sabato 18 febbraio 2012

Il ministro dell’Ecologia Francese: Incentivi più alti se il modulo pv è “made in France”

Per incrementare la produzione di energia da fonte alternativa e rimettere in moto l’economia francese, il ministro dell’Ecologia pensa di premiare gli impianti che montano moduli prodotti in Francia
Il fotovoltaico francese protetto da uno spirito patriottico. Il governo ha infatti recentemente affermato di essere impegnato nella definizione di un nuovo decreto che stabilisca una maggiorazione del 10% della tariffa incentivante nel caso in cui l’energia elettrica generata da fonte solare sia prodotta utilizzando componenti realizzati in patria. L’iniziativa, nata anche per contrastare la crescita del mercato asiatico, punta quindi a rafforzare il made in Europe nella speranza di migliorare le tecnologie e creare ricchezza nell’indotto di settore.

Una fonte del Ministero dell’Ecologia ha precisato all’agenzia energetica Efe che il decreto, studiato seguendo il modello di incentivazione italiano, dovrebbe essere approvato nel mese di aprile, con la differenza però che il Bel Paese premia il made in Europe. A tal proposito il ministro dell’Ecologia, Nathalie Kosciusko-Morizet, ha giustificato la misure ritenendola necessaria per aumentare “la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e per mettere a disposizione dei francesi nuovi posti di lavoro”.

Secondo le cifre ufficiali, lo scorso settembre in Francia ha lavorato una capacità produttiva di 2.3 GW fotovoltaici, con un tasso di crescita che oggi equivale a 150 MW per trimestre.

Fonte (rinnovabili.it)
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giovedì 16 febbraio 2012

Spagna: l’efficienza energetica farà risparmiare 3,3 miliardi

Grazie all’efficienza energetica la Spagna potrebbe ottenere benefici sia ambientali che economici, con tempi di ammortamento dei costi degli interventi di 12 mesi

Facendo maggiore attenzione agli sprechi energetici la Spagna potrebbe riuscire a risparmiare fino a 3,3 miliardi di euro all’anno. Il consumo totale annuo del paese ha un costo che si aggira intorno ai 44 miliardi di euro, il 30% dei quali attribuibili ai consumi registrati negli edifici. Con un maggiore controllo e con un attento monitoraggio dei consumi e degli sprechi la bolletta energetica e dell’acqua potrebbe però ridursi del 25%. A rivelarlo uno studio condotto dalla Euroconsult, gruppo ingegneristico che ha valutato suddetto risparmio quantificandolo in 13 miliardi circa di euro.

Partendo dai dati rilasciati dall’Istituto per la diversificazione e lo sviluppo energetico (IDEA) e dalla Commissione europea la Euroconsult ha affermato che i consumi energetici della Spagna potrebbero essere ridotti di un quarto monitorando in tempo reale picchi di domanda e di offerta sia nel pubblico che nel privato, aiutando così a migliorare gli importi in bolletta.

I controlli sarebbero infatti particolarmente efficaci se effettuati negli edifici di appartenenza dell’amministrazione pubblica per le grandi dimensioni e per gli alti consumi, che ammontano a circa 400mila euro annui per palazzina. Per questo la società ha richiesto l’adozione di misure di efficientamento enenrgetico di una certa rilevanza, affinchè migliorando la gestione si possa ottenere sia il beneficio economico di una sostanziale riduzione dei costi, sia il miglioramento dell’impronta ambientale del settore. In questo modo sarebbe veloce anche il rientro dei costi di adeguamento delle strutture, il cui ammortamento dovrebbe rientrare nell’arco di 12 mesi.

Fonte (rinnovabili.it)
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martedì 14 febbraio 2012

Fotovoltaico, scienziati britannici portano l’efficienza al 44%

Prosegue senza sosta la ricerca di soluzioni in grado di incrementare l’efficienza dei dispositivi fotovoltaici. Una risposta arriva un team di ricercatori dell'Università di Cambridge ha messo a punto un nuovo tipo di cella in grado di incrementare notevolmente il tasso di conversione della luce solare in energia elettrica

Si tratta di una cella fotovoltaica ibrida, descritta nella rivista NanoLetters, che può raggiungere un’efficienza del 44% assorbendo una porzione maggiore della luce solare. Il segreto è l’utilizzo di un semiconduttore organico denominato pentacene: le celle fotovoltaiche ibride utilizzano una particolare architettura in cui sono combinati i vantaggi di un semiconduttore organico con quelli di un semiconduttore inorganico. In questo caso, la cella non solo assorbe sia la luce rossa sia quella blu dello spettro della luce solare, ma grazie all’utilizzo del semiconduttore organico è in grado di generare due elettroni per ogni fotone della luce blu, normalmente dispersa sotto forma di calore. Con il gruppo di ricerca collabora anche la britannica Eight19, un’azienda specializzata in pellicole fotovoltaiche flessibili collegata all'Università di Cambridge che punta ad avviare al più presto la produzione della nuova cella ibrida su vasta scala per approfittare dei suoi vantaggi competitivi. La fase sperimentare, tuttavia, avvertono gli scienziati, durerà ancora un paio d’anno prima di passare a quella commerciale. Spiega Bruno Ehrler, principale autore dell’articolo “Le celle organiche e ibride hanno un vantaggio sulle attuali celle basate sul slicio in quanto possono essere prodotte in grandi quantità a basso costo grazie al processo di produzione a stampa roll-to-roll. Anche se i moduli solari organici sono meno costosi, dobbiamo incrementare la loro efficienza per renderli competitivi”.
Fonte (zeroemission.tv)
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lunedì 13 febbraio 2012

Regno Unito: "22 GW di fotovoltaico entro il 2020”

Il Governo britannico ha obiettivi estremamente ambiziosi per il fotovoltaico. Intanto, dopo lo stop da parte dei tribunali britannici per irregolarità nelle procedure, accelera sul piano di revisione degli incentivi ai piccoli impianti a fonti rinnovabili. A partire proprio dai tagli agli incentivi al fotovoltaico

Il Regno Unito accelera sul piano di revisione degli incentivi ai piccoli impianti a fonti rinnovabili. Dopo lo stop ai tagli per le tariffe per quelli fotovoltaici da parte dei tribunali britannici per irregolarità nelle procedure, Londra riparte proprio da qui. La misura è la stessa: riduzione del 50% (da 43,3 pence al KWh a 21 p/kWh) per gli impianti residenziali inferiori o uguali a 4 kW con tagli anche per le installazioni tra 4 kW e 250 kW a partire dal 1 aprile per gli impianti “incentivabili” a partire dal 3 marzo. La battaglia legale continua, invece, per le installazioni incentivabili dal 12 dicembre al 3 marzo in quanto il Governo britannico ha portato il caso alla Corte Suprema e attende una risposta per il 21 febbraio. Un’altra novità è la decisione di associare l’incentivo all’efficienza energetica: a partire dal 1 aprile, chi installa un impianto fotovoltaico sulla propria abitazione dovrà produrre un certificato di performance energetica (Energy Performance Certificate), con una classe energetica “D” o superiore per ottenere la tariffa piena, non più “C” come inizialmente proposto. Sempre dal 1 aprile, le nuove tariffe per le multi installazioni (oltre 25 impianti) saranno ridotte all’80% dell’incentivo standard: una misura per una persona fisica o un’organizzazione che già riceve incentivi per altre installazioni fv. Esenzioni potrebbero essere introdotte per progetti di generazione distribuita che interessano comunità e social housing.

Ma la riduzione degli incentivi al fotovoltaico si inserisce in un processo di revisione di più ampio respiro che riguarda non solo l’elettricità solare ma anche le altre fonti rinnovabili: a questo scopo, Londra ha lanciato ieri due consultazioni pubbliche: la prima (fino al 3 aprile) su un meccanismo di controllo dei costi legati al fotovoltaico basato sul modello tedesco, che prevede ulteriori riduzioni delle tariffe incentivanti su base semestrale (a partire da luglio); la seconda sulle altre tecnologie di generazione pulita (mini eolico, biogas, piccolo idroelettrico) che prevede in particolare un incremento degli incentivi per la microcogenerazione. Le novità annunciate dal Governo di David Cameron non hanno smorzato le polemiche sul piano di revisione degli incentivi, anzi. Secondo Jeremy Leggett, fondatore di Solarcentury, una delle società coinvolte nell’azione legale contro il governo, il nuovo meccanismo per il fotovoltaico non fara altro che alimentare le proteste in quanto il crollo dei costi del fv non diminuirà abbastanza velocemente per rendere vantaggiose le tariffe più basse. Il ministro dei Cambiamenti Climatici, Greg Barker, ha invece ostentato ottimismo sostenendo che con il nuovo regime di sostegno la capacità fotovoltaica raggiungerà ben 22 GW entro il 2020. Una stima che, nonostante il boom fatto registrare nel Regno Unito dall’energia solare con oltre 1 GW installato da quanto è entrato in vigore il regime di sostegno al fv (aprile 2010), sembra piuttosto ambiziosa.
Fonte (zeroemission.tv)
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domenica 12 febbraio 2012

Fotovoltaico perfettamente integrato grazie a uTree

Concepito grazie a un innovativo progetto architettonico, l’albero fotovoltaico conquista le città e può essere installato sui marciapiedi, per strada e persino sui tetti

Una sorta di fotosintesi clorofilliana fotovoltaica che, anziché liberare ossigeno, produce elettricità. Si chiama uTree ed è un albero fotovoltaico che ad oggi rappresenta uno dei progetti più innovativi per la generazione di energia urbana. Nato da un’idea di Xabier Perez de Arenaza, uTree è stato inizialmente immaginato come una moderna installazione urbana, per poi dimostrarsi un prodotto versatile e con enormi potenzialità sul fronte dell’approvvigionamento energetico. Ogni albero fotovoltaico, infatti, è composto da 693 foglie larghe e piatte che, grazie alle 77 celle solari di cui sono dotate, raccolgono l’energia durante il giorno, per poi immetterla in rete oppure accumularla per quando ce n’è bisogno. Sommando la produzione giornaliera di ogni foglia, circa 2,5 W al giorno, si può calcolare quello che ogni albero riesce a produrre quotidianamente: 1.732,5 W, che equivale a 13,86 kWh al giorno e a 5.058 kWh all’anno, sufficienti ad alimentare almeno 20 lampioni ogni sera. Ad ottimizzare la produzione di energia, poi, ci pensa un motore rotante che, facendo ruotare a dovere l’albero fotovoltaico, riesce a garantire alle foglie una perfetta angolazione verso il sole. Innumerevoli le applicazioni possibili: dai semafori, all’illuminazione pubblica, fino ai sistemi di trasporto. Poco ingombrante e con una minima necessità di manutenzione, uTree può essere installato ovunque, sui marciapiedi, lungo le strade, nei parchi e persino sui tetti.
Fonte (rinnovabili.it)
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venerdì 10 febbraio 2012

Il girasole ispira le centrali fotovoltaiche

Ancora una volta la natura si rivela una fonte inesauribile di conoscenza e ispirazione per l’uomo che nei secoli ha imparato ad osservarla attentamente per carpirne i segreti più preziosi.

È quanto ha fatto di recente un team di scienziati tedeschi del MIT guidati dal professor Alessandro Mitsos che ha ricreato la forma a spirale di un fiore di girasole (già noto agli scienziati come spirale di Fermat) per dar vita ad un nuovo prototipo di centrale fotovoltaica ad altissima efficienza energetica.

Riorganizzando i pannelli secondo una disposizione “a specchio” che ricorda proprio quella dei petali lungo la corolla dei fiori, gli studiosi hanno dato vita ad un impianto fotovoltaico molto più compatto e performante, dove la dispersione di energia è ridotta quasi a zero poiché ridotte sono le zone d’ombra tra uno specchio e l’altro.

Imitando il “modello a spirale” del girasole gli esperti del MIT hanno però capito di poter ottenere il massimo della resa funzionale da impianti di questo tipo solo occupando vaste aree territoriali. Non a caso, la prima centrale che verrà edificata in California sulla base del prototipo in questione, necessiterà di ben 4000 acri di terreno.

Se è l’ambiente a guadagnarci vale la pena tentare…

Fonte (tuttogreen.it)
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giovedì 9 febbraio 2012

Villasol porta il fotovoltaico in Nigeria

Il progetto porterà elettricità a basso impatto ambientale nella comunità rurale nigeriana di Asore fornendo alle famiglie lampade ricaricabili

La Schneider sta lanciando un nuovo progetto che prevede di portare nella Nigeria rurale l’elettricità grazie all’ausilio di impianti per la produzione di energia fotovoltaica. La multinazionale francese ha recentemente annunciato l’organizzazione di un nuovo progetto, chiamato Villasol, studiato nell’ambito del programma Bip-Bop proprio per portare energia nelle aree non ancora collegate alla rete di distribuzione. Per iniziare, gli impianti solari portati nell’area serviranno i bisogni di un centinaio di abitazioni della comunità rurale di Asore.

La soluzione studiata dalla Schneider consiste in un kit di moduli fotovoltaici e un gruppo di batterie per l’accumulo dell’energia che riusciranno a portare l’elettricità anche nelle comunità più isolate, che non sono collegate alla rete nazionale.

Villasolar “andrà incontro al bisogno di energia elettrica di base delle famiglie attraverso la dotazione di lampade portatili e di batterie che gli abitanti stessi possono ricaricare”. Secondo la multinazionale il sistema è stato studiato in modo che ogni volta si avrà bisogno di ricaricare la lampada si potrà andare dal vicino e pagare la quota necessaria. In questo modo- ha specificato il portavoce dell’azienda- gli abitanti del villaggio saranno costretti a fare più attenzione ai consumi”.

Il progetto Villasolar, simile all’iniziativa attraverso la quale la Schneider ha portato la corrente in India e in Bangladesh, dovrebbe ammortizzare i costi dovuti alle necessità di cablaggio delle case entro i prossimi 5 anni.

Fonte (rinnovabili.it)
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