Il Governo britannico ha obiettivi estremamente ambiziosi per il fotovoltaico. Intanto, dopo lo stop da parte dei tribunali britannici per irregolarità nelle procedure, accelera sul piano di revisione degli incentivi ai piccoli impianti a fonti rinnovabili. A partire proprio dai tagli agli incentivi al fotovoltaico

Il Regno Unito accelera sul piano di revisione degli incentivi ai piccoli impianti a fonti rinnovabili. Dopo lo stop ai tagli per le tariffe per quelli fotovoltaici da parte dei tribunali britannici per irregolarità nelle procedure, Londra riparte proprio da qui.
La misura è la stessa: riduzione del 50% (da 43,3 pence al KWh a 21 p/kWh) per gli impianti residenziali inferiori o uguali a 4 kW con tagli anche per le installazioni tra 4 kW e 250 kW a partire dal 1 aprile per gli impianti “incentivabili” a partire dal 3 marzo. La battaglia legale continua, invece, per le installazioni incentivabili dal 12 dicembre al 3 marzo in quanto il Governo britannico ha portato il caso alla Corte Suprema e attende una risposta per il 21 febbraio.
Un’altra novità è la decisione di associare l’incentivo all’efficienza energetica: a partire dal 1 aprile, chi installa un impianto fotovoltaico sulla propria abitazione dovrà produrre un certificato di performance energetica (Energy Performance Certificate), con una classe energetica “D” o superiore per ottenere la tariffa piena, non più “C” come inizialmente proposto. Sempre dal 1 aprile, le nuove tariffe per le multi installazioni (oltre 25 impianti) saranno ridotte all’80% dell’incentivo standard: una misura per una persona fisica o un’organizzazione che già riceve incentivi per altre installazioni fv. Esenzioni potrebbero essere introdotte per progetti di generazione distribuita che interessano comunità e social housing.
Ma la riduzione degli incentivi al fotovoltaico si inserisce in un processo di revisione di più ampio respiro che riguarda non solo l’elettricità solare ma anche le altre fonti rinnovabili: a questo scopo, Londra ha lanciato ieri due consultazioni pubbliche: la prima (
fino al 3 aprile) su un meccanismo di controllo dei costi legati al fotovoltaico basato sul modello tedesco, che prevede ulteriori riduzioni delle tariffe incentivanti su base semestrale (a partire da luglio); la seconda sulle altre tecnologie di generazione pulita (mini eolico, biogas, piccolo idroelettrico) che prevede in particolare un incremento degli incentivi per la microcogenerazione. Le novità annunciate dal Governo di
David Cameron non hanno smorzato le polemiche sul piano di revisione degli incentivi, anzi. Secondo
Jeremy Leggett, fondatore di Solarcentury, una delle società coinvolte nell’azione legale contro il governo, il nuovo meccanismo per il fotovoltaico non fara altro che alimentare le proteste in quanto il crollo dei costi del fv non diminuirà abbastanza velocemente per rendere vantaggiose le tariffe più basse. Il ministro dei Cambiamenti Climatici,
Greg Barker, ha invece ostentato ottimismo sostenendo che con il nuovo regime di sostegno la capacità fotovoltaica raggiungerà ben 22 GW entro il 2020. Una stima che, nonostante il boom fatto registrare nel Regno Unito dall’energia solare con oltre 1 GW installato da quanto è entrato in vigore il regime di sostegno al fv (aprile 2010), sembra piuttosto ambiziosa.
Fonte (zeroemission.tv)
Click per ricevere un preventivo GRATUITO per impianti fotovoltaici, eolici, mini-eolici etc.