Grazie all’accordo stipulato tra COBAT, un sistema nazionale di raccolta e riciclo, e il Comitati IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane),
in Italia si costituirà la prima filiera italiana per la gestione e lo
smaltimento dei pannelli giunti a fine vita. Come spiegato da Michele
Zilla, Direttore Generale di COBAT, i requisiti a cui la filiera dovrà
attenersi sono 2: la tracciabilità, per far sì che tra tutti i moduli
fotovoltaici immessi sul mercato, vengano censiti quelli effettivamente
coperti dalla garanzia di corretta gestione, e la garanzia finanziaria, «affinché – spiega Zilla – sia
assicurato, anche dopo molti anni dall’installazione dei moduli ed
anche nel caso in cui un produttore o lo stesso sistema dovessero
interrompere la propria attività, che vi siano fondi adeguati alla
raccolta e al riciclo del rifiuto». La necessità di prevedere un
obbligo simile è dovuta ai numeri sull’installato: a fronte dei 50
milioni di moduli fotovoltaici ad oggi installati in Italia, pari a
circa 13 GW e destinati a diventare 23 GW entro il 2016, il Legislatore
ha ritenuto opportuno chiarire anche cosa fare una volta che essi
verranno dismessi.
Fonte (rinnovabili.it)