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domenica 2 dicembre 2012

ANIE/GIFI: il fotovoltaico e il paradosso del riciclo

L’associazione ha inviato alle Istituzioni competenti una serie di proposte per risolvere il problema del riciclo dei moduli, ancora oggi non normato dai requisiti specifici da rispettare.


Secondo quanto stabilito dal V Conto Energia, i produttori di moduli fotovoltaici devono obbligatoriamente essere iscritti a un consorzio dedicato allo smaltimento dei moduli giunti a fine vita: una garanzia sul corretto riciclo di questi materiali, che rischia però di diventare l’ennesima barriera allo sviluppo del settore. L’operazione di riciclo dovrebbe infatti soddisfare una serie di requisiti specifici, sui quali chiede conto anche il Gestore dei Servizi Energetici prima del rilascio degli incentivi, che però ad oggi non sono stati pubblicati. Per ANIE/GIFI, si tratta dell’ennesimo paradosso a causa del quale gli operatori e il mercato del fotovoltaico continuano a perdere credibilità. Per l’associazione, il problema va risolto quanto prima e, nella ricerca di un dialogo costruttivo, ha inviato alle Istituzioni competenti una serie di proposte, che riportiamo integralmente così come sono state diffuse:

  • Obbligo per i produttori di adesione a Consorzi/Sistemi per lo smaltimento dei moduli a fine vita a decorrere da almeno 30 giorni dopo la data di pubblicazione della lista degli stessi sul sito GSE, senza alcuna retroattività;
  • Identificazione in maniera inequivocabile ed esemplificativa del “produttore” dei moduli fotovoltaici;
  • Definizione delle operazioni che devono essere effettuate ai fini di un corretto smaltimento e riciclo;
  • Sospensione della creazione di un database per la tracciabilità del prodotto poiché comporta particolari difficoltà gestionali e aumenti di costo;
  • Redazione di un fac-simile di lettera che i Consorzi devono rilasciare ai propri consorziati affinché il soggetto responsabile non incorra nel rischio di rigetto della tariffa incentivante.
Per il Presidente ANIE/GIFI, Valerio Natalizia, la definizione di un percorso virtuoso fatto di regole chiare e certe è un dovere, soprattutto in virtù di quei 6 miliardi di euro all’anno investiti dai cittadini italiani per lo sviluppo del settore. «Ancora una volta – ha commentato – ci siamo rivolti alle Istituzioni in maniera propositiva e costruttiva cercando il dialogo allo scopo di dare continuità al mercato fotovoltaico, certezze agli operatori ma anche ai clienti finali.
Fonte (rinnovabili.it)



sabato 6 ottobre 2012

Fotovoltaico 2.0: una rinascita?

Le proposte che l’Associazione si auspica diventino obiettivi della Strategia Energetica Nazionale, puntano a evitare il collasso del mercato e a far cogliere all’Italia una grossa opportunità

Un picco che tocca i 15,5 GW e che, oltre a coprire più del 6% del fabbisogno energetico italiano, conta oltre 100.000 addetti tra produzione, distribuzione, installazione e indotto. Quella del fotovoltaico italiano è una corsa iniziata più o meno 7 anni fa, assolutamente in linea con il trend di sviluppo registrato a livello internazionale e che nel solo 2011 ha visto investimenti per ben 260 miliardi di dollari. Si tratta di numeri ai quali corrisponde un’atmosfera tutt’altro che florida, a causa di problematiche con le quali il settore deve continuamente fare i conti. L’alternanza tra un conto energia e un altro, la “visione miope” con cui si è guardato all’industria nazionale e le continue modifiche degli assetti normativi hanno seriamente messo a dura prova il settore, non solo per la contrazione del mercato nazionale, ma anche per la mancanza di una visione di lungo termine e quindi di una strategia sulla quale costruire.
Partendo dal presupposto che sarebbe un errore strategico per l’Italia mettere in discussione il sostegno alle rinnovabili, il documento diffuso ieri da GIFI (Proposte GIFI per il FV 2.0) vuole essere uno strumento per ricordare agli organi competenti che quello su cui si sta discutendo non è un settore di soli costi, ma un comparto che potrebbe favorire la ripresa economica del Paese, “attraverso l’incremento del prodotto interno lordo, del gettito fiscale, dell’occupazione” e la contemporanea diminuzione del picco giornaliero della domanda energetica. Il tutto in una cornice di benefici per l’ambiente e la salute umana, perfettamente in linea peraltro con quanto stabilito dai dettami europei.
Per l’Associazione, è giusto guardare oltre il V Conto Energia e adottare soluzioni che permettano al settore di continuare a vivere. Utilizzare i soldi risparmiati grazie allo sviluppo delle FER ed eliminare dalla bolletta elettrica la voce relativa agli oneri generali di sistema potrebbero essere disposizioni utili da introdurre, ma è necessario anche dare la possibilità agli operatori fotovoltaici nazionali, oggi fortemente penalizzati dal costo del denaro, di poter competere “ad armi pari” a livello globale, operazione possibile per GIFI introducendo un fondo speciale per consentire l’accesso al credito a tassi ragionevoli. A ciò si aggiunge la necessità di estendere oltre il 30 giugno 2013 la detrazione fiscale sugli investimenti, ridurre il carico fiscale derivante dai ricavi della produzione di energia, rendere effettivamente operativi i Sistemi efficienti di utenza attraverso il coinvolgimento di tutti gli utenti, rivedere opportunamente lo Scambio sul Posto e, non ultimo, semplificare tutti gli iter autorizzativi.


Presidente Natalizia, come si arriva al fotovoltaico 2.0?
Ci si arriva dopo 5 versioni diverse del conto energia, un sistema di incentivazione nato contemporaneamente anche in altri Paesi e con l’idea di accompagnare il fotovoltaico fino alla grid parity. In questi anni, purtroppo, i vari cambi di programma hanno portato a uno sviluppo non sempre sano e sostenibile del settore e la mancanza di un allineamento europeo delle tariffe ha generato situazioni difficili da gestire, con periodi di vere e proprie esplosioni di mercato e altri in cui ha prevalso la stagnazione della domanda. Adesso arriviamo alla fine del 2012 con una brutta sorpresa: i soldi del V Conto Energia, che avrebbero dovuto condurci almeno alla metà del 2015, basteranno per arrivare a metà o, secondo i più ottimisti, quasi alla fine del 2013. La necessità di trovare strumenti alternativi agli incentivi classici, ricadenti tra l’altro sulle bollette elettriche e quindi sugli utenti in generale, è nata anche dal periodo in cui ci troviamo, con una situazione economica internazionale peggiorata a causa della crisi. Da qui l’esigenza di trovare una soluzione affinché il mercato possa andare avanti. Tutto quello che è stato realizzato ha permesso alle aziende italiane di crescere, svilupparsi e creare occupazione. I 2,5 miliardi di euro all’anno di importazioni di combustibili fossili in meno sono quello che il Ministero dello Sviluppo Economico ha definito la bilancia commerciale positiva in termini energetici. Non disperdere tutto il patrimonio acquisito in questi anni è per l’Italia una grossissima opportunità.
Come si differenzia il “caso del fotovoltaico” italiano rispetto a quello degli altri Paesi europei?
C’è una sorta di similitudine in alcuni programmi di incentivazione, che hanno guardato con un’attenzione maggiore rispetto al passato ai costi anche per effetto della crisi finanziaria, e in generale a livello europeo i sistemi vanno verso una riduzione graduale della quota di incentivi erogata per il settore, e in alcuni casi sono già in una fase finale. L’aspetto peculiare dell’Italia e l’approccio politico, non sempre attento e giusto. Spesso il settore viene visto come un problema da affrontare e non come un’opportunità di sviluppo. Non si cerca di sfruttare quello che di buono si è creato e quello che di buono si potrebbe creare. Penso ad alcune best practice tutte nostre sul piano dell’accumulo o su quello di sviluppo della smart grid, che, se fossero sostenute a livello politico, potrebbero acquisire un vantaggio competitivo ed essere esportate all’estero.
Se le vostre proposte venissero accolte da chi di dovere, si potrebbe parlare di una rinascita del fotovoltaico?
Non mi piace parlare di rinascita perché almeno oggi ancora non la vedo la morte del settore. Sicuramente c’è stato un rallentamento forte a cui seguirà un ridimensionamento dettato, a mio avviso, da numeri piuttosto elevati del passato. Non possiamo cioè pensare che i 9,4 GW del 2011 siano un riferimento da vedere come termine di paragone per gli anni successivi. Le nostre proposte, se approvate, potrebbero evitare il collasso del mercato e portare all’indipendenza totale dagli incentivi. In ultimo, ci aspettiamo che le aziende del settore abbiano finalmente la possibilità di pianificare gli investimenti, contrariamente a quanto è accaduto in questi ultimi anni.
Fonte (rinnovabili.it)

giovedì 9 agosto 2012

Quinto Conto Energia: ecco le regole applicative

Dal 20 agosto al 19 settembre aperto il 1°Registro per gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 12 kW


Mentre il settore del fotovoltaico si chiede se ci saranno abbastanza soldi per il Quinto Conto Energia o saranno già tutti esauriti prima di arrivare al 27 agosto, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) aggiorna il proprio sito con le nuove Regole Applicative dedicate all’iscrizione ai Registri e al riconoscimento delle nuove tariffe incentivanti. Nel documento, pubblicato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto del 11 luglio 2012, sono riportati i criteri, le modalità e le regole di presentazione, valutazione e gestione della documentazione inviata dai Soggetti Responsabili al Gestore dei Servizi Energetici. Sei capitoli più gli allegati e le appendici per avere un quadro di riferimento sui requisiti per il riconoscimento delle tariffe, le modalità di verifica, e le norme per l’iscrizione.
Il GSE rende noto inoltre che il prossimo 19 agosto sarà pubblicato il Bando riferito al 1° Registro per gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 12 kW, che resterà aperto esclusivamente nella finestra temporale che va dal 20 agosto al 19 settembre 2012.
Fonte (rinnovabili.it)

lunedì 9 luglio 2012

Il Quinto Conto Energia è legge

Via libera definitivo ai due decreti ministeriali con la firma dei ministri Passera, Clini e Catania. Tra le modifiche apportate, ampliamento del budget di spesa a 500 mln e innalzamento della soglia per il registro solare



Il Quinto Conto Energia e il provvedimento sulle rinnovabili elettriche sono ufficialmente legge. Come preannunciato dallo stesso Passera, si è conclusa venerdì sera la lunga marcia dei due decreti ministeriali che definiscono le nuove tariffe statali per l’elettricità verde “made in Italy”. Anche il ministro dell’ambiente Corrado Clini e quello delle politiche agricole Mario Catania hanno apposto la propria firma sui due testi, formalizzando così il via libera ai nuovi regimi incentivanti. Durante questi mesi di attesa, dura prova il settore delle rinnovabili italiane, si è assistito ad un susseguirsi di prese di posizione e scontri, ma nonostante gli interventi della Commissione Europea, il parere condizionato delle regioni e l’appello degli attori del settore, i testi finali dei due decreti non si discostano troppo dalle posizioni iniziali a cominciare dalla disposizione, in linea con le previsioni della precedente normativa, dell’entrata in vigore 45 giorni dopo il superamento (previsto a breve) della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico, e il 1 gennaio 2013 per le altre rinnovabili elettriche, pur prevedendo un periodo transitorio di 4 mesi. Unica eccezione è quella prevista per gli impianti pv realizzati su edifici pubblici e su aree delle amministrazioni pubbliche che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2012 a cui si applicheranno ancora le tariffe del Quarto Conto Energia.
Gli obiettivi rimangono gli stessi: raggiungere e superare i target richiesti dalla UE riducendo l’onere sulle bollette di cittadini e imprese attraverso un sistema di sussidi – a detta dei ministri – “moderno, sostenibile ed equo”. Attraverso una nota congiunta Clini e Passera ci tengono però a sottolineare che nelle ultime settimane, sono state effettuate importanti modifiche migliorative, che integrano in un certo qual senso i pareri dell’Autorità per l’Energia e della Conferenza Unificata, oltre a tener conto delle specifiche mozioni Parlamentari e i suggerimenti di Associazioni di categoria.
“I Decreti – si legge nella nota stampa – pongono le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato delle tecnologie (calati radicalmente nel corso degli ultimi anni). Si introduce inoltre un sistema di controllo e governo dei volumi installati e della relativa spesa complessiva (aste per impianti grandi e registri per impianti di taglia media).”

COSA E’ CAMBIATO Le settimane di concertazione fra i tre dicasteri competenti, e soprattutto l’irremovibilità del ministro dell’Ambiente su alcuni punti clou hanno portato alla modifica di alcune norme rispetto alla versione originale dei decreti, a partire da un ampliamento del budget di spesa, per un totale di 500 milioni di euro annui – pari a ulteriori 10 miliardi di Euro di spesa su 20 anni – suddivisi tra Quinto Conto Energia (200 milioni) e rinnovabili elettriche (300 milioni) e da un forte semplificazione delle procedure per l’iscrizione ai registri che introduce l’autocertificazione in sostituzione dell’atto di notorietà.
Inserito anche un contenuto innalzamento delle soglie di accesso ai registri, che passa così dai 12 ai 20 KW per tutte le categorie rilevanti a patto che accettino di ricevere una tariffa incentivante decurtata del 20%, esentando invece dall’obbligo gli impianti a concentrazione, quelli innovativi e quelli realizzati da Amministrazioni pubbliche, oltre a quelli in sostituzione di amianto fino a 50 KW. Gli altri impianti fotovoltaici accedono, invece, qualora rispettino i requisiti stabiliti previa iscrizione in appositi registri, “in posizione tale da rientrare nei seguenti limiti massimi di  costo indicativo cumulato annuo degli incentivi:
a) 1° registro: 140 milioni di euro;
b) 2° registro: 120 milioni di euro;
c) registri successivi: 80 milioni di euro a registro e comunque fino al raggiungimento del limite.
Rimangono confermate le premialità gli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in eternit e quelli con preponderante uso di componenti europei, e la priorità di accesso al registro per gli impianti realizzati dalle aziende agricole. Infine è stato aggiunto un incremento delle tariffe per alcune specifiche tecnologie che presentano una forte ricaduta sulla filiera nazionale come nel caso geotermico innovativo, fotovoltaico a concentrazione e innovativo.
“L’energia rinnovabile – hanno dichiarato i ministri Catania, Clini e Passera – è un pilastro fondamentale della nostra strategia, ed è per questo essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti che possono sviluppare una filiera produttiva nazionale, senza generare dannose competizioni con la produzione alimentare. Allo stesso tempo, con questi decreti si pone un freno alla crescita dei costi energetici per i cittadini e le imprese. La sostenibilità economica e ambientale sono i due cardini della strategia energetica del Paese”.
OBIETTIVO MANCATO? Che si tratti di un sistema incentivante moderno, sostenibile ed equo non sono tutti d’accordo. Se i testi finali hanno trovato il beneplacito dei Ministeri competenti, non tardano ad arrivare le prime critiche da parte di quanti hanno sempre visto nel contenuto dei due provvedimenti un errore politico e un freno alla crescita del settore green energy nostrano. Così commenta  a caldo il senatore Francesco Ferrante: “Il punto a mio parere è che, sia con il V conto energia sul fotovoltaico, con gli assurdi registri, sia con il decreto non fv, di nuovo con registri e aste, si è scelto un meccanismo che non promuove anzi ostacolerà lo sviluppo di un settore che invece andava accompagnato con dolcezza per quel breve tratto che lo avrebbe portato alla grid parity e quindi a nessun incentivo”.
“Oggi, con la speranza che nonostante le scelte di una politica, che si è rivelata ancora una volta inadeguata a cogliere le opportunità del cambiamento, il settore riesca comunque a sopravvivere, crediamo si debba lavorare da subito per un quadro nuovo di regole che già dal prossimo anno, con la nuova legislatura, permetta la diffusione delle rinnovabili attraverso la rivoluzione della rete e consenta che le fonti del futuro possano da subito esprimere tutte le loro potenzialità”.

sabato 23 giugno 2012

Anter: che il V Conto Energia entri in vigore il I gennaio

Ancora nessuna data certa sull’entrata in vigore del V Conto Energia. Dall’Anter l’appello affinchè non si fermi un comparto che in tempo di crisi, nel solo 2011, ha creato 63mila posti di lavoro



Dopo le indiscrezioni sul disaccordo tra i Ministri Clini e Passera che hanno fatto ritardare nuovamente la decisione che dovrebbe stabilire la data di attivazione del V Conto Energia Anter, Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili e i 100mila iscritti hanno lanciato un appello affinchè si fissi l’attivazione del nuovo regime di tariffazione al 1° gennaio 2013. Le modifiche richieste dalla Commissione Politica Ambiente e Energia della Conferenza delle Regioni sul Quinto Conto Energia, non ancora accettate, dovrebbero infatti, a sentire Anter, essere prese in considerazione al fine di garantire la sopravvivenza di un settore, quello fotovoltaico, che è uno dei motori del comparto enegertico italiano.
Nel 2011 infatti il fotovoltaico ha permesso un risparmio di 400 milioni di euro in bolletta solo grazie all’effetto di peak shaving mentre le previsioni indicano entro il 2030 un risparmio in termini di emissioni inquinanti pari a 68-83 milioni di tonnellate di Co2 (Fonte Irex Annual Report 2012).
“Chiediamo che il Quinto Conto Energia entri in vigore a partire dal 1° gennaio 2013 -dichiara il Presidente Anter Antonio Rainone- per non fermare gli investimenti già messi in atto dalle aziende e permettere un graduale contenimento delle tariffe incentivanti così come già previsto dal Quarto Conto Energia. Chiediamo inoltre al Governo italiano di non fermare un settore che ha creato, in un momento di crisi economica, oltre 63.000 nuovi posti di lavoro nel 2011 e ne prevede altri 90.000 entro il 2020 (dati provenienti dal Dossier Verdi)”.
L’Associazione ha fatto richiesta affinchè gli incentivi vengano diminuiti del 5% ogni semestre per la tariffa omnicomprensiva e del 10% ogni semestre per l’autoconsumo.
“Chiediamo inoltre – continua Rainone – che venga ripristinato il premio per gli impianti fotovoltaici il cui costo di investimento sia per non meno dell’80% riconducibile a una produzione realizzata unicamente all’interno dell’Unione Europea, parallelamente ad un chiaro ed esaustivo iter per accedere al bonus, che confermerebbero lo sviluppo di una filiera produttiva nel Paese. Determinante per contrastare l’inquinamento è poi il premio fisso per gli impianti installati su edifici che abbiano sostituito le coperture in eternit. Un controllo rigido, ma semplice delle procedure per l’iscrizione al registro per gli impianti, –dichiara inoltre Rainone- è quanto mai necessario per non generare inutili complicazioni burocratiche.”


venerdì 22 giugno 2012

Quinto Conto Energia, si rimanda ancora

Le ultime indiscrezioni vogliono i ministri Passera e Clini in disaccordo sulla data di entrata in vigore e sulla soglia per l’iscrizione al registro. In ritardo anche il decreto Fer elettriche



Si fa sempre più lunga l’attesa sul Quinto Conto Energia e sul decreto “rinnovabili elettriche”. Prima la notizia che le raccomandazioni delle Regioni, a cui era legato l’assenso della conferenza Unificata,  con molta probabilità non saranno integrate nei testi dei provvedimenti, ora le voci che vogliono i ministri Clini e Passera alle prese con un vero e proprio impasse.  Le differenti posizioni dei due capi di Dicastero erano saltate agli occhi fin dalle prime battute in  tema di incentivi alla fonti energetiche verdi. Un disaccordo che, stando alle ultime indiscrezioni, potrebbe con molta probabilità ritardare di un’altra settimana l’emanazione dei due decreti.
In realtà a complicare la situazione sarebbero alcuni punti chiave del Quinto Conto Energia che dividerebbero nettamente le posizioni di Clini e Passera. Secondo Sebastiano Serra, capo della segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente i punti su cui trovare l’intesa in questi sette giorni sarebbero la soglia di potenza degli impianti per l’iscrizione al registro e la data d’entrata in vigore del nuovo feed-in-tariff. Da un lato, infatti, il ministro dell’Ambiente vorrebbe innalzare da 12 a 20 kW la potenza delle istallazioni obbligate ad iscriversi al registro, dall’altro quello dello Sviluppo teme che così facendo si vada incontro ad una spesa semestrale eccessiva.
Altra sostanziale differenza, Corrado Clini concorda con quanto richiesto dalle regioni di attivare il nuovo sistema tariffario a partire dal 1° ottobre 2012 anziché collegare la partenza al superamento del tetto dei 6 miliardi e dunque prevedendo tempi decisamente più stretti (fine agosto, inizio settembre). Positiva invece la conferma delle premialità per la sostituzione delle coperture in amianto e per il “made in UE”, premialità per le quali, ha dichiarato Serra, il budget dovrà essere necessariamente aumentato.

lunedì 18 giugno 2012

V Conto Energia, si disfa l’accordo?

E’ di nuovo tempo di rimaneggiamenti per il testo del V Conto Energia? Così sembrerebbe dalle indiscrezioni trapelate in queste ore che danno per certo lo slittamento dell’entrata in vigore dei nuovi incentivi



Ci si affida nuovamente alle ultime voci di corridoio per aggiornare la situazione V Conto Energia. I rumors dell’ultima ora vogliono il testo del decreto attuativo di nuovo sotto le mani del tavolo tecnico del Ministero dello Sviluppo per alcune modifiche last minute che potrebbero stravolgere in parte quanto richiesto dalle Regioni. Le frenetiche riunioni della Conferenza delle Regioni e della Conferenza Unificata avevano rilasciato alcune opzioni a cui era vincolato il parere positivo ma che potrebbero, nei fatti essere disattese. A cominciare dalla data di entrata in vigore del nuovo sistema di incentivazione.
Con  tutta probabilità infatti il raggiungimento della soglia dei 6 miliardi entro la fine di luglio (così fa predire il contatore del GSE) farà sì che il nuovo FiT  diventi realtà non più tardi dei primi giorni di settembre, dimenticando la richiesta  delle amministrazioni di spostare l’entrata in vigore a dopo il 1° ottobre. Stando a quanto riportato dal Sole 24, ad essere rigettate potrebbero essere anche la proposta di innalzare la soglia di potenza oltre la quale è obbligatorio iscriversi al registro dai 12 kW proposti dal Governo a 100 kW. Ci sarebbe invece spazio di mediazioni per altri due capito fondamentali del V Conto Energia: si starebbe valutando la possibilità di esonerare alcune tipologie e di innalzare il tetto di spesa. Il governo promette che il testo sarà varato entro i primi giorni di questa settimana.

lunedì 11 giugno 2012

V Conto Energia: la parziale soddisfazione di ANIE/GIFI

L’Associazione esprime la sua perplessità in merito ad alcuni elementi contenuti nel testo del documento scaturito dall’ultima Conferenza Unificata

Quella che si è riunita lo scorso 6 giugno è stata, per ANIE/GIFI, una Conferenza Unificata tra luci e ombre che ha portato alla messa a punto di un documento contenente sia alcuni aspetti positivi sia alcune criticità ancora da risolvere. Registri, premi e tariffe incentivanti sono gli elementi sui quali l’associazione che riunisce una buona parte delle imprese fotovoltaiche italiane dice la sua. Pur soddisfatto per la richiesta delle Regioni di escludervi alcuni impianti, per il Presidente di ANIE/GIFI, Valerio Natalizia, il registro rimane uno strumento che di fatto “aumenta la burocrazia ed i costi creando maggiore incertezza a scapito della bancabilità dei progetti”. Scarso il gradimento anche per l’aumento a 6,759 miliardi di euro complessivi, “un passo nella giusta direzione ma non soddisfacente soprattutto in virtù dei numerosi limiti che sono stati posti sulle varie tipologie di impianti”. Da qui la proposta, che l’Associazione ritiene necessaria, di arrivare a 7 miliardi di euro.
Buona, per Natalizia, la reintroduzione dei premi che, lo ricordiamo, prevedono un bonus di 3 Eurocent/kWh nei casi di sostituzione di eternit o impiego di componentistica Made in Europe, la cui entità, però, dovrebbe “essere saggiamente valutata sulla base dell’effettiva ricaduta occupazionale e dell’impatto a medio-lungo termine”. Stessa perplessità viene espressa sull’aumento delle tariffe incentivanti. «Lo sviluppo sostenibile del mercato fotovoltaico – ha dichiarato Natalizia – non si basa sull’aumento delle tariffe incentivanti, ma sull’eliminazione delle barriere burocratiche e delle incertezze legate al registro e ai limiti “imposti”. L’industria nazionale ha bisogno di misure lungimiranti che servano a stimolare la competitività del sistema produttivo nel suo complesso».

giovedì 7 giugno 2012

V Conto Energia e FER elettriche: la fumata bianca

Via libera dalle Regioni ai decreti del governo che riguardano gli incentivi all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Accolte nel testo le integrazioni presentate



Sembrava un’altra giornata di empasse, e invece il nodo che ancora bloccava i due decreti attuativi in tema di energie rinnovabili è stato sciolto. Dal tavolo della Conferenza Unificata le Regioni hanno concesso il proprio parere condizionato agli schemi del V Conto Energia e del decreto sulle rinnovabili elettriche, uscendo da quella situazione di stallo che bloccava i colloqui fra le parti e che rimandava l’atteso esito ormai da settimane. In realtà l’anticipazione del presidente della Basilicata Filippo de Vincentis era stata ribaltata già dal ministro dell’Ambiente Clini nel corso del convegno sulle rinnovabili organizzato da OIR, rivelando l’apprezzamento del Governo alle integrazioni fornite ai testi dei due provvedimenti. Anche il Ministero dello Sviluppo economico ha espresso da subito “la propria soddisfazione per l’esito della Conferenza Unificata che, dopo un articolato confronto, ha fatto registrare il parere positivo di Regioni, Province e Comuni sui due Decreti relativi alle energie rinnovabili. Nel corso della Conferenza”,  ha riferito Passera in una nota stampa, “il Governo, in risposta alle richieste formulate da istituzioni ed enti locali, ha proposto delle modifiche – a cui è legato il parere positivo – che verranno incorporate nei testi dei due decreti”.
INTEGRAZIONI ACCOLTE E con la stessa soddisfazione la notizia è stata accolta anche dall’Anci che plaude l’impegno preso dal Governo a modificare il testo originale dei provvedimenti recependo le proposte formulate dai Comuni “Le principali proposte – spiega Enrico Borghi, Delegato alla  Montagna dell’ANCI, che ha rappresentato l’Associazione nella riunione di Conferenza – si concentrano per il fotovoltaico su accesso diretto alle tariffe incentivanti per impianti realizzati in sostituzione di coperture in eternit fino a 100 kW, per interventi che combinano la produzione di energia al risparmio energetico e per gli impianti di iniziativa pubblica fino a 30 kW, oltre ad una adeguato periodo di transitorietà a salvaguardia delle iniziative e degli investimenti già effettuati dai Comuni e dagli enti pubblici, prioritariamente per la realizzazione di interventi in aree di crisi industriale e per aree ambientalmente degradate’.
Fonte (rinnovabili.it)

V Conto Energia e FER elettriche: se le Regioni dicono no

Le anticipazioni del Presidente della Basilicata De Filippo: da Conferenza Unificata parere negativo sui due decreti attuativi del MiSE



Si potrebbe allungare ulteriormente il percorso del V Conto Energia e del decreto sulle rinnovabili elettriche. Dopo la sonora bocciatura da parte dell’Unione Europea, un nuovo no potrebbe raggiungere i due schemi dei decreti attuativi. I presidenti regionali e delle due provincie autonome di Trento e Bolzano sarebbero, infatti, pronti a presentare la loro ferma opposizioni ai due provvedimenti nel corso della Conferenza Stato-Regioni. Ad annunciarlo è il presidente della Basilicata, Vito De Filippo, che a margine della riunione delle Regioni di  questa mattina, ha confidato la posizione assunta dagli amministratori. Una posizione che boccerebbe entrambe le bozze “in quanto non soddisfacenti” nonostante i punti di avanzamento dopo l’incontro con il sottosegretario Claudio De Vicentis. Questa mattina infatti  il sottosegretario allo Sviluppo si è incontrato con  i rappresentanti degli enti locali e dei Comuni accogliendo la serie di proposte  dedicate i due provvedimenti presentate per l’occasione.
“I punti di avanzamento sugli emendamenti e sulle indicazioni delle Regioni non sono soddisfacenti – ha dichiarato De Filippo – Se il governo dovesse decidere di prendersi ancora qualche giorno di tempo per trovare un punto di convergenza più ampio noi siamo disponibili a confrontarci, ma ad oggi il parere dei governatori è sfavorevole”. A far discutere sono gli stessi punti evidenziati dal Commissario Oettinger: una eccessiva burocratizzazione ed un tetto troppo basso per il fotovoltaico.
Fonte (rinnovabili.it)

martedì 5 giugno 2012

V Conto Energia: il momento della verità

Nella Conferenza Unificata convocata per mercoledì 6 giugno 2012 si discuterà del nuovo incentivo per il fotovoltaico



Il Decreto MSE 5 maggio 2011, che istituiva il 4° Conto Energia in Italia, così recitava all’art. 1: il presente decreto si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio in data successiva al 31  maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016,  per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23.000 MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di Euro.
Dopo un anno, la potenza fotovoltaica installata nel paese è di 13.308 MW, per un costo annuo degli incentivi di 5,7 miliardi di Euro. Che cosa è successo? Perché il contatore dei costi è schizzato in alto, approssimandosi al tetto di spesa, con quattro anni di anticipo e con quasi 10.000 MW ancora da installare?
Le risposte sono da ricercare nella discutibile gestione politica e nell’uso inopportuno dello strumento incentivante, di per sé, uno dei migliori che siano mai stati approntati in Italia, sia per efficacia, sia per funzionalità. Così, si scontano oggi gli errori di ieri. Tariffe troppo alte, scarsissima prontezza nel loro adeguamento ai decrescenti costi della tecnologia, regali insperati (lèggi Salva Alcoa). Risultato: gli italiani che ancora non hanno pensato al fotovoltaico, non solo pagheranno per i prossimi 18-19 anni un incentivo esagerato per gli impianti già installati (a costo relativamente alto), ma ora, con la bozza di 5° Conto Energia allo studio della Conferenza Stato-Regioni, potrebbero veder affievolirsi le speranze di installare nuovi impianti, a causa del contingentamento della potenza installabile e delle nuove tariffe, fortemente ribassate rispetto all’ultimo sistema incentivante.

Tabella 1. Contatore fotovoltaico (Dati GSE[1])
Impianti in esercizio Potenza in kW Costo annuo in €
1° Conto Energia 5.729 163.447 95.168.309
2° Conto Energia 203.752 6.820.278 3.282.875.907
3° Conto Energia 38.490 1.536.692 638.761.198
4° Conto Energia 109.344 4.787.526 1.681.788.053
Totale 357.315 13.307.943 5.698.593.467

Il Quinto Conto Energia

Nel citato D.M. 5 maggio 2011 era prevista la possibilità di revisione del Conto Energia, una volta raggiunti i 6 miliardi di costo annuo complessivo (dal 1° al 4° Conto Energia). Lo scorso aprile, il MSE, di concerto con il MATTM, ha presentato la bozza di decreto che è ora oggetto di discussione.
Nella bozza si legge che, oltre all’eccessivo costo, all’incentivazione della tecnologia fotovoltaica si deve imputare anche il deflusso di risorse dalle altre fonti rinnovabili, soprattutto quelle non elettriche, e dall’efficienza energetica, meritevoli, al contrario, di un’attenzione maggiore, in quanto caratterizzate da un migliore rapporto tra costi di incentivazione e benefici ambientali connessi.
Per di più, sul lato elettrico, l’Italia è già vicina all’obiettivo del 26% dei consumi finali coperti da fonti rinnovabili, previsto per il 2020 dal Piano di Azione Nazionale inviato alla Commissione Europea nel 2010.

Entrata in vigore

Secondo lo schema di decreto presentato alla Conferenza Unificata, per l’entrata in vigore del 5° Conto Energia si deve attendere che il GSE comunichi all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas la data di superamento del limite di costo annuo degli incentivi di 6 miliardi e che l’AEEG pubblichi un’apposita deliberazione (entro 10 giorni dal ricevimento della comunicazione del GSE). Il Governo avrà allora 30 giorni di tempo dalla data di pubblicazione della deliberazione AEEG per far entrare in vigore il decreto, comunque non prima del 1° luglio 2012.
Secondo il trend di costo cumulato osservato negli ultimi 15 giorni (20 maggio – 4 giugno), la soglia dei 6 miliardi sarà raggiunta a metà novembre 2012.

Volumi incentivabili

Il 5° Conto Energia dovrebbe durare almeno 5 semestri a partire dal mese successivo la data di pubblicazione della deliberazione dell’Autorità. Per ciascun semestre la spesa massima per incentivi è fissata in:
  • 80 milioni di € per impianti fotovoltaici;
  • 10 milioni di € per impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative;
  • 10 milioni di € per impianti fotovoltaici a concentrazione;
80 milioni di € di incentivi corrispondono, secondo una stima conservativa, ad una potenza di circa 270 MW di impianti fotovoltaici. Si ricorda che 540 MW di installato in un anno corrisponde al 5,8% del nuovo installato nel 2011 (9.300 MW). Gli incentivi erogati agli impianti senza obbligo di iscrizione al registro verrebbero detratti dal costo annuo indicativo degli incentivi disponibile nel semestre successivo.
Nonostante questo, il Governo conta di raggiungere i 30 GW di installato al 2020, ad un ritmo di 2 GW all’anno. Si deve intendere che la totalità o quasi della potenza ancora da installare per raggiungere l’ambizioso non dovrà pesare sui consumatori attraverso la bolletta, ovvero dovrà essere installata dopo il 2015, a grid-parity raggiunta (secondo le previsioni MSE).

Registro

L’iscrizione al registro degli impianti ammessi alle tariffe incentivanti dovrebbe diventare obbligatoria per tutti i tipi d’impianto di potenza superiore a 12 kW, anche se la Conferenza delle Regioni ha già fatto sapere che il suo parere positivo sul decreto è vincolato all’innalzamento di tale soglia fino a 20 kW. Le Regioni richiedono anche che siano esentati dall’obbligo di iscrizione al registro gli impianti fotovoltaici pubblici, quelli con caratteristiche innovative e quelli a concentrazione di qualsiasi potenza.
Sono previste nella bozza varie limitazioni all’accesso all’incentivo, la più clamorosa delle quali è l’ottenimento del titolo autorizzativo prima della data di entrata in vigore del decreto ministeriale per gli impianti rientranti nella categoria “altri impianti fotovoltaici”.
Il bando per il primo semestre dovrebbe essere pubblicato dal GSE entro 10 giorni dalla pubblicazione delle Regole applicative per l’iscrizione ai registri e l’accesso alle tariffe incentivanti, che, a sua volta, dovrebbe essere pubblicato entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto. I successivi bandi dovrebbero essere pubblicati con cadenza semestrale a partire dalla data di pubblicazione del primo bando.
Il termine per la presentazione delle domande di iscrizione al registro sarebbe sempre di 60 giorni a partire dalla data di pubblicazione del bando. Ipotizzando l’entrata in vigore del decreto ad un mese di distanza dalla  prossima riunione della Conferenza delle Regioni, in programma per il 6 giugno 2012, il primo bando dovrebbe essere pubblicato al massimo verso la metà di agosto 2012 (in contrasto con l’ipotizzata data di raggiungimento dei 6 miliardi di Euro di costo cumulato) e la scadenza per l’iscrizione al registro cadrebbe alla metà di ottobre 2012.
Graduatorie
Sempre secondo lo schema di decreto in esame, il GSE sarebbe tenuto a pubblicare sul proprio sito internet le graduatorie degli impianti iscritti ai registri entro 30 giorni dalla data della loro chiusura. Per la formazione delle graduatorie dovrebbero valere, allora, i criteri riportati nella tabella seguente (impianti fotovoltaici). I criteri sarebbero da applicare in ordine gerarchico, quindi gli impianti fotovoltaici su edificio in classe energetica A+, con moduli installati in sostituzione di coperture di eternit (fattispecie, a dire il vero, un po’ inverosimile), godrebbero della priorità assoluta. Tra tutti gli impianti in possesso del medesimo requisito, l’ordine di priorità verrebbe stabilito in base al criterio successivo.
Solo per il primo semestre, come primo criterio di priorità, varrebbe la data di entrata in esercizio dell’impianto.
Per gli impianti che non rientrassero nel volume incentivabile non sarebbe prevista né priorità, né iscrizione automatica al registro per il semestre successivo. I soggetti responsabili, inoltre, sarebbero tenuti a versare nuovamente il contributo al GSE per le spese di istruttoria, pari a 5 € per ogni kW di potenza dell’impianto per impianti fino a 20 kW e 2 € per ogni kW di potenza eccedente i 20 kW.

Tabella 3. Criteri di priorità, da applicare in ordine gerarchico – Bozza 5° Conto Energia
1.      (SOLO PRIMO SEMESTRE) Data di entrata in esercizio dell’impianto
1. CERTIFICAZIONE ENERGETICA
ETERNIT
Impianti su edifici dal cui attestato di certificazione energetica risulti la miglior classe energetica, che comunque deve risultare D o superiore, con moduli installati in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto
2. CERTIFICAZIONE ENERGETICA Impianti su edifici dal cui attestato di certificazione energetica risulti la miglior classe energetica, che comunque deve risultare D o superiore
3. ETERNIT Impianti su edifici con moduli installati in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto
4. RIDUZIONE TARIFFA Impianti per i quali il soggetto interessata richiede una tariffa ridotta del 5% rispetto a quella vigente alla data di entrata in esercizio
5. SITI CONTAMINATI
DISCARICHE ESAURITE
AREE DI PERTINENZA DI DISCARICHE
Impianti ubicati, nell’ordine, in siti contaminati come definiti dall’articolo 240 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni, in discariche esaurite, in aree di pertinenza di discariche
6. AZIENDE AGRICOLE Impianti di potenza non superiore a 200 kW asserviti ad azienda agricola, il cui soggetto responsabile è la stessa azienda
7. PICCOLI COMUNI Impianti realizzati da comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti sulla base dell’ultimo censimento Istat effettuato prima della data di apertura del registro, dei quali i predetti comuni siano soggetti responsabili
8. SERRE
PERGOLE
TETTOIE
PENSILINE
BARRIERE ACUSTICHE
Impianti realizzati, nell’ordine, su serre, su pergole, tettoie, pensiline, barriere acustiche
9. ALTRI IMPIANTI Altri impianti che rispettino i requisiti stabiliti dal decreto
10. DATA TITOLO AUTORIZZATIVO Precedenza della data del pertinente titolo autorizzativo
11. POTENZA INFERIORE Minore potenza dell’impianto
12. DATA RICHIESTA ISCRIZIONE AL REGISTRO Precedenza della data della richiesta di iscrizione al registro
Tariffe
La principale novità dello schema di decreto sul 5° Conto Energia è, comunque, l’introduzione di un nuovo sistema tariffario, che prevede la differenziazione tra energia elettrica autoconsumata dall’utenza cui è collegato l’impianto fotovoltaico ed energia elettrica immessa in rete. Da notare che, quest’ultima, è una tariffa onnicomprensiva per il ritiro dell’energia elettrica da parte del GSE e quindi alternativa alle convenzioni di Ritiro Dedicato e Scambio sul posto.
Le tariffe sono già stabilite fino al 5° semestre, dopo il quale si applicherebbe un taglio semestrale del 15%. Come è ormai prassi, le tariffe sono più alte per impianti su edificio e decrescenti all’aumentare della potenza.
Un nuovo onere dovrebbe essere introdotto per l’accesso agli incentivi. A copertura degli oneri di gestione, verifica e controllo, è previsto, infatti, un contributo al GSE di 0,001 € per ogni kWh di energia incentivata.

Bozza Quinto Conto Energia – Tariffe incentivanti per il primo semestre di applicazione
Intervallo di potenza IMPIANTI SUGLI EDIFICI ALTRI IMPIANTI FOTOVOLTAICI
Tariffa onnicomprensiva Tariffa premio sull’autoconsumo Tariffa onnicomprensiva Tariffa premio sull’autoconsumo
kWp €/kWh €/kWh €/kWh €/kWh
1≤P≤3 0,237 0,155 0,229 0,147
3<P≤20 0,222 0,140 0,214 0,132
20<P≤200 0,199 0,117 0,191 0,109
200<P≤1000 0,161 0,079 0,153 0,071
1000<P≤5000 0,144 0,062 0,137 0,055
P>5000 0,135 0,053 0,128 0,046


[1] Dati 4 giugno 2012. Fonte: Contatore fotovoltaico GSE.


 Fonte (rinnovabili.it)

domenica 20 maggio 2012

Nuovo appello: decreti rinnovabili, modifica o blocco

Senza una profonda revisione dei testi su Rinnovabili Elettriche e V Conto Energia, scrivono le sei associazioni “sarebbe persino meglio non esprimere alcun parere e non avere nessun provvedimento”



Va ampliandosi il fronte fautore di una modifica da parte delle Regioni ai decreti sulle rinnovabili elettriche e sul fotovoltaico. Dopo le mozioni approvate in Senato, e gli appelli della parte politica, dei sindacati e del comparto associazionistico e degli enti locali anche Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Symbola e WWF Italia si uniscono al coro dei no riservato ai testi dei due decreti in questione. Firmando un comunicato congiunto le sei associazioni chiedono oggi al Presidente della Conferenza così come a quelli delle Regioni di intervenire sui provvedimenti con una modifica sostanziale che possa accompagnare la necessaria riduzione degli incentivi con un alleggerimento degli oneri burocratici.
Il suggerimento offerto è quello di adottare un approccio “molto più efficiente ed efficace” imperniato su taglio tariffario automatico al momento del superamento di scaglioni di potenze prefissate. “Si impedirebbe così la corsa alle installazioni e il mercato si autoregolerebbe. Ad esempio, riducendo per il fotovoltaico la tariffa del 2% ogni 150 MW installati, si otterrebbe lo stesso valore previsto dalla tariffa per il quinto semestre avendo installato 3 GW senza l’incubo dei registri”. “Crediamo quindi – continua la nota stampa – che le Regioni e le Istituzioni locali debbano richiedere una profonda revisione dei decreti altrimenti sarebbe persino meglio non esprimere alcun parere e non avere nessun provvedimento”.

venerdì 11 maggio 2012

Quinto (V) Conto Energia: le prime modifiche al testo

Spuntano nuove ipotesi tra cui il posticipo di 3 mesi dell’entrata in vigore, il riconoscimento di un bonus per impianti con componentistica ‘Made in UE’ sopra i 100 kW e la distinzione tra opera privata e opera pubblica



Primi rumors su decreti rinnovabili, i provvedimenti che normano gli incentivi alle eco-energie italiane al momento in mano alla Conferenza Stato-Regioni. Le indiscrezioni iniziate a circolare, riguardano in particolare la bozza del V Conto Energia, il documento che più di tutti continua a preoccupare ed allarmare il comparto. Lo schema del provvedimento avrebbe infatti ricevuto dalla riunione tecnica della Conferenza alcune proposte di modifica che, stando a quanto rivelato in queste ore da Stefano Saglia, capogruppo Pdl in Commissione Attività Produttive alla Camera dei Deputati, “non creerebbe eccessivi stravolgimenti al settore”.
A cambiare sarebbero pochi elementi come la data di entrata in vigore del nuovo “Feed-in-Tariff”, che verrebbe posticipata dal 1° luglio al 1° ottobre 2012. Novità anche sul fronte dell’etichetta “Made in Europe” che entrerebbe a far parte dei criteri di priorità per l’accesso ai Registri. “Tra le tante proposte emendative recepite dai tecnici dei ministeri competenti (Ambiente e Sviluppo Economico), – ha spiegato Saglia – le più sostanziali riguardano l’inserimento del Made In tra i criteri di priorità per l’accesso ai registri, la possibilità di riconoscere una tariffa premiante per chi utilizza componentistica Made In per gli impianti sopra i 100 kW e per chi sostituisce l’amianto con i pannelli. Si tratterebbe di una tariffa di 3 centesimi cumulabili tra di loro con una riduzione del 10% della tariffa base degli incentivi”. Tra le ipotesi di modifiche anche quella di innalzare la taglia degli impianti per l’ingresso ai registri e soddisfare quanto richiesto in sede di discussione dalle Regioni, ovvero applicare una distinzione tra l’opera privata e l’opera pubblica. Nel primo caso rimarrebbe la soglia di 12 kW, alzando invece il limite della seconda a 50 kW.


giovedì 12 aprile 2012

Quinto (V) Conto Energia: i dettagli

“Con i due decreti firmati oggi – hanno dichiarato i Ministri Catania, Clini e Passera – viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed equo per le tasche dei cittadini e delle imprese”
In tempo di crisi anche le energie rinnovabili subiscono i tagli governativi, riscontrabili analizzando il decreto ministeriale concernete il fotovoltaico, noto come V Conto Energia, presentato ieri pomeriggio assieme al decreto di incentivazione riservato alle altre fonti rinnovabili.
Il V Conto Energia metterà a disposizione di cittadini ed imprese 500 milioni di euro ed entrerà in vigore, secondo le stime rilasciate dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), tra luglio ed ottobre prossimo, non appena la soglia di incentivi totali affidati al fotovoltaico, attualmente a quota 5,6 miliardi, supererà i 6 miliardi di euro.
“Con i due decreti firmati oggi – hanno dichiarato i Ministri Catania, Clini e Passera – viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed equo per le tasche dei cittadini e delle imprese. L’energia rinnovabile continua a essere un pilastro fondamentale della nostra strategia, ed è per questo essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti verdi che possono sviluppare una filiera industriale e produttiva nazionale. Abbiamo inoltre posto un freno importante alla crescita dei costi energetici per cittadini e imprese. La sostenibilità economica e quella ambientale – hanno concluso i ministri – sono i due cardini su cui il governo intende basare la nuova strategia energetica nazionale in corso di elaborazione”.
COSA CAMBIERA’ Attraverso un nuovo meccanismo di controllo, hanno spiegato i Ministri, si terrà conto dei volumi di incentivazione servendosi di aste per l’attribuzione dei fondi quando si parlerà di grandi impianti, ovvero superiori ai 5 MW di potenza. I piccoli e medi impianti al di sopra dei 12 kW potranno invece servirsi di un registro di prenotazione. Al di sotto della potenza citata gli impianti non dovranno registrarsi ma verranno comunque calcolati nel totale degli incentivi che verranno assegnati secondo i criteri elencati:
  1. Impianti iscritti al precedente registro che non sono riusciti ad entrare;
  2. Piccoli impianti di proprietà di aziende agricole;
  3. Criteri specifici per tecnologia;
  4. Minor potenza degli impianti;
  5. Anteriorità del titolo autorizzativo;
  6. Precedenza della data della richiesta di iscrizione al registro.
A seconda della tipologia di impianto, istallato su edificio o a terra, cambia l’incentivo assegnato anche rispetto al IV Conto Energia:
Fonte (rinnovabili.it)
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venerdì 30 marzo 2012

Clini: V Conto Energia, favorirà mini-impianti e innovazione

Il Ministro dell’Ambiente interviene sulla questione per assicurare “nessuna sorpresa in arrivo per il fotovoltaico”
Animi accesi e poche certezze. Questo il clima che si respira dopo le ultime indiscrezioni lanciate sul futuro del fotovoltaico italiano. E mentre il mondo associazionistico ritrova ancora una volta una posizione unica con cui rivolgersi al Governo e chiede l’istituzione al più presto di un tavolo di confronto, Corrado Clini si pronuncia per la prima volta dopo il caos mediatico scatenato delle fantomatiche bozze del “Quinto Conto Energia” e assicura “non c’è alcuna sorpresa in arrivo per il settore del fotovoltaico”. Il ministro dell’Ambiente ha ricordato in un comunicato stampa, rilasciato in queste ore, come la revisione del sistema incentivante sia stata prevista dal decreto del 2011 e come debba portare a una riduzione degli incentivi sulla base dei prezzi dei moduli fotovoltaici e tenendo conto dell’esigenza di non superare il limite stabilito di 7 miliardi l’anno.
La bozza – quella definitiva si intende – c’è e il decreto sarà pronto a breve, sottolinea Clini specificando che “gli incentivi dovranno riguardare gli impianti di piccole dimensioni per l’autoconsumo domestico e industriale, favorendo l’integrazione del solare con l’efficienza energetica e sostenendo l’innovazione tecnologica. In questo modo, gli incentivi rappresentano un forte fattore di crescita, che si accompagna agli effetti del credito di imposta (55%) e al successo del Fondo rotativo di Kyoto”. Lo schema tariffario del Quinto Conto Energia dovrà inoltre sostenere gli investimenti nelle zone industriali dismesse, con l’obiettivo di avviare un nuovo processo industrializzazione sostenibile in aree strategiche per il nostro sviluppo. “In ogni caso, sarà inclusa la copertura per gli investimenti già in corso”, tiene a precisare il Ministro “Oggi il contributo si avvicina ai 6 miliardi di euro l’anno, e le nuove regole sono preparate in anticipo rispetto alla scadenza, in modo da dare più tempo a consumatori e imprese”.
La revisione del FiT intrapresa dal Governo segue una linea strategica che vuole il sostegno alle green energy come strumento di crescita economica. “Per esempio, mentre pesano sulle bollette, al tempo stesso con un meccanismo opposto – sostiene il ministro – le fonti pulite di energia abbassano il costo del chilowattora e soprattutto riducono il fabbisogno di combustibili fossili, che sono d’importazione, con un vantaggio netto sulla bilancia dei pagamenti del Paese […] La promozione del fotovoltaico integrato con l’efficienza energetica nelle aree urbane è una componente del progetto nazionale per le smart cities e la diffusione della produzione distribuita di energia ad alta efficienza e basso impatto ambientale”.
Fonte (rinnovabili.it)
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