L’efficienza quantica esterna è un parametro che definisce il numero di elettroni che scorrono nel circuito di una cella solare (fotocorrente), in rapporto al numero di fotoni, di una specifica lunghezza d’onda della luce, che colpiscono la medesima cella in un’arco di tempo definito di un secondo.
Nessun pannello solare fino ad oggi aveva raggiunto una efficienza quantica superiore al 100%.
Il MEG (Multiple Exciton Generation) è il processo che permette di produrre più elettroni, in pratica un maggior flusso di corrente, da ogni singolo fotone catturato che altrimenti si disperderebbe come calore; grazie al MEG si è raggiunto un picco di efficienza quantica del 114%.
Per ottenere questi risultati, i pannelli solari vengono rivestiti da una copertura antiriflesso ed un sottile strato trasparente conduttore, impiegando ossido di zinco, oro e seleniuro di piombo, un materiale semiconduttore fotosensibile.
Le ricerche condotte già nel 2001 evidenziarono come il MEG fosse in grado di offrire questo tipo di prestazioni ma ci sono voluti anni, fino ad arrivare ai nostri giorni, per il passaggio dal discorso teorico al concept.
L’ottimizzazione del rendimento delle celle solari comporterebbe una produzione maggiormente conveniente in termini di costo e di competitività rispetto alle tradizionali forme di produzione energetica.
Fonte (tuttogreen.it)
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