I ricercatori del CSE hanno però tentato
una strada differente, introducendo il silicone nel processo di
laminazione, che consiste nell’unione/fusione dei diversi strati di cui è
composta la cella e che generalmente impiega l’etilene-vinil acetato, o
EVA. Al fine di determinare se il silicone possa o meno sostituire
l’EVA, i ricercatori di Fraunhofer stanno collaborando con quelli della
Dow Corning Corporation, il più grande produttore al mondo di siliconi
utilizzati in medicina, cosmetica e industria automobilistica. Gli
scienziati hanno rivestito le celle fotovoltaiche con silicone liquido. “Quando si indurisce, sigilla le celle e i componenti elettronici hanno una protezione ottimale“,
afferma il responsabile del progetto Rafal Mickiewicz. I moduli così
realizzati sono stati testati in una camera climatica a basse
temperature e sottoposti a deformazione meccanica dimostrando
performance miglior delle unità laminate con l’EVA.
Fonte (rinnovabili.it)