Da un team di scienziati internazionali la dimostrazione dell’efficienza del grafene nel convertire la luce in elettricità

L’ottimismo riposto dalla comunità
scientifica sulla possibilità che il grafene possa imprimere un
cambiamento di paradigma nella tecnologia odierna appare ogni giorno più
solido e pronunciato. Lo dimostrano le tante ricerche ed esperimenti di
laboratorio dedicati a questo particolare materiale monoatomico, non
ultima quella nata in seno ad un progetto internazionale per dimostrarne
le potenzialità in ambito fotovoltaico. Lo studio è stato condotto
congiuntamente dai ricercatori dell’Istituto di Scienze Fotoniche (
ICFO) di Castelldefels (Barcellona), del Massachusetts Institute of Technology (
MIT) negli Stati Uniti, e dell’Istituto di Ricerca Polimerica
Max Planc, in Germania. Insieme, questa squadra di ricercatori internazionali ha potuto dimostrare come il grafene sia in grado di
convertire un singolo fotone in più elettroni, un fenomeno noto come
moltiplicazione delle cariche.
Una scoperta che rende questo materiale un’allettante alternativa nella
produzione di una nuova generazione di celle solari ad alte
prestazioni.
“Nella maggior parte dei materiali
un fotone assorbito crea un elettrone, ma nel caso del grafene abbiamo
scoperto che un fotone è in grado di produrre diversi elettroni eccitati
e quindi generare maggiori segnali elettrici”, spiega Frank
Koppens, dell’ICFO e coordinatore del gruppo. Questa caratteristica
rende lo rende l’elemento ideale per qualsiasi dispositivo che si basi
sulla conversione della luce in elettricità. In realtà rimangono ancora
molti problemi da risolvere prima di poter parlare di fotovoltaico con
questa speciale conformazione del carbonio, tra cui il basso
assorbimento del materiale: nonostante la sua capacità di agire come
moltiplicatore resta il fatto che il grafene assorbe fotoni pochi,
anche con uno spettro di ampiezza molto grande.
Fonte (rinnovabili.it)