una facciata. In un anno di funzionamento i 36 elementi posizionati sulla facciata hanno “prodotto 1.283 kilowattora per kilowatt picco di tensione nominale, contro una media tedesca per gli impianti su tetto di circa 900 kilowattora” si legge nel comunicato stampa. Portati in vetta con l’ausilio di camion e montati da personale specializzato i moduli sono stati esposti ad agenti atmosferici particolarmente intensi, che hanno messo a dura prova la resistenza degli impianti fotovoltaici, e che hanno però sopportato i venti occidentali e il gelo che caratterizza la montagna per 310 giorni l’anno.
“Come già avvenuto per le prove sulla resistenza all’ammoniaca e alla corrosione da salsedine marina la robustezza dei nostri moduli solari viene dimostrata anche in condizioni climatiche estreme. La straordinaria qualità dei materiali utilizzati e dei processi di lavorazione garantisce rendimenti elevati costanti dalle regioni costiere fino all’alta montagna”, spiega il dott. Jens Sabotke, responsabile del settore Tecnica e Sviluppo di aleo solar AG.
Fonte (rinnovabili.it)
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giovedì 8 marzo 2012

UK: tegole solari per 3 milioni di tetti

Continuano ad aumentare i prezzi dell’energia prodotta da fonti convenzionali e la Solarcentury punta alla tegola pv. Facile e veloce da istallare potrebbe presto ricoprire i tetti del Regno Unito

Viene da Solarcentury l’innovativa tegola solare che potrebbe ricoprire presto 3 milioni di tetti britannici. Definito dalla società come “il primo nel suo genere” il modulo ha le stesse caratteristiche di una piastrella, di una normale tegola dunque, e potrà essere istallato con più facilità e a costi più bassi andando anche a ridurre l’impatto estetico e visivo degli impianti.

Solarcentury ha confermato che lancerà sul mercato la nuova tegola C21e in occasione dell’Ecobuild green building show dove verranno mostrati i vantaggi di sostituire 4 tegole tradizionali con un cella solare integrata.

Martin White, product manager di Solarcentury, ha specificato che il nuovo prodotto è stato sviluppato in risposta a una crescente domanda da parte dei clienti che vogliono approfittare delle possibilità offerte dal regime di incentivazione per il fotovoltaico presenti nel Regno Unito, in Italia e in Francia.

Le previsioni di mercato annunciano inoltre che nonostante gli annunciati tagli al feed-in-tariff la domanda di impianti fotovoltaici dovrebbe continuare a crescere, giustificata da un progressivo aumento dei costi dell’energia convenzionale. Per questo le stime dichiarano che la nuova tegola potrebbe rappresentare un vantaggio per almeno 3 milioni di tetti nel Regno Unito.

“Il nostro obiettivo è quello di rendere il solare semplice da istallare e da far funzionare; con la nostra nuova tegola C21e possiamo aiutare sempre più persone ad affidarsi al solare ogni giorno” ha affermato White.

Vi ricordate il nostro articolo sulle tegole fotovoltaiche?

Fonte (rinnovabili.it)
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