giovedì 5 aprile 2012

Il fotovoltaico dalla culla alla tomba

Al via il progetto sperimentale grazie al quale i moduli fotovoltaici domestici giunti a fine vita potranno essere gratuitamente ritirati, trattati e opportunamente smaltiti
Un accordo che anticipa quanto sarà stabilito dal Parlamento Europeo in materia di smaltimento di rifiuti. È quello sancito tra il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo (Cobat) e Silea S.p.A. che, sotto l’egida dell’Assessorato all’Ambiente della provincia di Lecco, hanno siglato un accordo di programma attraverso il quale tutti i moduli fotovoltaici domestici giunti a fine vita saranno inseriti in un circuito virtuoso che li condurrà al riciclo. Grazie al progetto sperimentale, infatti, tutti i cittadini di Lecco in possesso di moduli obsoleti da smaltire dovranno solo preoccuparsi di disintallarli e consegnarli al personale addetto al ritiro di Silea Spa, che a sua volta li passerà al Consorzio, al quale spetta il compito di trattarli e smaltirli in impianti autorizzati. L’accordo, che offre ai cittadini un servizio interamente gratuito, è perfettamente in linea sia con quanto stabilito dal IV Conto Energia, che obbliga tutti i produttori di moduli fotovoltaici a garantire il riciclo dei moduli esausti e ad aderire entro il 30 giugno 2012 a un consorzio che si occupi di smaltirli, sia con l’emanazione della nuova Direttiva del Parlamento Europeo, che includerà nella categoria 4 dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) i moduli fotovoltaici giunti a fine vita. Una volta che l’Italia avrà recepito la Direttiva in questione, l’accordo sarà riformulato nel pieno rispetto della normativa.
Insomma, una soluzione, come l’ha definita l’Assessore all’Ambiente della provincia di Lecco, Carlo Signorelli, pratica e semplice. «Grazie all’accordo – ha dichiarato Mauro Colombo, Presidente di Silea S.p.A. – i cittadini del territorio lecchese potranno usufruire di un ulteriore servizio gratuito di raccolta “porta a porta” su chiamata per i pannelli fotovoltaici, che permetterà di alzare ancor più il livello di qualità e di virtuosità della provincia di Lecco nella raccolta differenziata». Soddisfatto anche il Presidente di Cobat, Giancarlo Morandi, il quale ha anche rammentato l’accordo firmato con il Comitato Industrie Fotovoltaiche Italiane (IFI), per istituire la prima filiera nazionale per la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei moduli giunti a fine vita.

mercoledì 4 aprile 2012

Il fotovoltaico diviene più sottile della seta di ragno

Celle solari organiche dieci volte più sottili, più leggere e più flessibili di qualsiasi altra unità mai realizzata fino ad oggi
Una nuova alba si palesa per il thin film. L’evoluzione del fotovoltaico in questi anni ha ridotto gli enormi e pesanti moduli in sottilissime pellicole o, in alcuni casi, addirittura in semplici vernici organiche spalmabili. Ad infrangere l’ultimo record “dimensionale” è ora un gruppo di ricercatori austro-nipponici che ha presentato oggi in anteprima mondiale i risultati del proprio lavoro ingegneristico: una cella solare più sottile di un filo di seta di ragno.
La speciale cella non solo vanta dimensioni ultra ridotte – si parla di misure nell’ordine di pochi micrometri – ma anche un’estrema flessibilità, al punto da poter essere avvolta senza problemi attorno ad un capello umano. Il dispositivo è costituito da microscopici elettrodi, uno composto da una miscela polimerica trasparente nota come PEDOT:PSS, acronimo di poli (3,4-etilenediossitiofene) poli (stirenesulfonato), e l’altro in metallo, separati da uno strato attivo. Il tutto è poggiato su un substrato flessibile in PET spesso 1,9 micrometri, ovvero un decimo delle celle solari più sottili attualmente in commercio.
“Lo spessore totale di questo dispositivo è inferiore a quello di un filo di ragnatela”, spiegano i ricercatori sulla rivista scientifica Nature Communications. “Essere ultra-sottile significa in altre parole che non estrema leggerezza ed elasticità”, ha commento lo scienziato Tsuyoshi Sekitani. Inoltre, anche “stropicciata”, la cella mostra esattamente la stessa efficienza delle sue omologhe realizzate sui substrati di vetro. L’unico inconveniente è che si parla di ancora di capacità di conversione della luce molto limitata; nonostante ciò i ricercatori prevedono di portare la tecnologia sul mercato entro cinque anni.
Fonte (rinnovabili.it)
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martedì 3 aprile 2012

Acciona presenta il risultato del progetto Cargo Xpress

Coniugando il fotovoltaico allo sfruttamento del vento, i ricercatori che hanno preso parte al progetto europeo sono riusciti ad ottenere una nave cargo dall’efficienza record
Acciona, leader nelle energie rinnovabili, ha preso parte al programma europeo Cargo Xpress contribuendo ad un progetto che punta alla costruzione di una nave da carico in grado di risparmiare il 50% del carburante.
Finanziato nell’ambito del 7° Programma Quadro della Commissione europea il progetto ha visto la partecipazione di 12 partner provenienti da 5 paesi che, dopo 32 mesi di lavoro, ha presentato i piani per la costruzione dell’imbarcazione del futuro. Coordinata da Volker H.Rosenkranzy l’iniziativa ha presentato il progetto che coniuga energia solare ed eolica per permettere all’imbarcazione di navigare e portare avanti la vita di bordo senza emissione di inquinanti. Il motore dell’imbarcazione, lunga 84 metri, ha una potenza di 1200 kW alimentati a gas liquefatto supportato da una vela rigida in grado di aprirsi a conchiglia fino a 85° e una istallazione fotovoltaica di 1200 metri quadrati.
Secondo Acciona il vento muoverà l’imbarcazione per il 47% del tempo riuscendo a produrre circa 700 kWh mentre l’istallazione fotovoltaica sarà in grado di generare 600 kWh. Tutta l’energia green prodotta, sostuita al combustibile fossile normalmente impiegato per l’alimentazione delle navi di questo tipo potrebbe portare ad un risparmio in termini di emissioni di inquinanti pari a 3.270 tonnellate di CO2 all’anno, è stato calcolato.
Fonte (rinnovabili.it)
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lunedì 2 aprile 2012

Clini: un errore fermare gli incentivi alle rinnovabili

Il ministro dell’Ambiente risponde alle ultime dichiarazioni di Passera: “contrapporre la riduzione della bolletta energetica e il sostegno alle fonti rinnovabili è un errore strategico”
La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità. Sulla questione del peso delle rinnovabili in bolletta, i consumatori chiedono da tempo un chiarimento super partes che fughi ogni dubbio e metta in chiaro se le politiche di sostegno alle eco-energie stiano andando o meno a discapito delle famiglie. Tra detrattori delle fonti green da una parte e associazioni di settore dall’altra, tra analisi della crescita verde, relazioni dell’Authority e fantomatiche bozze del prossimo Conto Energia, la situazione ha assunto per i meno esperti contorni confusi. A tutto ciò si aggiunto in queste ore anche il commento del Ministro dello Sviluppo Corrado Passera che punta il dito su un passato in cui si è speso troppo e male per le eco-energie, annunciando un riallineamento degli incentivi nostrani a quelli degli altri paesi. “Intendiamo raggiungere e superare gli obiettivi europei sulle rinnovabili – ha detto Passera – ma dobbiamo farlo bene, non come in questi anni in cui sono stati impegnati troppi soldi delle famiglie e delle imprese non nella maniera migliore, per fare un’operazione troppo accelerata a prezzi troppo alti”.
A ridefinirne il quadro è ora il ministro dell’Ambiente Corrado Clini che, intervistato questa domenica da Rainews, ha parlato di nuovo Piano Energetico, di Quinto Conto Energia, ma soprattutto della relazione che lega la bolletta elettrica alle tecnologie ‘pulite’ di produzione. E mentre l’allarme del caro-energia fa il giro dei quotidiani, Clini chiarisce alcuni punti fondamentali della politica di governo e sfata alcuni “miti” che vogliono le rinnovabili colpevoli di bollette sempre più salate. Evidenziando la distorsione che contraddistingue il mercato italiano – la produzione di elettricità è vincolata a forniture di lungo periodo che ci legano all’importazione estera – il ministro ha spiegato “anche se riduciamo il valore degli incentivi per il fotovoltaico, cosa che dobbiamo fare, non avremo necessariamente una riduzione della bolletta perché, se rimangono fisse le importazioni con il prezzo attuale di gas e di petrolio, continueremo ad avere costi alti”.
Inoltre sulla bolletta elettrica incidono anche altre voci, come ad esempio “lo sconto per la fornitura di elettricità ai grandi impianti industriali energivori”. E’ necessario che i consumatori sappiano che quando pagano la bolletta contribuiscono anche a pagare questo sconto”, così come il conto del nucleare e il Cip 6, voci che non hanno “diretta relazione alla fornitura di elettricità”. Rimane il fatto che il Governo intende procedere con la revisione degli schemi di sostegno alle rinnovabili, solare in primis. “Insieme con Corrado Passera stiamo lavorando ad una riduzione degli incentivi in particolar per il fotovoltaico per riportare il valore dell’incentivo al prezzo reale dei moduli solari ed anche per correggere le speculazioni che ci sono state in particolare nel 2010, a causa di uno sciagurato decreto Salva Alcoa”. Una revisione che ci tiene a sottolineare il ministro, deve però assicurare il futuro del fotovoltaico italiano e più in generale quello degli investimenti nell’energia solare, uno dei settori di punta dell’innovazione tecnologica globale. “Dobbiamo investire di più in Italia per sostenere la ricerca ed evitare che le nostre imprese che hanno esperienza di punta debbano andare all’estero”.
E si congratula con il Ministro, Legambiente chiedendo di fermare quella campagna mediatica che vuole fermare le energie pulite, mettendo in luce solo l’impatto in bolletta di questa crescita e non i vantaggi per il Paese, per i cittadini e le aziende. “Bravo Clini, e basta bugie sui costi delle rinnovabili in bolletta. – commenta Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – Gli italiani pagano soprattutto la dipendenza dai combustibili fossili e le troppe centrali termoelettriche a mezzo servizio. I vantaggi delle tecnologie pulite diventano, invece, sempre più evidenti: abbassano il prezzo dell’elettricità al picco della domanda proprio grazie al solare fotovoltaico, riducono le importazioni grazie a una produzione pari al 26,6% dei consumi elettrici, abbassano i costi legati al protocollo di Kyoto. Invitiamo quindi il Ministro Passera a leggere con attenzione lo studio della Bocconi che mette in luce i risparmi che gli investimenti nelle rinnovabili produrranno nei prossimi anni, invece di ascoltare solo le solite lobby delle centrali inquinanti”. Legambiente che ha aderito agli Stati generali delle rinnovabili promossi per oggi a Roma, lancia quindi una mobilitazione affinché al Governo giunga chiara la voce di chi chiede di aprire un confronto trasparente anche sugli incentivi alle rinnovabili.
Fonte (rinnovabili.it)
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domenica 1 aprile 2012

La nuova dimensione del fotovoltaico

Dal celebre MIT un innovativo design 3D in grado moltiplicare l’energia solare generata in località distanti dall’equatore, nei mesi invernali o lontano dalle “ore calde”
Da tempo, a livello mondiale, la ricerca solare si è concentrata attivamente sul miglioramento delle prestazioni fotovoltaiche e sull’abbattimento degli alti costi associati alla tecnologia. Poco ancora si è fatto invece i termini di disposizione spaziale delle celle, che vengono per lo più collocate in piano o istallate su strutture a inseguimento solare. Ora, un team di ricercatori del MIT ha studiato e messo a punto un approccio differente: la realizzazione di cubi o torri di celle solari collegate fra loro in configurazioni tridimensionali.
I risultati provenienti dalla sperimentazione di tali strutture 3D hanno dimostrato di poter aumentare in maniera quasi esponenziale la potenza normalmente vantata dalle stesse celle ma poste in piano; da un valore semplicemente raddoppiato ad addirittura una maggiorazione di oltre venti volte il valore tradizionale. I maggiori incrementi di efficienza sono stati rilevati in situazioni dove la radiazione solare è solitamente meno favorevole alla tecnologia fotovoltaica: in località distanti dall’equatore, nei mesi invernali e lontano dalle ore “calde”.
“Sono convinto che questo concept potrebbe diventare una parte importante del futuro fotovoltaico”, sostiene l’autore senior del progetto, Jeffrey Grossman. Questi nuove disposizioni rendono la potenza più prevedibile e uniforme, e sarebbero inoltre in grado di semplificare l’integrazione degli impianti fv alla rete elettrica rispetto ai sistemi convenzionali. Finora, la squadra ha modellato in 3-D singoli moduli; il passo successivo è quello di studiare una serie di torri a fisarmonica, per studiarla risposta alle ombre da loro stesse generate in momenti diversi della giornata.
Fonte (rinnovabili.it)
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sabato 31 marzo 2012

Il vetro solare che trasformerà i grattacieli in centrali elettriche

L’ultima sperimentazione della Oxford University per le facciate vetrate, combina le prestazioni del fotovoltaico a film sottile con un colorante fotosensibilizzato, per azzerare completamente la richiesta energetica.
Uno dei più importanti team di ricerca della Oxford University, il laboratorio Oxford Photovoltaics (PV), ha recentemente presentato l’ultima innovativa sperimentazione di “vetro solare” che, se applicato alle facciate dei grattacieli, potrebbe addirittura garantire la copertura totale delle richieste energetiche tecnologiche e di illuminazione.
Si tratta di una soluzione innovativa che combina il colorante base delle celle fotovoltaiche a film sottile, con le applicazioni del vetro colorato fotosensibilizzato, consentendo simultaneamente di produrre energia. Questa tecnologia permetterebbe di realizzare superfici colorate di ogni tipo venendo incontro alle esigenze estetiche di architetti e costruttori, fornendo contemporaneamente, una soluzione flessibile per la produzione di energia solare.
“Grazie alla nostra sperimentazione possiamo stampare gli ossidi metallici che attivano il processo, il colorante ed i polimeri direttamente sul vetro” ha affermato Kevin Arthur capo esecutivo della società, “la luce solare reagisce direttamente con il colorante, creando una forma di correte elettrica che raccogliamo in due terminali, esattamente come accade per le batterie standard”.
Per passare dalla fase sperimentale alla produzione servono però ulteriori fondi, che il team di ricercatori spera di riuscire a raccogliere grazie alla presentazione del prodotto oltreoceano nell’ambito del progetto del Regno Unito “Clean and Cool Mission”, aumentando i 3,5 mln di sterline attualmente a disposizione, con ulteriori finanziamenti per realizzare finalmente un progetto pilota completo. “Al momento siamo in grado di produrre celle solari da 10 per 10 cm, ma vogliamo passare ad una completa linea di produzione con pannelli di dimensioni superiori, per arrivare alla prima serie commercializzabile entro il secondo trimestre del 2013″.
I vantaggi di questo nuovo “vetro solare” sono diversi, primo fra tutti il costo di produzione inferiore rispetto alle tradizionali tecnologie fotovoltaiche, che secondo le previsioni fatte dalla società potrebbe aggirarsi attorno ai 35 centesimi per watt. Inoltre il sistema consentirebbe di traformare qualsiasi facciata, anche di dimensioni elevate, in una fonte di energia. Tuttavia, una delle critiche più frequenti che è stata rivolta al prodotto, è legata all’inferiore livello di efficienza di conversione energetica del modulo fotovoltaico a film sottile alla base della sperimentazione, rispetto al più tradizionale silicio policristallino. A queste perplessità la società inglese ha risposto a suon di dati, assicurando che, nonostante valori di efficienza relativamente bassi, la copertura di grandi superfici con vetro solare, permetterebbe comunque di coprire interamente i consumi.
“Le cifre parlano – ha concluso Arthur – attualmente il 60% degli edifici ricoperto da vetro. Se la nostra tecnologia venisse estesa all’intero comparto, potremmo ottenere risultati incredibili, lo dimostrano le ricerche: da un grattacielo da 220 metri collocato ad esempio in Texas e ricoperto interamente con “vetro solare”, potremmo generare fino a 5,3 MWh al giorno, sufficienti ad esempio per alimentare 52.000 iPad, che se affiancato ad un’efficiente sistema di illuminazione al LED, renderebbe l’edificio praticamente indipendente”.

venerdì 30 marzo 2012

Clini: V Conto Energia, favorirà mini-impianti e innovazione

Il Ministro dell’Ambiente interviene sulla questione per assicurare “nessuna sorpresa in arrivo per il fotovoltaico”
Animi accesi e poche certezze. Questo il clima che si respira dopo le ultime indiscrezioni lanciate sul futuro del fotovoltaico italiano. E mentre il mondo associazionistico ritrova ancora una volta una posizione unica con cui rivolgersi al Governo e chiede l’istituzione al più presto di un tavolo di confronto, Corrado Clini si pronuncia per la prima volta dopo il caos mediatico scatenato delle fantomatiche bozze del “Quinto Conto Energia” e assicura “non c’è alcuna sorpresa in arrivo per il settore del fotovoltaico”. Il ministro dell’Ambiente ha ricordato in un comunicato stampa, rilasciato in queste ore, come la revisione del sistema incentivante sia stata prevista dal decreto del 2011 e come debba portare a una riduzione degli incentivi sulla base dei prezzi dei moduli fotovoltaici e tenendo conto dell’esigenza di non superare il limite stabilito di 7 miliardi l’anno.
La bozza – quella definitiva si intende – c’è e il decreto sarà pronto a breve, sottolinea Clini specificando che “gli incentivi dovranno riguardare gli impianti di piccole dimensioni per l’autoconsumo domestico e industriale, favorendo l’integrazione del solare con l’efficienza energetica e sostenendo l’innovazione tecnologica. In questo modo, gli incentivi rappresentano un forte fattore di crescita, che si accompagna agli effetti del credito di imposta (55%) e al successo del Fondo rotativo di Kyoto”. Lo schema tariffario del Quinto Conto Energia dovrà inoltre sostenere gli investimenti nelle zone industriali dismesse, con l’obiettivo di avviare un nuovo processo industrializzazione sostenibile in aree strategiche per il nostro sviluppo. “In ogni caso, sarà inclusa la copertura per gli investimenti già in corso”, tiene a precisare il Ministro “Oggi il contributo si avvicina ai 6 miliardi di euro l’anno, e le nuove regole sono preparate in anticipo rispetto alla scadenza, in modo da dare più tempo a consumatori e imprese”.
La revisione del FiT intrapresa dal Governo segue una linea strategica che vuole il sostegno alle green energy come strumento di crescita economica. “Per esempio, mentre pesano sulle bollette, al tempo stesso con un meccanismo opposto – sostiene il ministro – le fonti pulite di energia abbassano il costo del chilowattora e soprattutto riducono il fabbisogno di combustibili fossili, che sono d’importazione, con un vantaggio netto sulla bilancia dei pagamenti del Paese […] La promozione del fotovoltaico integrato con l’efficienza energetica nelle aree urbane è una componente del progetto nazionale per le smart cities e la diffusione della produzione distribuita di energia ad alta efficienza e basso impatto ambientale”.
Fonte (rinnovabili.it)
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