Per quanto riguarda il Quinto Conto Energia,
l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, sulla base degli
elementi comunicati dal GSE ed entro tre giorni lavorativi dalla data
della comunicazione, con una delibera, pubblicata sul proprio sito,
individuerà la data in cui il costo indicativo cumulato annuo degli
incentivi del Quarto Conto Energia raggiungerà il valore di 6 miliardi
di euro e 45 giorni dopo entreranno automaticamente in vigore le nuove
modalità di incentivazione per gli impianti fotovoltaici. Un’eccezione
per il fotovoltaico istallato dalla pubblica amministrazione che avrà
tempo di accedere al vecchio FiT ancora fino alla fine di quest’anno.
Per le altre rinnovabili elettriche il nuovo regime
tariffario si applicherà per tutti gli impianti in esercizio in data
successiva al 31 dicembre 2012 con la possibilità, però, di aggiornare
gli incentivi con ulteriori provvedimenti.
Guida all'acquisto, preventivi, info e notizie dal mondo! Tutto sulle energie rinnovabili, ovvero quelle fonti il cui utilizzo attuale non ne pregiudica la disponibilità nel futuro
mercoledì 11 luglio 2012
Decreti rinnovabili, finalmente in Gazzetta
Sono stati pubblicati sul supplemento ordinario n.143 alla G.U. di ieri i
decreti del ministero dello Sviluppo sugli incentivi al fotovoltaico e
alle altre FER elettriche
Si conclude oggi l’iter dei due decreti
sugli incentivi alle rinnovabili. Come preannunciato dal nostro
quotidiano, i provvedimenti sono stati pubblicati come supplemento
ordinario n.143 nella Gazzetta Ufficiale n. 159 di ieri. I due DM,
riportanti i nuovi regimi tariffari per le fer elettriche e il
fotovoltaico, sono stati firmati da i tre Ministeri competenti
rispettivamente il 5 ed il 6 luglio, in un clima di malcelata
insoddisfazione. I testi hanno infatti accolto solo in parte le proposte
avanzate dalle Regioni in Conferenza Unifica ed escluso quasi a priori
quanto chiesto a gran voce dalle associazioni di settore. Ma nonostante
le polemiche continuino a tener banco nel comparto delle green Energy
italiane, ormai i giochi si sono conclusi.
martedì 10 luglio 2012
Decreti Rinnovabili: il MISE pubblica i testi ufficiali
Dopo la firma dei tre ministri competenti – Passera, Clini e Catania, lo
scorso venerdì, ecco i testi che passeranno a breve in Gazzetta
Le associazioni di settore protestano,
il mondo politico storce il naso, le polemiche si sprecano. Come c’era
da aspettarsi, la firma ai due attesi decreti ministeriali sulle
rinnovabili non ha trovato intorno a sè un clima accogliente, vuoi
perché il Governo non si è mostrato troppo sensibile ad una serie di
proposte e richieste avanzate in questi mesi, vuoi perché i tempi si
sono diluiti a tal punto da far proliferare nel comparto una dilagante
incertezza.
C’è poco da fare, il Quinto Conto
Energia e il decreto sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche sono
destinati catalizzare l’attenzione del settore italiano ed
internazionale, da mesi con il fiato sospeso a causa dell’effetto domino
che la rivisitazione dei feed-in-tariff sta subendo nei mercati delle
rinnovabili più maturi. Aspettando la pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale, prevista per entrambi i provvedimenti entro la giornata di
domani, il Ministero dello Sviluppo Economico aggiorna il proprio sito
pubblicando la versione integrale dei due DM e riportando anche gli
allegati specifici. Per una maggiore completezza dell’informazione
riportiamo di seguito i link a due testi, che a questo punto, contengono
la forma finale dei due regimi incentivanti.
-LEGGI IL TESTO UFFICIALE Decreto ministeriale 6 luglio 2012 – Incentivi per energia da fonti rinnovabili elettriche non fotovoltaiche
-LEGGI IL TESTO UFFICIALE Decreto ministeriale 5 luglio 2012 – Incentivi per energia da fonte fotovoltaica
Fonte (rinnovabili.it)
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lunedì 9 luglio 2012
Il Quinto Conto Energia è legge
Via libera definitivo ai due decreti ministeriali con la firma dei
ministri Passera, Clini e Catania. Tra le modifiche apportate,
ampliamento del budget di spesa a 500 mln e innalzamento della soglia
per il registro solare
Il Quinto Conto Energia e il provvedimento sulle rinnovabili elettriche sono ufficialmente legge. Come preannunciato dallo stesso Passera,
si è conclusa venerdì sera la lunga marcia dei due decreti ministeriali
che definiscono le nuove tariffe statali per l’elettricità verde “made
in Italy”. Anche il ministro dell’ambiente Corrado Clini e quello delle
politiche agricole Mario Catania hanno apposto la propria firma sui due
testi, formalizzando così il via libera ai nuovi regimi incentivanti.
Durante questi mesi di attesa, dura prova il settore delle rinnovabili
italiane, si è assistito ad un susseguirsi di prese di posizione e
scontri, ma nonostante gli interventi della Commissione Europea, il
parere condizionato delle regioni e l’appello degli attori del settore, i
testi finali dei due decreti non si discostano troppo dalle posizioni
iniziali a cominciare dalla disposizione, in linea con le previsioni
della precedente normativa, dell’entrata in vigore 45 giorni dopo il superamento (previsto a breve) della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico, e il 1 gennaio 2013 per le altre rinnovabili elettriche,
pur prevedendo un periodo transitorio di 4 mesi. Unica eccezione è
quella prevista per gli impianti pv realizzati su edifici pubblici e su
aree delle amministrazioni pubbliche che entrano in esercizio entro il
31 dicembre 2012 a cui si applicheranno ancora le tariffe del Quarto
Conto Energia.
Gli obiettivi rimangono gli stessi:
raggiungere e superare i target richiesti dalla UE riducendo l’onere
sulle bollette di cittadini e imprese attraverso un sistema di sussidi –
a detta dei ministri – “moderno, sostenibile ed equo”.
Attraverso una nota congiunta Clini e Passera ci tengono però a
sottolineare che nelle ultime settimane, sono state effettuate
importanti modifiche migliorative, che integrano in un certo qual senso i
pareri dell’Autorità per l’Energia e della Conferenza Unificata, oltre a
tener conto delle specifiche mozioni Parlamentari e i suggerimenti di
Associazioni di categoria.
“I Decreti – si legge nella nota stampa – pongono le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato delle tecnologie (calati radicalmente nel corso degli ultimi anni). Si introduce inoltre un sistema di controllo e governo dei volumi installati e della relativa spesa complessiva (aste per impianti grandi e registri per impianti di taglia media).”
COSA E’ CAMBIATO Le
settimane di concertazione fra i tre dicasteri competenti, e soprattutto
l’irremovibilità del ministro dell’Ambiente su alcuni punti clou hanno
portato alla modifica di alcune norme rispetto alla versione originale
dei decreti, a partire da un ampliamento del budget di spesa, per un totale di 500 milioni di euro annui – pari a ulteriori 10 miliardi di Euro di spesa su 20 anni – suddivisi tra Quinto Conto Energia (200 milioni) e rinnovabili elettriche (300 milioni) e da un forte semplificazione delle procedure per l’iscrizione ai registri che introduce l’autocertificazione in sostituzione dell’atto di notorietà.
Inserito anche un contenuto innalzamento delle soglie di accesso ai registri, che passa così dai 12 ai 20 KW per tutte le categorie rilevanti a patto che accettino di ricevere una tariffa incentivante decurtata del 20%,
esentando invece dall’obbligo gli impianti a concentrazione, quelli
innovativi e quelli realizzati da Amministrazioni pubbliche, oltre a
quelli in sostituzione di amianto fino a 50 KW. Gli altri impianti
fotovoltaici accedono, invece, qualora rispettino i requisiti stabiliti
previa iscrizione in appositi registri, “in posizione tale da rientrare
nei seguenti limiti massimi di costo indicativo cumulato annuo degli
incentivi:
a) 1° registro: 140 milioni di euro;
b) 2° registro: 120 milioni di euro;
c) registri successivi: 80 milioni di euro a registro e comunque fino al raggiungimento del limite.
Rimangono confermate le premialità
gli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in
eternit e quelli con preponderante uso di componenti europei, e
la priorità di accesso al registro per gli impianti realizzati dalle
aziende agricole. Infine è stato aggiunto un incremento delle tariffe
per alcune specifiche tecnologie che presentano una forte ricaduta sulla
filiera nazionale come nel caso geotermico innovativo, fotovoltaico a
concentrazione e innovativo.
“L’energia rinnovabile – hanno dichiarato i ministri Catania, Clini e Passera – è un pilastro fondamentale della nostra strategia, ed è per questo essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti che possono sviluppare una filiera produttiva nazionale, senza generare dannose competizioni con la produzione alimentare. Allo stesso tempo, con questi decreti si pone un freno alla crescita dei costi energetici per i cittadini e le imprese. La sostenibilità economica e ambientale sono i due cardini della strategia energetica del Paese”.
OBIETTIVO MANCATO? Che si tratti di un sistema incentivante moderno, sostenibile ed equo
non sono tutti d’accordo. Se i testi finali hanno trovato il
beneplacito dei Ministeri competenti, non tardano ad arrivare le prime
critiche da parte di quanti hanno sempre visto nel contenuto dei due
provvedimenti un errore politico e un freno alla crescita del settore green energy nostrano. Così commenta a caldo il senatore Francesco Ferrante:
“Il punto a mio parere è che, sia con il V conto energia sul
fotovoltaico, con gli assurdi registri, sia con il decreto non fv, di
nuovo con registri e aste, si è scelto un meccanismo che non promuove
anzi ostacolerà lo sviluppo di un settore che invece andava accompagnato
con dolcezza per quel breve tratto che lo avrebbe portato alla grid
parity e quindi a nessun incentivo”.
“Oggi, con la speranza che nonostante le
scelte di una politica, che si è rivelata ancora una volta inadeguata a
cogliere le opportunità del cambiamento, il settore riesca comunque a
sopravvivere, crediamo si debba lavorare da subito per un quadro nuovo
di regole che già dal prossimo anno, con la nuova legislatura, permetta
la diffusione delle rinnovabili attraverso la rivoluzione della rete e
consenta che le fonti del futuro possano da subito esprimere tutte le
loro potenzialità”.
Fonte (rinnovabili.it)
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venerdì 6 luglio 2012
Da Madrid lo spettro di una tassa sulle rinnovabili
Una tassa sulla produzione? Un aggravio per i consumatori? Un danno per
l’economia nazionale? Mentre si aspetta la decisione del CdM la Spagna
cerca di chiarire i contorni di una nuova imposta per il comparto
elettrico
A poco più di un mese dall’annuncio del taglio agli incentivi alle rinnovabili per mezzo del Real Decreto,
si vocifera dell’arrivo di una nuova tassa per la Spagna che ha il
sapore amaro di un ulteriore attacco alle rinnovabili. E mentre cresce
l’attesa sale anche il timore che il regime fiscale possa danneggiare la
redditività degli impianti, mettendo in difficoltà i produttori di
energia. “La famosa tassa è un nuovo attacco alle energie rinnovabili,
non solo perché sembra che l’importo sarà superiore per le istallazioni
green rispetto alla tecnologia convenzionale, ma anche perché va contro
la loro redditività economica, andando ad unirsi ai tagli imposti alle
rinnovabili negli ultimi anni” ha dichiarato Mario Sanchez-Herrero,
fondatore di ECOoo, gruppo di sostegno del fotovoltaico, e professore di
economia all’Università Complutense di Madrid, esprimendo il
malcontento che si sta diffondendo nel settore.
Ma di quale importo si sta parlando? Si
sta parlando della possibilità di imporre alle centrali elettriche, così
come ai piccoli produttori, una tassa di circa 50 centesimi per ogni
Megawattora immesso in rete con probabili ripercussioni sul costo
dell’energia all’utente finale.
Da qui l’accusa rivolta al maggiore
produttore di energia elettrica da fonti convenzionali del paese, Unesa,
che sarebbe tra i pochi a giovare del nuove regime al contrario dei
produttori di energia green, seriamente minacciati. Per questo gli
aderenti ad ECOoo hanno affermato “senza dubbio la modifica proposta dal
ministero è nell’interesse di Unesa che, date le sue dimensioni, è più
influente rispetto al totale dei piccoli impianti che producono energia
pulita”.
A seguire la dichiarazione di
Sánchez-Herrero “Il governo ha deciso di modificare un disegno di legge
facendo in modo che alcune tecnologie (rinnovabili) vadano a pagare
molto più di altre (convenzionali)”.
Fonte (rinnovabili.it)
mercoledì 4 luglio 2012
Silicone, il segreto di giovinezza del fotovoltaico
Dai laboratori del Fraunofher statunitense arriva la ricerca che
sperimenta la laminazione delle celle fotovoltaiche con polimeri
inorganici al posto del più tradizionale EVA
Prende spunto dal mondo della chirurgia
estetica l’ultimo “elisir anti-età” pensato per allungare la vita al
fotovoltaico. L’ultima sperimentazione arriva dai laboratori del Centro
Fraunhofer per i Sistemi Energetici Sostenibili (CSE) a Cambridge, dove
un team di scienziati sta testando le performance del silicone nella
struttura delle celle solari. Questi polimeri organici vengono di norma
impiegati nell’incapsulazione dei moduli fotovoltaici al fine di fornire
un rivestimento di protezione a celle e griglie di contatto.
I ricercatori del CSE hanno però tentato
una strada differente, introducendo il silicone nel processo di
laminazione, che consiste nell’unione/fusione dei diversi strati di cui è
composta la cella e che generalmente impiega l’etilene-vinil acetato, o
EVA. Al fine di determinare se il silicone possa o meno sostituire
l’EVA, i ricercatori di Fraunhofer stanno collaborando con quelli della
Dow Corning Corporation, il più grande produttore al mondo di siliconi
utilizzati in medicina, cosmetica e industria automobilistica. Gli
scienziati hanno rivestito le celle fotovoltaiche con silicone liquido. “Quando si indurisce, sigilla le celle e i componenti elettronici hanno una protezione ottimale“,
afferma il responsabile del progetto Rafal Mickiewicz. I moduli così
realizzati sono stati testati in una camera climatica a basse
temperature e sottoposti a deformazione meccanica dimostrando
performance miglior delle unità laminate con l’EVA.
Fonte (rinnovabili.it)
martedì 3 luglio 2012
Fotovoltaico: la Bulgaria dimezza gli incentivi
Tagliate del 50% le tariffe riservate all’acquisto obbligatorio
dell’energia solare da parte della rete elettrica nazionale. Stessa
sorte toccata anche al comparto eolico
L’entità dell’aumento sul costo finale
per l’energia verde ha convinto il governo bulgaro a rimodulare i propri
incentivi statali al fotovoltaico. Rimodulazione importante dal momento
che i tecnici ministeriali hanno deciso di imporre un taglio del 50%
sulle attuali tariffe riservate all’acquisto obbligatorio dell’energia
solare.
In realtà il Conto Energia bulgaro,
entrato in vigore lo scorso marzo, prevedeva già delle decurtazioni agli
incentivi a partire da luglio di circa il 19,5% per i piccoli impianti
su tetto e fino al 30% per le grandi installazioni a terra. L’intervento
di Sofia sul regime però rivede ora al rialzo la consistenza dei tagli
delle tariffe riservate all’acquisto da parte del gestore del network
elettrico. “La nostra decisione non è sostanzialmente mutata – ha
spiegato il presidente della Commissione statale per il regolamento
energetico e idrico, Angel Semerdzhiev – Solo il
supplemento all’energia rinnovabile è stato necessariamente cambiato
perché la Società Elettrica Nazionale (NEK) continua a subire perdite
significative a causa della maggiore produzione di energia verde”.
Il governo ha replicato il provvedimento
anche sull’energia prodotta dalle turbine eoliche, le cui tariffe di
vendita saranno tagliate del 22%. Secondo la Reuters, il presidente ha
asserito che “la crescita delle installazioni ha superato le previsioni,
facendo pressione sulla vecchia rete elettrica nazionale e sui prezzi
dell’energia elettrica nel paese più povero dell’Unione europea”.
Fonte (rinnovabili.it)
lunedì 2 luglio 2012
AEEG: rinnovabili, incentivi solo se sostenibili
Bortoni: “Contenere l’onere degli incentivi entro un livello efficientemente commisurato alle esternalità energetico-ambientali”
Gli incentivi italiani alle fonti
rinnovabili? Importanti per la crescita economica della Nazione solo se
orientati alla sostenibilità e all’efficienza e non alle esigenze della
politica industriale. Ne è fermamente convinto Guido Bortoni,
presidente dell’Autorità per l’Energia. In occasione della relazione
annuale dell’AEEG alla Camera dei deputati, Bortoni torna a parlare di
green Energy e sussidi governativi sottolineando, come sia corretto che
“l’onere degli incentivi sia sostenuto attraverso le bollette di tutti, a
patto però di contenerlo entro un livello sostenibile ed
efficientemente commisurato alle esternalità energetico-ambientali. Non è
ragionevole oltrepassare tale livello per esigenze di politica
industriale o occupazionale”. Piuttosto si potrebbero allora impiegare,
suggerisce il presidente, misure che esulano dalle attribuzioni del
Regolatore, come la fiscalità generale o di scopo.
Per l’Authority l’energia rinnovabile
costituisce oggi un pilastro fondamentale sia per la conversione green
dell’economia italiana sia per la riduzione della dipendenza energetica
dall’estero a patto che non vengano dimenticati “i principi di
efficienza e di corretta attribuzione delle responsabilità”, che
metterebbero altrimenti a rischio l’allocazione di costi indotti sul
sistema elettrico. Soprattutto si domanda che “i costi connessi agli
sbilanciamenti della rete continuino a gravare sui soli consumatori di
energia elettrica”, facendo sì che “i gestori di rete procedano nelle
realizzazioni infrastrutturali indispensabili al nuovo scenario
produttivo, recuperando ritardi ed inefficienze”.
E se da un lato Bortoni è soddisfatto
del lavoro svolto a livello ministeriale per ridurre gli incentivi al
fotovoltaico – che registrato nel 2011 un boom del 463% – ma ritiene che
occorrano anche altre azioni inserite “nell’alveo del binomio
rigore-crescita”. In un contesto di risorse scarse come quello attuale, –
ha invitato il presidente – solo un ridimensionamento degli incentivi
elettrici può consentire di trasferire risorse allo sviluppo delle fonti
rinnovabili termiche e all’efficienza energetica”. Una scelta compiuta
in base alle possibilità di resa e in ragione dell’efficacia. “A titolo
di esempio, - spiega Bortoni – attraverso il meccanismo dei Titoli di
efficienza energetica – i cosiddetti “certificati bianchi” – sono state
risparmiate, dal 2005 ad oggi, oltre 14 milioni di tonnellate
equivalenti di petrolio”.
Fonte (rinnovabili.it)
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