domenica 29 aprile 2012

In Germania si trasforma la miniera in un parco solare

In Germania il settore delle energie rinnovabili è la principale via di uscita di una politica energetica basata in precedenza sull’utilizzo del nucleare e del carbone e non sono pochi i progetti ambiziosi sviluppati in questi ultimi mesi. Oltre ad aver dichiarato l’abbandono definitivo del nucleare entro il 2022, qualcuno di voi ricorderà anche l’annuncio sulla futura conversione in senso rinnovabile del sistema ferroviario entro il 2050.
Adesso un altro importante progetto sta portando la Germania in pole position come uno dei Paesi più attenti alle politiche ambientali. Vicino alla città di Senftenberg, nel Brandeburgo in Germania, è stato inaugurato un parco solare su una vecchia miniera a cielo aperto della superficie di 200 ettari. Il terreno, da anni dismesso e inutilizzabile a scopo agricolo, è stato affidato ai lavori di tre importanti aziende leader nella costruzione degli impianti fotovoltaici: Safe Ray, Canadian Solar e GP JOULE. Sono bastati solo 3 mesi per installare 330.000 moduli solari con 62 centrali inverter necessarie per la conversione dell’energia.
Al momento si tratta del parco solare più grande del mondo, un vero e proprio fiore all’occhiello per i tedeschi a dimostrazione di come sia possibile osare con successo. Si stima che verranno prodotti 166 MW di energia che raggiungeranno le abitazioni di 50.000 famiglie. Il progetto, sviluppato dalla società berlinese Unlimited Energy GmbH, è stato possibile grazie all’intervento di tre primari istituti bancari tedeschi a sostegno dell’investimento necessario.

Ma l’impegno green della Germania non finisce qui, perchè come ha dichiarato Torsten Kash, managing director della GmbH, sono stati messi a punto dei progetti per la ripopolazione della fauna e della flora locale.
Sono stati lasciati 24 ettari al di fuori dell’area coparta dagli impianti fotovoltaici per le allodole, mentre i moduli solari sono stati integrati nel territorio garantendo un habitat il più possibile naturale per le altre specie di uccelli.
Nel complesso, un modo creativo e produttivo di recupero del territorio, a cui bisogna guardare con grande attenzione.
Fonte (tuttogreen.it)
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martedì 24 aprile 2012

Milano SmartCity grazie al “cubo fotovoltaico”

Si tratta di “e-QBO”, installazione tecnologica che integra energia e design, alimentando ed illuminando l’intera Piazza San Felice. Il primo tassello del progetto che tenterà di trasformare la città in una SmartCity.

Un grande cubo è nato in Piazza San Fedele a Milano, un cubo ricco di tecnologia ed innovazione che rappresenta solo la scintilla iniziale di un grande progetto che coinvolgerà il capoluogo lombardo. Si tratta di e-QBO, un’installazione che integra l’architettura contemporanea al design sostenibile, trasformandosi in un “contenitore” di efficienza energetica.
Il progetto, ideato dall’architetto Romolo Stanco e realizzata da Ottagono, consiste in una struttura cubica di 5 metri completamente ricoperta di pannelli fotovoltaici frameless in materiale ceramico in grado di produrre circa 7 kW (con un picco di 14 kW), ciascuno dei quali è intervallato da strisce di LED che oltre a caratterizzare l’installazione, illuminano la piazza. La struttura e-QBO è un vero e proprio accumulatore di energia per la città: l’elettricità raccolta dai pannelli fotovoltaici viene trasferita ad un sistema di stoccaggio a zero impatto ambientale che ridistribuisce la risorsa alimentando i LED esterni, il sistema di wi-fi gratuito fornito nella piazza, il percorso virtuale dei video mapping interni al cubo ed un sistema di alimentazione per veicoli elettrici.

Ma e-QBO non è solo un’installazione, ma la parte iniziale di un progetto molto più ampio  denominato SD4SC, ovvero smart design for smart cities. L’idea infatti è nata dal desiderio di creare una rete connessa di competenze che metta in relazione design, architettura e ricerca scientifica, per rispondere alle esigenze di chi vive le città attuali e per risolvere gli eventuali conflitti delle città del futuro.
Architetti e e designer di Ottagono, fianco a fianco ai tecnici di RSE (Ricerca Sistema Energetico) per dar vita ad un percorso di formazione a 360°, rivolto alle imprese italiane, dove il protagonista indiscusso il tema della “Smart City”, la città intelligente.
Il primo passo si è compiuto con l’installazione di e-QBO, che rappresenta la prima “isola off-grid” della città: un’area totalmente indipendente dal punto di vista energetico, dove i servizi prodotti sono ad uso della città, dove il concetto di design ed architettura, diventa parte integrante del tessuto storico-cittadino, contribuendo a valorizzarne gli spazi urbani.

lunedì 23 aprile 2012

Super cella solare inventata in America

I ricercatori del National Renewable Energy Lab, l’ente nazionale americano per la ricerca e lo sviluppo sulle energie rinnovabili, hanno annunciato di aver realizzato le prime celle solari con un’efficienza quantica esterna che supera il valore percentuale del 100%.

L’efficienza quantica esterna è un parametro che definisce il numero di elettroni che scorrono nel circuito di una cella solare (fotocorrente), in rapporto al numero di fotoni, di una specifica lunghezza d’onda della luce, che colpiscono la medesima cella in un’arco di tempo definito di un secondo.

Nessun pannello solare fino ad oggi aveva raggiunto una efficienza quantica superiore al 100%.
Il MEG (Multiple Exciton Generation) è il processo che permette di produrre più elettroni, in pratica un maggior flusso di corrente, da ogni singolo fotone catturato che altrimenti si disperderebbe come calore; grazie al MEG si è raggiunto un picco di efficienza quantica del 114%.
Per ottenere questi risultati, i pannelli solari vengono rivestiti da una copertura antiriflesso ed un sottile strato trasparente conduttore, impiegando ossido di zinco, oro e seleniuro di piombo, un materiale semiconduttore fotosensibile.

Le ricerche condotte già nel 2001 evidenziarono come il MEG fosse in grado di offrire questo tipo di prestazioni ma ci sono voluti anni, fino ad arrivare ai nostri giorni, per il passaggio dal discorso teorico al concept.

L’ottimizzazione del rendimento delle celle solari comporterebbe una produzione maggiormente conveniente in termini di costo e di competitività rispetto alle tradizionali forme di produzione energetica.
Fonte (tuttogreen.it)
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venerdì 20 aprile 2012

Il V Conto Energia in mano alle Regioni

Mercoledì le associazioni delle rinnovabili si sono incontrate con alcune rappresentanze dei Ministeri e delle Regioni per un confronto sulle criticità del nuovo V Conto Energia
Un vero e proprio “mercoledì da leoni” quello che ha portato le più importanti associazioni di categoria delle rinnovabili e dell’efficienza energetica ad organizzare, prima, la manifestazione “Salviamo il futuro delle rinnovabili” (che in mattinata ha mobilitato in Piazza Montecitorio oltre 1500 persone per chiedere una modifica del V Conto Energia e del nuovo Decreto Rinnovabili), e nel pomeriggio, il II incontro degli “Stati Generali delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica” (il primo in programma il 2 aprile scorso). Ed è stato in particolare quest’ultimo appuntamento a dare l’incipit per un confronto serrato tra le rappresentanze di settore, i Ministeri di riferimento e le Regioni, sulle criticità individuate nei decreti alle rinnovabili elettriche e termiche e sul V Conto Energia Fotovoltaico. Tante le sigle coinvolte nella “riunione tecnica”: dall’Aper, al Comitato IFI, Anev, Gifi, Assosolare, Itabia Legambiente ed Ises Italia (solo per citarne alcune), tutte insieme per discutere e presentare proposte di modifica alle nuove misure di incentivazione che rischiano di affossare irrimediabilmente l’intero comparto delle energie rinnovabili.
Il problema però, è che il Governo sembra intenzionato ad andare avanti per la sua strada, stando anche a quanto dichiarato da Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente: – “Questo pomeriggio ci siamo confrontati con Leonardo Senni (Capo del Dipartimento per l’energia del MSE), ma il suo intervento, è stato estremamente inadeguato rispetto alle domande e alle critiche che gli sono state poste riguardo ai decreti.” “Senni – prosegue Zanchini – è venuto qui da noi non apprezzando il metodo di discussione ‘assembleare’ della riunione e ribadendo la necessità di parlare con altre modalità di confronto di provvedimenti così importanti. Questo ovviamente ha fatto arrabbiare tutti i presenti in sala, che su quegli stessi decreti non sono mai stati in coinvolti in precedenza”.
Secondo Zanchini, oltre ad un problema di “approccio metodologico sbagliato” del MSE che ha determinato una scarsa volontà di dialogo con le associazioni di settore, persiste anche un problema di “merito” che riguarda la conoscenza errata delle informazioni riguardanti gli stessi decreti di incentivazione: “Senni ha dato l’impressione oggi, di non conoscere quanto era scritto nel testo del V Conto Energia visto che ha dato dei numeri assolutamente lontani dalla realtà negando ad esempio, che per gli incentivi al fotovoltaico per lo smaltimento dell’amianto ci fossero pesanti penalizzazioni. Mentre invece basta leggere i decreti per capire che ci sarà un taglio degli incentivi fino al 50% proprio in questo settore e che sarà penalizzato più di tutti gli altri.”
A questo punto, se il Governo continuerà a fare “orecchie da mercante” anche le associazioni giocheranno i loro assi nella manica: le Regioni. In vista della prossima Conferenza Stato-Regioni (in programma intorno al 24 maggio) per il passaggio formale dei nuovi decreti da attuare al livello locale, le associazioni potrebbero giocarsela bene, visti i contenuti “anti – incentivanti” che andranno sicuramente a penalizzare i territori. D’altronde non si potrà che arrivare ad uno scontro fondato proprio su una ridotta capacità di giudizio del Governo, preoccupato soltanto di far quadrare i propri conti, anziché avere una visione d’insieme che permetta un sano sviluppo (economico, ambientale ed occupazionale) delle energie rinnovabili.
Su questa linea di pensiero si è ritrovato infatti G.B. Zorzoli, presidente di Ises Italia che sottolinea la necessità di “dialogare con gli assessori regionali e fornire loro gli strumenti che gli consentiranno di sedersi durante la Conferenza Stato-Regioni ed avere le idee chiare su quali saranno i punti da cambiare nei decreti, non solo per il fotovoltaico ma anche per la generazione termica e l’efficienza energetica”. Intanto ha già cominciato a sbilanciarsi favorevolmente la Toscana, con il suo Assessore all’Ambiente Annarita Bramerini: “se il testo del decreto sulle rinnovabili rimarrà invariato, la Toscana darà parere negativo alla conferenza Stato-Regioni. Il nostro Paese rischia di perdere un settore produttivo sostenibile in grado di dare anche occupazione qualificata.

mercoledì 18 aprile 2012

Celle solari: l’efficienza del 40% è dietro l’angolo

Dalla collaborazione tra Australia e Germania la possibilità di ottenere celle solari con un’efficienza di conversione del 40%
La svolta nell’efficienza delle celle solari potrebbe venire dagli studi di un ricercatore australiano. Celle low cost, idonee ad essere adattate ai moduli fotovoltaici comunemente istallati sui tetti, potrebbero presto raggiungere un’efficienza del 40%.
Con il supporto dell’Australian Solar Institute, il professor Tim Schmidt della University’s School of Chemistry, insieme con l’Helmholtz Centre for Materials and Energy, ha sviluppato quello che è stato definito il “turbo per le celle solari” chiamato photochemical upconversion che consente di trasformare in elettricità l’energia normalmente dispersa e non convertita dalle celle solari.
Il Professor Tim Schmidt ha specificato che utilizzando la photochemical upconversion, un processo che raccoglie la parte dello spettro solare attualmente inutilizzata da celle solari, non vi sarà più la necessità di costose riqualificazioni delle celle solari. “Siamo in grado di incrementare l’efficienza forzando due fotoni rossi poveri di energia nella cella portandoli ad unirsi e formare un fotone giallo ricco di energia”, ha specificato il professor Schmidt. “Insieme, Australia e Germania possono accelerare il ritmo di commercializzazione di tecnologie solari e ridurre il costo dell’elettricità solare”, ha detto Mark Twidell, direttore esecutivo dell’Australian Solar Institute.

Il Quinto Conto Energia è in rosso

Lo schema di decreto sulle fonti rinnovabili agisce con miopia e strabismo, ignorando il contesto generale del settore elettrico, generando molti effetti negativi ed indesiderati
Nella nuova realtà in continuo divenire l’elettricità viene generata da decine di migliaia di piccoli e medi impianti diffusi sul territorio nazionale in ragione delle opportunità che la sua articolazione offre. Inoltre questi nuovi impianti, utilizzando le risorse che la natura rigenera senza soluzione di continuità, producono l’elettricità con una cadenza che non è dettata dall’uomo ma dai ritmi dell’alternanza giorno-notte, e dai cicli variabili dettati dalle condizioni climatiche.
Le spinte disgregatrici dell’esistente sistema (che rendono inutilizzabili anche impianti moderni con pochi anni di vita) hanno prevalso sui benefici del nuovo assetto in tumultuosa crescita.
Ciò è stato possibile perché il nuovo si è affermato guidato dalla sola logica della convenienza economica o peggio del puro business finanziario delle fameliche banche europee ed italiane, in una società attraversata da una profonda crisi economica che ha fatto crollare i consumi elettrici in generale e maggiormente quelli industriali.
Il governo dei cosiddetti “tecnici” con questo decreto mette in campo una spregiudicata manovra populista scegliendo la parola “rinnovabili” come capro espiatorio di tutti i mali del sistema elettrico e degli sprechi che continueranno ad esistere e pesare sulla bolletta elettrica dei consumatori italiani.
Al governo sfugge che per intervenire efficacemente sui finanziamenti degli esistenti impianti da fonti rinnovabili è necessario ricontrattare lo scandaloso interesse TAEG con le banche che hanno concesso i finanziamenti in cambio dell’acquisizione dei crediti verso il GSE per gli incentivi legati alla produzione.
Il Ministero dello Sviluppo Economico non interviene anche con una adeguata strumentazione finanziaria per far decollare gli investimenti sulle reti, per integrare tutta l’attuale elettricità fotovoltaica ed eolica superando la beffa di corrispondere ad alcuni impianti l’indennizzo per il blocco della produzione pur garantendo loro l’incentivazione per la costruzione.
Il Decreto interviene ponendo le limitazioni allo sviluppo delle fonti rinnovabili stabilendo un tetto semestrale di spesa e di potenza elettrica installabile che non consentono di dire che viene garantito uno spazio di crescita di 2000 / 3000 MW senza chiarire come saranno considerati gli oltre 9000 MW di progetti approvati e inseriti nel registro GSE.
Fonte (rinnovabili.it)
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lunedì 16 aprile 2012

V Conto Energia: finalmente la bozza

In corso di esame alla Conferenza Stato-Regioni, il decreto interministeriale sul fotovoltaico, pubblicato venerdì sera, potrebbe ancora subire delle modifiche
Dopo le indiscrezioni trapelate e le numerose bozze in circolazione, è stata finalmente pubblicata venerdì sera dal Ministero dello Sviluppo Economico la bozza di V Conto Energia.
I nuovi incentivi, per un totale di 500 milioni di euro, verranno assegnati non appena il vecchio IV Conto Energia raggiungerà i 6 miliardi di incentivazione totale, traguardo previsto tra luglio e ottobre prossimi.
Appresi i dettagli contenuti nel documento riguardanti l’iscrizione al registro dei soli impianti, piccoli e medi, di potenza superiore a 12 kW, si è diffuso il malcontento tra produttori, istallatori e privati.
”Il quinto Conto energia rischia di penalizzare il mercato libero dei piccoli impianti di energie rinnovabili e della microgenerazione distribuita in cui operano 85.000 imprese che danno lavoro a 150.000 persone” ha sottolineato il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. Gli ostacoli elencati da Guerrini, di tipo burocratico ed ecnomico, potrebbe infatti compromettere il settore bloccando gli investimenti. ”E’ necessario cogliere appieno le opportunità offerte dal settore delle rinnovabili e, se davvero si vuole rendere equo e trasparente il mercato dell’energia, occorre correggere anche i meccanismi di prelievo fiscale, eliminando le distorsioni che finora hanno penalizzato le piccole aziende”.
Attualmente il decreto interministeriale, che si trova in corso di esame alla Conferenza Stato-Regioni, promette l’assegnazione dell’incentivo per vent’anni a partire dalla messa in funzione dell’impianto.
Fonte (rinnovabili.it)
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