lunedì 20 febbraio 2012

Sorge il “sole” dell’Onu sull’educazione religiosa

L’Assistance Mission in Afghanistan delle Nazioni Unite sta collaborando con alcuni istituti del Paese per promuovere l’utilizzo delle energie solari

Missione solare firmata ONU in Afghanistan. Per sostenere il processo di riconciliazione e creare una solida cultura di pace, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel 2002 ha creato l’United Nations Assistance Mission (UNAMA) la cui funzione è quella di coordinare gli sforzi della comunità internazionale per promuovere, in accordo con il governo afghano, pace e stabilità nel paese, aiutando il processo di ricostruzione e al contempo rafforzando le fondamenta della riconciliazione e della democrazia.

Tra le priorità dell’UNAMA, un ruolo di primo piano è stato affidato alla promozione e diffusione di mezzi di sussistenza sostenibili, rimuovendo gli ostacoli che ancora frenano lo sviluppo quali, povertà, carenza di cibo, difficile accesso all’assistenza medica e all’educazione. Ed è proprio in quest’ultimo settore che si è mossa in questi giorni la mano solidale dell’UNAMA. Collaborando con alcune istituzioni religiose locali, la Missione ha dato vita a un programma di solarizzazione degli istituti scolastici; i primi moduli fotovoltaici sono stati donati all’Hamim Ebrahim Madrasa e al Centro islamico del Welfare sociale al di fuori di Jalalabad, nella provincia orientale di Nangarhar, la settimana scorsa. Parlando con gli studenti e i dirigenti scolastici, il capo dell’ufficio regionale orientale dell’UNAMA, Nahid Abuakar, ha affermato che l’ONU comprende il ruolo significativo che l’educazione religiosa possiede nel processo di promozione della pace e dei diritti umani. “Noi godiamo di ottimi rapporti di lavoro con i rappresentanti delle comunità religiose e ci auguriamo che questa assistenza aumenti la vostra capacità di lavoro nella realizzazione di importanti servizi – soprattutto per le donne – nella promozione dei diritti umani”.

Fonte (rinnovabili.it)
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domenica 19 febbraio 2012

L’edificio con più pannelli solari al mondo

A Kasai in Giappone è stato inaugurato nell’ottobre del 2010 il parco speciale della Sanyo dedicato all’energia pulita, che rappresenta un modello di responsabilità ambientale di una grande impresa. L’intero mantenimento energetico del parco si basa su ricerche innovative. All’interno del parco è stato installato un potente sistema di amministrazione e controllo energetico, che utilizza una batteria solare HIT al litio (una delle migliori esistenti e con un’enorme capacità di immagazzinare energia) e un sistema energetico intelligente (SES – Smart energy system) per unire e coordinare le componenti del sistema ed ottimizzarne le prestazioni.

Sensori ed indicatori di utilizzo energetico forniscono informazioni in tempo reale. Questo sistema energetico alimenta le diverse attività del parco ed è per i ricercatori un continuo oggetto di studio, inoltre fa parte del progetto per la riduzione progressiva delle emissioni di anidride carbonica del parco stesso promossa congiuntamente da Panasonic e Sanyo.

Il complesso del parco vanta anche il primato mondiale per quanto riguarda l’edificio con più pannelli solari nel mondo: infatti, l’edificio principale dispone di un rivestimento composto dalla bellezza di 5200 pannelli solari che luccicano al sole. Anche la disposizione verticale dei pannelli sulle facciate dell’edificio principale è unica al mondo. I pannelli Hit bifacciali sono in grado di assorbire i raggi solari dalla parte frontale e dal retro e garantiscono un’elevata efficienza. All’interno di questo edificio sono condotte ricerche estremamente avanzate su biciclette elettriche, pannelli fotovoltaici a doppia faccia, illuminazione stradale al litio e sull’energia solare.

I dati raccolti dimostrano che il sistema della Sanyo genera energia sufficiente al mantenimento standard di circa 330 abitazioni. Grazie alla struttura ibrida, composta da silicone cristallino e amorfo, il modulo fotovoltaico HIT risulta leggero ed offre un’alta efficienza di conversione energetica per tutto l’anno, inoltre sottoposto ad alte temperature riesce a mantenere una maggiore efficienza rispetto alle celle solari convenzionali in silicio cristallino. In aggiunta a questo i pannelli HIT riescono, a parità di superficie, a generare più energia pulita rispetto a celle solari tradizionali.

All’interno del parco i moduli fotovoltaici adornano anche altre tre costruzioni del complesso e la struttura a forma di albero “Solalib”, che incamera energia, ricarica i veicoli elettrici ed è collegata a un sistema per immagazzinare energia per i casi d’emergenza.

La maggior parte dei dipendenti dalla Sanyo possiede una bicicletta elettrica “Eneloop”, che ha un sistema di batteria ricaricabile in poche ore nell’apposito parcheggio del complesso del parco. Anche il logo della Sanyo è un esempio di design ecologico, difatti l’insegna a led si autoalimenta con moduli fotovoltaici e batterie al litio senza produrre emissioni inquinanti. Persino le luci stradali del parco funzionano ad energia solare. Insomma, davvero un laboratorio interessante di tecnologia al servizio della sostenibilità.

Fonte (tuttogreen.it)
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sabato 18 febbraio 2012

Il ministro dell’Ecologia Francese: Incentivi più alti se il modulo pv è “made in France”

Per incrementare la produzione di energia da fonte alternativa e rimettere in moto l’economia francese, il ministro dell’Ecologia pensa di premiare gli impianti che montano moduli prodotti in Francia
Il fotovoltaico francese protetto da uno spirito patriottico. Il governo ha infatti recentemente affermato di essere impegnato nella definizione di un nuovo decreto che stabilisca una maggiorazione del 10% della tariffa incentivante nel caso in cui l’energia elettrica generata da fonte solare sia prodotta utilizzando componenti realizzati in patria. L’iniziativa, nata anche per contrastare la crescita del mercato asiatico, punta quindi a rafforzare il made in Europe nella speranza di migliorare le tecnologie e creare ricchezza nell’indotto di settore.

Una fonte del Ministero dell’Ecologia ha precisato all’agenzia energetica Efe che il decreto, studiato seguendo il modello di incentivazione italiano, dovrebbe essere approvato nel mese di aprile, con la differenza però che il Bel Paese premia il made in Europe. A tal proposito il ministro dell’Ecologia, Nathalie Kosciusko-Morizet, ha giustificato la misure ritenendola necessaria per aumentare “la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e per mettere a disposizione dei francesi nuovi posti di lavoro”.

Secondo le cifre ufficiali, lo scorso settembre in Francia ha lavorato una capacità produttiva di 2.3 GW fotovoltaici, con un tasso di crescita che oggi equivale a 150 MW per trimestre.

Fonte (rinnovabili.it)
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giovedì 16 febbraio 2012

Spagna: l’efficienza energetica farà risparmiare 3,3 miliardi

Grazie all’efficienza energetica la Spagna potrebbe ottenere benefici sia ambientali che economici, con tempi di ammortamento dei costi degli interventi di 12 mesi

Facendo maggiore attenzione agli sprechi energetici la Spagna potrebbe riuscire a risparmiare fino a 3,3 miliardi di euro all’anno. Il consumo totale annuo del paese ha un costo che si aggira intorno ai 44 miliardi di euro, il 30% dei quali attribuibili ai consumi registrati negli edifici. Con un maggiore controllo e con un attento monitoraggio dei consumi e degli sprechi la bolletta energetica e dell’acqua potrebbe però ridursi del 25%. A rivelarlo uno studio condotto dalla Euroconsult, gruppo ingegneristico che ha valutato suddetto risparmio quantificandolo in 13 miliardi circa di euro.

Partendo dai dati rilasciati dall’Istituto per la diversificazione e lo sviluppo energetico (IDEA) e dalla Commissione europea la Euroconsult ha affermato che i consumi energetici della Spagna potrebbero essere ridotti di un quarto monitorando in tempo reale picchi di domanda e di offerta sia nel pubblico che nel privato, aiutando così a migliorare gli importi in bolletta.

I controlli sarebbero infatti particolarmente efficaci se effettuati negli edifici di appartenenza dell’amministrazione pubblica per le grandi dimensioni e per gli alti consumi, che ammontano a circa 400mila euro annui per palazzina. Per questo la società ha richiesto l’adozione di misure di efficientamento enenrgetico di una certa rilevanza, affinchè migliorando la gestione si possa ottenere sia il beneficio economico di una sostanziale riduzione dei costi, sia il miglioramento dell’impronta ambientale del settore. In questo modo sarebbe veloce anche il rientro dei costi di adeguamento delle strutture, il cui ammortamento dovrebbe rientrare nell’arco di 12 mesi.

Fonte (rinnovabili.it)
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martedì 14 febbraio 2012

Fotovoltaico, scienziati britannici portano l’efficienza al 44%

Prosegue senza sosta la ricerca di soluzioni in grado di incrementare l’efficienza dei dispositivi fotovoltaici. Una risposta arriva un team di ricercatori dell'Università di Cambridge ha messo a punto un nuovo tipo di cella in grado di incrementare notevolmente il tasso di conversione della luce solare in energia elettrica

Si tratta di una cella fotovoltaica ibrida, descritta nella rivista NanoLetters, che può raggiungere un’efficienza del 44% assorbendo una porzione maggiore della luce solare. Il segreto è l’utilizzo di un semiconduttore organico denominato pentacene: le celle fotovoltaiche ibride utilizzano una particolare architettura in cui sono combinati i vantaggi di un semiconduttore organico con quelli di un semiconduttore inorganico. In questo caso, la cella non solo assorbe sia la luce rossa sia quella blu dello spettro della luce solare, ma grazie all’utilizzo del semiconduttore organico è in grado di generare due elettroni per ogni fotone della luce blu, normalmente dispersa sotto forma di calore. Con il gruppo di ricerca collabora anche la britannica Eight19, un’azienda specializzata in pellicole fotovoltaiche flessibili collegata all'Università di Cambridge che punta ad avviare al più presto la produzione della nuova cella ibrida su vasta scala per approfittare dei suoi vantaggi competitivi. La fase sperimentare, tuttavia, avvertono gli scienziati, durerà ancora un paio d’anno prima di passare a quella commerciale. Spiega Bruno Ehrler, principale autore dell’articolo “Le celle organiche e ibride hanno un vantaggio sulle attuali celle basate sul slicio in quanto possono essere prodotte in grandi quantità a basso costo grazie al processo di produzione a stampa roll-to-roll. Anche se i moduli solari organici sono meno costosi, dobbiamo incrementare la loro efficienza per renderli competitivi”.
Fonte (zeroemission.tv)
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lunedì 13 febbraio 2012

Regno Unito: "22 GW di fotovoltaico entro il 2020”

Il Governo britannico ha obiettivi estremamente ambiziosi per il fotovoltaico. Intanto, dopo lo stop da parte dei tribunali britannici per irregolarità nelle procedure, accelera sul piano di revisione degli incentivi ai piccoli impianti a fonti rinnovabili. A partire proprio dai tagli agli incentivi al fotovoltaico

Il Regno Unito accelera sul piano di revisione degli incentivi ai piccoli impianti a fonti rinnovabili. Dopo lo stop ai tagli per le tariffe per quelli fotovoltaici da parte dei tribunali britannici per irregolarità nelle procedure, Londra riparte proprio da qui. La misura è la stessa: riduzione del 50% (da 43,3 pence al KWh a 21 p/kWh) per gli impianti residenziali inferiori o uguali a 4 kW con tagli anche per le installazioni tra 4 kW e 250 kW a partire dal 1 aprile per gli impianti “incentivabili” a partire dal 3 marzo. La battaglia legale continua, invece, per le installazioni incentivabili dal 12 dicembre al 3 marzo in quanto il Governo britannico ha portato il caso alla Corte Suprema e attende una risposta per il 21 febbraio. Un’altra novità è la decisione di associare l’incentivo all’efficienza energetica: a partire dal 1 aprile, chi installa un impianto fotovoltaico sulla propria abitazione dovrà produrre un certificato di performance energetica (Energy Performance Certificate), con una classe energetica “D” o superiore per ottenere la tariffa piena, non più “C” come inizialmente proposto. Sempre dal 1 aprile, le nuove tariffe per le multi installazioni (oltre 25 impianti) saranno ridotte all’80% dell’incentivo standard: una misura per una persona fisica o un’organizzazione che già riceve incentivi per altre installazioni fv. Esenzioni potrebbero essere introdotte per progetti di generazione distribuita che interessano comunità e social housing.

Ma la riduzione degli incentivi al fotovoltaico si inserisce in un processo di revisione di più ampio respiro che riguarda non solo l’elettricità solare ma anche le altre fonti rinnovabili: a questo scopo, Londra ha lanciato ieri due consultazioni pubbliche: la prima (fino al 3 aprile) su un meccanismo di controllo dei costi legati al fotovoltaico basato sul modello tedesco, che prevede ulteriori riduzioni delle tariffe incentivanti su base semestrale (a partire da luglio); la seconda sulle altre tecnologie di generazione pulita (mini eolico, biogas, piccolo idroelettrico) che prevede in particolare un incremento degli incentivi per la microcogenerazione. Le novità annunciate dal Governo di David Cameron non hanno smorzato le polemiche sul piano di revisione degli incentivi, anzi. Secondo Jeremy Leggett, fondatore di Solarcentury, una delle società coinvolte nell’azione legale contro il governo, il nuovo meccanismo per il fotovoltaico non fara altro che alimentare le proteste in quanto il crollo dei costi del fv non diminuirà abbastanza velocemente per rendere vantaggiose le tariffe più basse. Il ministro dei Cambiamenti Climatici, Greg Barker, ha invece ostentato ottimismo sostenendo che con il nuovo regime di sostegno la capacità fotovoltaica raggiungerà ben 22 GW entro il 2020. Una stima che, nonostante il boom fatto registrare nel Regno Unito dall’energia solare con oltre 1 GW installato da quanto è entrato in vigore il regime di sostegno al fv (aprile 2010), sembra piuttosto ambiziosa.
Fonte (zeroemission.tv)
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domenica 12 febbraio 2012

Fotovoltaico perfettamente integrato grazie a uTree

Concepito grazie a un innovativo progetto architettonico, l’albero fotovoltaico conquista le città e può essere installato sui marciapiedi, per strada e persino sui tetti

Una sorta di fotosintesi clorofilliana fotovoltaica che, anziché liberare ossigeno, produce elettricità. Si chiama uTree ed è un albero fotovoltaico che ad oggi rappresenta uno dei progetti più innovativi per la generazione di energia urbana. Nato da un’idea di Xabier Perez de Arenaza, uTree è stato inizialmente immaginato come una moderna installazione urbana, per poi dimostrarsi un prodotto versatile e con enormi potenzialità sul fronte dell’approvvigionamento energetico. Ogni albero fotovoltaico, infatti, è composto da 693 foglie larghe e piatte che, grazie alle 77 celle solari di cui sono dotate, raccolgono l’energia durante il giorno, per poi immetterla in rete oppure accumularla per quando ce n’è bisogno. Sommando la produzione giornaliera di ogni foglia, circa 2,5 W al giorno, si può calcolare quello che ogni albero riesce a produrre quotidianamente: 1.732,5 W, che equivale a 13,86 kWh al giorno e a 5.058 kWh all’anno, sufficienti ad alimentare almeno 20 lampioni ogni sera. Ad ottimizzare la produzione di energia, poi, ci pensa un motore rotante che, facendo ruotare a dovere l’albero fotovoltaico, riesce a garantire alle foglie una perfetta angolazione verso il sole. Innumerevoli le applicazioni possibili: dai semafori, all’illuminazione pubblica, fino ai sistemi di trasporto. Poco ingombrante e con una minima necessità di manutenzione, uTree può essere installato ovunque, sui marciapiedi, lungo le strade, nei parchi e persino sui tetti.
Fonte (rinnovabili.it)
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