martedì 27 marzo 2012

Quinto Conto Energia: ancora nessuna certezza


Il fermento tra gli operatori del fotovoltaico, il mondo associativo e quello politico testimonia quanto sia alto l’interesse per una questione che non è di nicchia, ma nazionale
Continuano i rumors sulle fantomatiche bozze (pare ne stia circolando più d’una) del V Conto Energia. Apparsi on line lo scorso venerdì, i testi in circolazione hanno fin da subito destato non poca perplessità tra gli operatori, reduci nemmeno un anno fa dal caos che il Decreto Romani ha provocato nel settore e, a buon ragione, preoccupati per quelle che potrebbero essere le ripercussioni di decisioni poco ponderate.
LA RISPOSTA DELLE ASSOCIAZIONI Immediate, ovviamente, sono state le reazioni delle associazioni che in Italia rappresentano il solare, impegnate in dichiarazioni ufficiali, prese di posizione e appelli finalizzati a limitare i danni ai loro associati, un comparto industriale che nel nostro Paese ha contribuito non poco allo sviluppo di un mercato energetico nazionale. La prima dichiarazione in merito è arrivata venerdì scorso dal Presidente di ISES ITALIA, G.B. Zorzoli, che proprio questa mattina ha rinnovato la richiesta già avanzata al Ministro dello Sviluppo Economico (MSE) di aprire immediatamente un tavolo di confronto con tutte le associazioni del settore, ovviamente esteso alle misure di promozione per l’efficienza energetica e per tutte le rinnovabili. Ieri, invece, abbiamo raccolto la posizione di ANIE/GIFI, con la dichiarazione del Presidente, Valerio Natalizia, che si è dichiarato disponibile a collaborare per la definizione di un testo che, oltre a tenere conto delle necessità di tutto il settore energetico, garantisca al fotovoltaico il giusto periodo di transizione per raggiungere la piena competitività e l’indipendenza dagli incentivi. Aspettiamo di vedere quali saranno le prossime mosse e se ci saranno azioni intraprese congiuntamente.
IL MONDO POLITICO Anche sul fronte politico si è mosso qualcosa. Il deputato e responsabile nazionale Organizzazione Italia dei valori (Idv), l’On. Ivan Rota, ha accusato le lobby e i centri di potere di penalizzare il settore dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, un business che Rota ritiene possa dare un grande impulso alla nostra economia. Per l’On. Rota, infatti, se l’MSE dimezzasse gli incentivi per costruire impianti fotovoltaici anche di piccola taglia, da una parte le banche non finanzierebbero più i progetti “verdi”, dall’altra circa 100mila posti di lavoro del comparto sarebbero messi a rischio. Gravissimo poi il giudizio dell’Onorevole sulla presunta stesura della bozza diffusa da parte di un’analista dell’Enel. “Sarebbe una cosa gravissima – ha commentato Rota – di certo non può essere affidato al più grande operatore elettrico italiano il futuro delle energie rinnovabili. È il solito problema del controllato che diventa controllore di se stesso. Speriamo che il Ministro Passera e il Governo ci diano al più presto spiegazioni”.
LE SMENTITE DI ENEL E MSE E le spiegazioni non si sono fatte aspettare, con smentite da parte dei soggetti coinvolti. ENEL ha infatti affermato di non aver mai scritto o contribuito alla stesura di bozze di decreti ministeriali sul V Conto Energia né fornito commenti ai testi che da qualche giorno stanno circolando sulla rete. “È in corso un’indagine interna informatica – si legge nel comunicato diffuso oggi – per verificare eventuali manipolazioni che attribuirebbero a collaboratori dell’azienda l’origine del file pubblicato su alcuni quotidiani online”. L’azienda ha aggiunto anche che tutelerà le proprie ragioni nelle sedi più opportune. Più lapidaria, invece, la dichiarazione uscita stamani sul sito dell’MSE, nella quale si leggono testuali parole: “La notizia circolata su alcuni organi di stampa secondo cui Enel avrebbe inviato al Mise una bozza di decreto relativa agli incentivi per il fotovoltaico è, ovviamente, del tutto infondata”.
Fonte (rinnovabili.it)
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lunedì 26 marzo 2012

I dubbi sul Quinto Conto Energia

Meno incentivi al fotovoltaico italiano. Dalla bozza di decreto pare che il Quinto Conto Energia finanzierà il comparto con 500 milioni di euro dimezzando le tariffe
Stiamo per dire addio al Quarto Conto Energia e, mentre si avvicinano le scadenze, indiscrezioni vorrebbero l’entrata in vigore di un Quinto Conto Energia a partire dal 1° luglio di quest’anno. La bozza, attualmente in via di compilazione definitiva per conto del Ministero dello Sviluppo economico, ritiene che ”sia sufficiente impegnare ulteriori 500 milioni di euro l’anno al fine di accompagnare il fotovoltaico verso la competitività, al di fuori di schemi di sostegno”, vale a dire fino a dicembre 2014. Un drastico taglio se rapportato ai 6 miliardi del precedente sistema di incentivazione.
Il 5° Conto andrà quindi, secondo le indiscrezioni trapelate, agli impianti fotovoltaici a concentrazione per un massimo di 10 milioni di euro a semestre, alle istallazioni innovative per un totale di altri 10 milioni mentre agli impianti fotovoltaici verranno riservati 80 milioni. Il perché della diminuzione degli incentivi da parte del Governo? Pare sia colpa del peso eccessivo dei contributi sulle bollette dei consumatori che, oltre ai 6 miliardi destinati al fotovoltaico, devono corrispondere la percentuale riservata alle altre fonti enenrgetiche rinnovabili per un totale di 3 miliardi, con un aggravio medio per famiglia che ogni anno si traduce in circa 90 euro contro i 30 del 2009 e i 120 euro previsti per l’anno in corso.
Ma dalle associazioni arriva la preoccupazione che il nuovo Conto Energia possa favorire l’economia affossando le imprese e che l’autore della nuova bozza, redatta su carta intestata del Ministero, possa essere stata compilata da un analista dell’Enel come dichiarato dal senatore del Pd Ferrante.
“In tutta onestà stento a credere che i Ministeri competenti vogliano infondere panico nel mercato fotovoltaico facendo circolare bozze – diverse tra loro nei contenuti e nella forma – piuttosto che operare con responsabilità nei confronti di un comparto industriale, quello del fotovoltaico, che ad oggi ha contribuito concretamente allo sviluppo nel nostro Paese del mercato energetico, componente fondamentale di ogni sistema economico. Un intervento legislativo come quello prospettato dalle bozze in circolazione vanificherebbe tutti gli investimenti realizzati fino ad ora” ha dichiarato Valerio Natalizia, presidente ANIE/GIFI.
I nuovi incentivi sarebbero infatti insostenibili per l’industria fotovoltaica italiana e prevedono un registro per tutti gli impianti al di sopra dei 3 kW di potenza e il dimezzamento delle tariffe a partire dal 1° luglio anche per gli impianti di piccola taglia istallati sugli edifici. A causa di queste misure provvisiorie le banche avrebbero già sospeso i finanziamenti portando i clienti alla cancellazione degli ordini e mettendo in serio pericolo migliaia di posti di lavoro nel settore.
“Ed è proprio di investimento che bisogna parlare – continua Natalizia – quando si considera il denaro utilizzato per incentivare l’energia fotovoltaica. A differenza delle fonti tradizionali, dove le risorse finanziarie devono far fronte alla necessità di continuo approvvigionamento di combustibile, spesso da Paesi politicamente instabili, in questo caso gli investimenti vanno a favore dello sviluppo tecnologico e della generazione distribuita ed efficiente di energia, con conseguenti benefici per il sistema elettrico nel suo complesso e per gli utenti finali. Una volta superato il sistema degli incentivi, gli effetti della potenza fotovoltaica installata saranno positivi e vedranno la diminuzione del valore delle importazioni e del costo dell’energia elettrica.”
“ANIE/GIFI chiede una smentita ufficiale ai Ministeri competenti sulle bozze in circolazione e si rende disponibile sin da subito a collaborare per la definizione di un 5° Conto Energia che tenga conto delle necessità di tutto il settore energetico, garantendo nel contempo all’industria fotovoltaica il più adeguato periodo di transizione per il raggiungimento della piena competitività ed indipendenza dagli incentivi. Tutto questo nel rispetto del contenimento dei costi per la collettività” ha concluso Natalizia.
Fonte (rinnovabili.it)
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sabato 24 marzo 2012

Vicini a un Quinto Conto Energia?

La bozza del decreto che andrà a regolare l’incentivazione degli impianti fotovoltaici fino al 2016, in circolazione da ieri, potrebbe essere un nuovo ostacolo per il settore
Sono più di una le voci sulla presunta circolazione di una bozza del V Conto Energia che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stata diffusa proprio in queste ultime 24 ore. Già preannunciata qualche giorno fa dal Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, la bozza, una volta approvata, andrà a ridisciplinare l’incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici e sarà il decreto di riferimento per il periodo che va dall’1 luglio 2012 al 31 gennaio 2016. Tra le evidenze presenti in bozza, una riduzione degli incentivi e un limite alle installazioni, elementi entrambi che, se non ponderati a dovere, potrebbero costituire l’ennesimo ostacolo a un settore in pieno sviluppo, che in più occasioni ha dovuto fare i conti con provvedimenti dell’ultimo minuto dagli effetti di sicuro poco edificanti.
Partecipe anche lui di un fuggi fuggi di notizie ancora non ufficiali, il Presidente di ISES ITALIA, G.B. Zorzoli, ha rilasciato alla nostra redazione una sua dichiarazione: “È sacrosanto richiedere una progressiva riduzione degli incentivi, in modo tale da tenere conto della riduzione dei costi del fotovoltaico e da ricondurre i ritorni economici degli investimenti entro valori confrontabili con quelli dei settori regolati (reti elettriche), ma la bozza in circolazione del Quinto Conto Energia è concepita in modo tale da provocare una quasi certa paralisi del settore. Prima di qualsiasi decisione, i Ministeri competenti devono pertanto aprire un tavolo di consultazione con tutte le associazioni interessate, in modo da pervenire a una normativa rigorosa, ma non distruttiva di un settore in grande sviluppo”.
È chiaro che quelli che verranno saranno giorni di grande fermento per il settore, di sicuro impegnato a reperire notizie certe e a cercare di limitare eventuali danni. Ma chi della bozza ne ha curato la stesura, ha visto bene di precisare la provvisorietà del testo che sta circolando, onde evitare, come spesso purtroppo accade, il proliferare sterile di polemiche tutt’altro che costruttive.
Fonte (rinnovabili.it)
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venerdì 23 marzo 2012

PV Cycle: in soli 3 mesi raccolte oltre 1000 tonnellate

Notevole incremento nella raccolta dei moduli fotovoltaici a fine ciclo di vita. La maggior parte proviene dalla Germania e dall’Italia
Che fine fanno i moduli “buoni” una volta arrivati a fine vita? Finisco dritti nel “Lete del riciclo“. Dopo ben tre anni di negoziati, l’Europa ha deciso, aggiornando la propria direttiva 2002/96/CE sui RAEE, di far divenire obbligatorio sul territorio comunitario il riciclaggio di moduli e componentistica fotovoltaica. Una sfida che non ha certamente colto impreparato PV CYCLE, associazione senza scopo di lucro fondata con l’obiettivo di garantire una raccolta del solare dismesso in maniera sostenibile ed economicamente vantaggiosa da aperte dei propri membri. L’associazione ha rilasciato in questi giorni i dati del riciclaggio relativi al primo trimestre di quest’anno: sono stati raccolti oltre 1.000 tonnellate di pannelli a fine ciclo di vita, di cui più di 900 tonnellate ottenute tramite il servizio di ritiro su misura lanciato da PV CYCLE. La restante quota proviene, invece, dalla rete di punti di raccolta paneuropea realizzata dagli oltre 200 partner dell’associazione.
“Il 2012 è cominciato eccezionalmente bene; ci rendiamo conto che i proprietari dei pannelli in tutta Europa iniziano a beneficiare realmente dei nostri servizi di raccolta globali”, spiega la Dr. Virginia Gomez, Responsabile Tecnologia e Operazioni in PV CYCLE. “Nonostante ciò, è ancora difficile fare previsioni sui flussi di rifiuti nell’industria del fotovoltaico. PV CYCLE non solo raccoglie i pannelli fotovoltaici che sono arrivati alla fine della loro vita tecnica di 30 anni, ma anche pannelli in garanzia o danneggiati durante il trasporto o l’installazione”.
Non sorprende certo sapere che la maggior parte dei moduli provenga da due più grandi mercati del fotovoltaico UE: Germania e Italia. Entrambe le nazioni hanno fatto la parte da leone anche nel 2011, quando PV CYCLE ha raccolto ben 1.400 tonnellate, raggiungendo una percentuale di gestione di circa il 70% di tutti i RAEE solari. Dopo aver definito lo standard nel suo settore, l’obiettivo è ora raggiungere quota 85%. “Continuiamo a espandere la nostra struttura di recupero per raggiungere questo ambizioso obiettivo”, ha dichiarato Jan Clyncke, Amministratore Delegato di PV CYCLE.
Fonte (rinnovabili.it)
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giovedì 22 marzo 2012

Convertire la luce solare con efficienze record

Arriva dall’Università di Tokyo il sistema fotovoltaico composto da celle a tripla giunzione, capace di condensare la luce solare con efficienze record
Un sistema fotovoltaico composto da celle a tripla giunzione, capace di fornire una condensazione uniassiale della luce solare. È quanto sta mettendo a punto la Smart Solar International Inc., una spin off dell’Università di Tokyo che entro la fine di luglio 2012 conta di immettere sul mercato questo nuovo prodotto. Il corpo principale del prototipo, presentato ieri, è composto da una serie di piccole celle fotovoltaiche disposte in linea retta, ciascuna grande 1 centimetro quadrato; completano il sistema uno specchio per la raccolta della luce (lungo 2 metri e largo 60 centimetri), un motore che muove lo specchio, un apparecchio per il raffreddamento delle celle e un piedistallo. Nella struttura della cella a tripla giunzione l’InGaAs (Arseniuro di Indio e Gallio) e l’InGaP (Fosfuro di Indio e Gallio) vengono accumulati in un substrato di Germanio (Ge), caratteristica che consente un’efficienza di conversione del 32%, senza la condensazione della luce, e del 36% al tempo di 100-500x, quando invece la luce viene condensata. Grazie all’impiego di queste particolari celle, il modulo è in grado di raggiungere un’efficienza di conversione del 23% a un tempo di 30-50x, un vero e proprio record mondiale. L’innovativo sistema fotovoltaico, una volta immesso sul mercato, avrà un costo di 84.000 yen, pari a circa 1.000 dollari.
Fonte (rinnovabili.it)
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venerdì 16 marzo 2012

“Black Silicon”, conto alla rovescia per la commercializzazione

La tecnologia è stata messa a punto dal National Renewable Energy Laboratory che ha concesso la licenza esclusiva a Natcore Technology per la commercializzazione
Si chiama “Black Silicon Nanocatalytic Wet-Chemical Etch” ed è il processo indicato da molti come la promessa del fotovoltaico di domani. La tecnica è stata messa a punto dai ricercatori del NREL, il laboratorio energetico del Doe statunitense, con l’obiettivo di ridurre al minimo la riflettenza delle celle nei confronti dei raggi solari incidenti e dunque aumentarne l’efficienza di conversione. Gli scienziati americani sono riusciti a dimostrare che il silicio nero, inciso chimicamente per farlo apparire scuro, riesce ad assorbire la quasi totalità di luce che lo colpisce su diverse lunghezze d’onda. Nel dettaglio, il trattamento crea una superficie priva di spigoli vivi per riflettere la luce la cui variazione di profondità consente alla superficie di intercettare un ampio spettro di luce. Per portare il Black Silicon dal laboratorio al mercato, il NREL ha firmato in questi giorni un accordo di cooperazione con la Natcore Tecnology, detentore ora della licenza esclusiva.
Grazie all’intesa prenderà il via una cooperativa di R&S, finanziata con 150mila dollari, che si impegnerà su due obiettivi differenti: ridurre i costi delle celle solari del 2%-3%, e, aumentare la produzione di energia del modulo dal 3% al 10% nel senza l’ausilio di un meccanismo di inseguimento solare. Questi obiettivi potrebbero essere realizzati combinando la tecnologia di deposizione a fase liquida di Natcore con la sopracitata “Black Silicon Nanocatalytic Wet-Chemical Etch”. “La nostra tecnologia creerà una nuova industria americana”, commenta il presidente e amministratore delegato della società Chuck Provini. “Abbiamo cercato per due anni d’ottenere il sostegno finanziario del Dipartimento dell’Energia. Questo costituisce un primo significativo passo”. La compagnia prevede di iniziare le vendite commerciali dei moduli in silicio nero quest’anno.
Fonte (rinnovabili.it)
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martedì 13 marzo 2012

Arriva la norma riciclo pannelli fotovoltaici


I vecchi pannelli fotovoltaici, giunti a fine ciclo, potranno finalmente essere smaltiti senza provocare danni ambientali. E' stato fissato, infatti, al 30 giugno 2012, il termine entro il quale le aziende produttrici di pannelli dovranno aderire a un sistema o consorzio che garantisca il riciclo dei moduli fotovoltaici.

I pannelli fotovoltaici, infatti, sono stati recentemente inclusi anche nella direttiva europea sui Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee). L'art. 11.6(a) del decreto ministeriale 5 maggio 2011, il cosiddetto IV Conto Energia, cui si aggiunge anche l'indicazione dell'Unione Europea, prevede che i produttori di moduli fotovoltaici forniscano ai loro clienti garanzie sul riciclo dei pannelli per poter accedere agli incentivi previsti.

Con la revisione della direttiva sui Raee l'Unione Europea inserisce questa tipologia di apparecchi a fine vita nella categoria 4 dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In Italia fra i consorzi strutturati per svolgere anche attività di raccolta, trattamento e riciclo di tutte le componenti degli impianti fotovoltaici, compresi i moduli, c'é ReMedia. "In Italia, nel gennaio 2012, sono stati superati i 330.000 impianti in esercizio - spiega Danilo Bonato, Direttore Generale di ReMedia - con una crescita in due anni in termini di numerosità degli impianti del 450%.
Questo andamento ha posizionato, inoltre, il nostro Paese al primo posto nella graduatoria mondiale per potenza entrata in esercizio nel 2011. Il fotovoltaico può portare un beneficio all'ambiente anche a fine vita: dagli impianti fotovoltaici, infatti, si possono ricavare ad esempio vetro, alluminio ma soprattutto indio, gallio, selenide, a rischio di esaurimento per la richiesta esponenziale. In prospettiva un recupero di questi materiali su larga scala consentirà di poter attingere a una miniera urbana di materie prime seconde, riducendo le emissioni di CO2 e il consumo di energia".