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sabato 29 settembre 2012

Sequestrati 11 milioni e 3 impianti fotovoltaici

Beni per 11 milioni di euro sono stati sottoposti a sequestro preventivo dalla Guardia di finanza di Brindisi 


Militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Brindisi hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo “per equivalente” di somme di denaro e beni del valore complessivo di undici milioni di euro, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brindisi  su richiesta del Procuratore Aggiunto.
Tale provvedimento rappresenta l’ulteriore esito delle indagini che, in data 17 aprile 2012, portarono al sequestro di tre impianti fotovoltaici siti in agro di Brindisi e San Pietro Vernotico che erano stati realizzati mediante lottizzazione abusiva e trasformazione urbanistica dei terreni senza la prescritta autorizzazione.
Le ulteriori investigazioni hanno consentito di giungere alla contestazione, nei confronti di due indagati del reato di falso in certificati, falso in atto pubblico commesso da privato ed indebita percezione di contributi pubblici nonché di sei società ritenute anch’esse responsabili di illeciti ai sensi del D.Lvo. 231/2001.
In particolare è stato riscontrato che il legale rappresentante pro-tempore delle società proprietarie degli impianti, unitamente ad un tecnico incaricato dalle stesse, hanno falsamente attestato, al Gestore dei Servizi Energetici, di aver rispettato gli obblighi previsti dagli Strumenti Urbanistici e dal Regolamento Edilizio nonostante non avessero la disponibilità del prescritto titolo autorizzativo regionale, al fine di percepire contributi pubblici non spettanti per complessivi 182 milioni di euro, di cui undici milioni già erogati e pertanto oggetto di sequestro.
Tra i beni sottoposti a sequestro preventivo risultano somme di denaro per un ammontare complessivo pari ad euro 4.690.132,03, tre parchi di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (fotovoltaico) e quote societarie.
Al termine delle attività è stato informato il Gestore dei Servizi Energetici, al fine di avviare la procedura di sospensione degli incentivi non ancora erogati pari a 171 milioni di euro.

Fonte (rinnovabili.it)

mercoledì 23 maggio 2012

Parigi redige il Catasto Solare

L’ufficio urbanistico di Parigi sta compilando il Catasto Solare. Mettendo in evidenza l’irraggiamento solare dei tetti si cercherà di stimolare la diffusione di impianti fotovoltaici nella città 



Fotografare dall’alto Parigi e redigere una mappa cromatica in grado di evidenziare i tetti che meglio si prestano ad ospitare un impianto fotovoltaico. E’ nata con questo scopo l’idea di realizzare quello che è stato battezzato il Catasto Solare, un nuovo progetto per rilevare i livelli di insolazione dei tetti parigini e facilitare l’istallazione di moduli solari in modo da incrementare la diffusione di una tecnologia rinnovabile che a Parigi stenta a decollare.
“Abbiamo fatto volare sulla città un aereo dotato di un sensore per rilevare tutti i volumi e le altezze di Parigi, anche la Torre Eiffel. Poi, come fossimo meteorologi, simuleremo al computer  il movimento del sole nell’arco di un intero anno e guarderemo i luoghi di Parigi che hanno preso più sole e quali sono risultati per maggior tempo all’ombra” ha annunciato Julien Bigorgne, ingegnere ambientale per Apur (il laboratorio di progettazione urbana parigina), incaricato di effettuare le rilevazioni."
Il registro, che sarà messo a disposizione della popolazione nell’autunno prossimo, cercherà di stimolare privati cittadini e interi condomini a pensare di istallare un impianto sul tetto della propria casa o del palazzo per la produzione di elettricità a basso impatto ambientale contribuendo così ad abbassare il consumo di combustibili fossili e il rilascio di inquinanti.
Per affermare l’impegno solare della capitale francese il Comune inaugurerà entro la fine dell’anno la più grande centrale fotovoltaica della città. Localizzato sul tetto della Sala Pajol, l’impianto fotovoltaico misurerà 3500 metri quadrati di superficie che daranno un importante contributo al raggiungimento dell’obiettivo parigino che entro il 2020 stima di produrre da fonti alternative il 30% dell’energia necessaria.