venerdì 24 maggio 2013

Fotovoltaico: dall’Australia celle solari stampate in formato A3

I ricercatori hanno messo a punto una stampante in grado di produrre 10 metri di celle solari organiche al minuto, per una potenza di 50 Watt al metro quadro

Stampare celle fotovoltaiche flessibili in formato A3, capaci di produrre fino a 50 Watt di potenza al metro quadro: sono queste le potenzialità del nuovo progetto messo a punto dai ricercatori del Victorian Organic Solar Cell Consortium (VICOSC), nato dalla collaborazione tra CSIRO, Melbourne University, Monash University ed altri partner di settore.
Si tratta di una vera e propria stampante in grado di produrre 10 metri di celle solari organiche al minuto (una cella ogni due secondi) grazie all’utilizzo di tecniche già esistenti, simili a quelle impiegate per stampare immagini sulle T-shirt.
A differenza delle celle solari al silicio tradizionali, quelle in “formato A3” sono realizzate con polimeri semi-conduttori organici, che possono essere disciolti in un solvente e utilizzati come inchiostro.

La stampa di celle solari su larga scala – ha affermato Scott Watkins, fisico dei materiali coinvolto nel progetto – apre una vasta gamma di possibilità per le applicazioni pilota. Questi pannelli solari potrebbero essere adatti  ad esempio per le insegne pubblicitarie, per alimentare lampade e perfino laptop”. Il nuovo macchinario, inoltre, sarà in grado di stampare celle fotovoltaiche sia su plastica che su metallo, consentendo alle stesse di essere incorporate direttamente sui tetti e sulle superfici in vetro.

La nuova stampante, del valore di 200.000 dollari, presenta ancora qualche problema legato all’efficienza: calcolando che è in grado di produrre fino a 50 Watt di potenza al metro quadro, sarebbero necessari in teoria ben due metri quadri di celle per fornire energia ad un MacBook  di 15 pollici.



Fonte (rinnovabili.it)

lunedì 25 marzo 2013

Agenzia delle Entrate: detrazione 50% anche per il fotovoltaico

L’installazione di impianti solari rientra tra gli interventi che possono fruire delle misure fiscali assegnate alle ristrutturazioni edilizie


Sì alla richiesta di detrazione fiscale al 50% in caso di istallazione di fotovoltaico domestico nei lavori di retrofit edilizio. Lo torna a ricordare Confindustria Anie in una nota stampa in cui riporta l’espressione dell’Agenzia delle Entrate in merito alla corretta interpretazione dell’articolo 16 bis del DPR 917 del 1986. Nello specifico lo scorso ottobre l’associazione aveva presentato all’Agenzia la propria interpretazione dell’istanza di consulenza giuridica, in cui si chiedeva che la detrazione Irpef applicabile ai lavori di ristrutturazione per gli impianti elettrici di riscaldamento e idraulici, il famoso bonus del 50%, potesse essere estesa anche alle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica fino a 20 kW nominale (le dimensioni più tipicamente presenti presso gli edifici residenziali).

L’assenso espresso in questo senso dall’Agenzia dell’Entrate segue la linea interpretativa adottata già lo scorso dicembre, avendo incluso le “opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia”, anche tra gli interventi agevolabili al 36%. Per poter beneficiare della detrazione del 50%, è necessario che l’impianto fotovoltaico sia installato essenzialmente per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (e quindi per usi domestici, di alimentazione degli apparecchi elettrici, di illuminazione) e, ovviamente, non può essere cumulata con gli incentivi concessi dal V Conto Energia.

“La risposta va incontro alle aspettative del settore – ha dichiarato Maria Antonietta Portaluri, direttore generale di ANIE. “Peraltro il contribuente che intende beneficiare della detrazione non dovrà produrre particolare documentazione che attesti il risparmio energetico, in quanto, anche in base alle indicazioni del MISE, la realizzazione dell’impianto a fonte rinnovabile comporta in sé un miglioramento della prestazione energetica dell’edificio e quindi non è necessario produrre alcuna certificazione, con notevoli effetti quindi di semplificazione e riduzione di oneri”.

Fonte (rinnovabili.it)

giovedì 21 marzo 2013

Grafene, moltiplicatore di luce per le celle solari

Da un team di scienziati internazionali la dimostrazione dell’efficienza del grafene nel convertire la luce in elettricità


L’ottimismo riposto dalla comunità scientifica sulla possibilità che il grafene possa imprimere un cambiamento di paradigma nella tecnologia odierna appare ogni giorno più solido e pronunciato. Lo dimostrano le tante ricerche ed esperimenti di laboratorio dedicati a questo particolare materiale monoatomico, non ultima quella nata in seno ad un progetto internazionale per dimostrarne le potenzialità in ambito fotovoltaico. Lo studio è stato condotto congiuntamente dai ricercatori dell’Istituto di Scienze Fotoniche (ICFO) di Castelldefels (Barcellona), del Massachusetts Institute of Technology (MIT) negli Stati Uniti, e dell’Istituto di Ricerca Polimerica Max Planc, in Germania. Insieme, questa squadra di ricercatori internazionali ha potuto dimostrare come il grafene sia in grado di convertire un singolo fotone in più elettroni, un fenomeno noto come moltiplicazione delle cariche. Una scoperta che rende questo materiale un’allettante alternativa nella produzione di una nuova generazione di celle solari ad alte prestazioni.

Nella maggior parte dei materiali un fotone assorbito crea un elettrone, ma nel caso del grafene abbiamo scoperto che un fotone è in grado di produrre diversi elettroni eccitati e quindi generare maggiori segnali elettrici”, spiega Frank Koppens, dell’ICFO e coordinatore del gruppo. Questa caratteristica rende lo rende l’elemento ideale per qualsiasi dispositivo che si basi sulla conversione della luce in elettricità. In realtà rimangono ancora molti problemi da risolvere prima di poter parlare di fotovoltaico con questa speciale conformazione del carbonio, tra cui il basso assorbimento del materiale: nonostante la sua capacità di agire come moltiplicatore resta il fatto che  il grafene assorbe fotoni pochi, anche con uno spettro di ampiezza molto grande.

Fonte (rinnovabili.it)

domenica 17 febbraio 2013

Nuovo record d’efficienza per il fotovoltaico a film sottile

Raggiunta un’efficienza di conversione della luce in elettricità del 10,7% con solo 1,8 micrometri di silicio a singola giunzione


Nuovo traguardo fotovoltaico per l’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne. L’Istituto di Microtecnica dell’ateneo svizzero ha raggiunto un’efficienza del 10,7% per il thin film in silicio microcristallino a singola giunzione, superando così il precedente record mondiale del 10,1% detenuto dal 1998 dalla società giapponese Kaneka Corporation.

Il miglioramento, certificato dall’Istituto Fraunhofer per i sistemi ad energia solare (ISE), è stato raggiunto con meno di 2 micrometri di materiale o fotovoltaico attivo grazie al lavoro svolto dal team del dottor Fanny Meillaud e Matthieu Despeisse.In questi ultimi anni abbiamo acquisito una comprensione profonda in termini di qualità di materiale e di progettazione di design efficienti nella cattura della luce che, in combinazione con l’ottimizzazione del processo, ha portato a questo straordinario record mondiale di efficienza”, ha spiegato uno degli autori del lavoro. È importante sottolineare che i procedimenti impiegati possono essere scalati senza fatica dalla cella al modulo e che l’attuale prestazione del 10,7% è stata ottenuta con solo 1,8 micrometri di silicio, vale a dire 100 volte in meno lo spessore del materiale normalmente impiegato dalla tecnologia tradizionale.

Il record di efficienza riferito indica chiaramente che il potenziale dei dispositivi fotovoltaici a film sottile e multigiunzione (usato in combinazione con silicio amorfo per realizzare celle a più strati) potrebbe essere esteso sopra il valore 13,5%, con un consumo minimo di materia prima e a basso costo.


Fonte (rinnovabili.it)

sabato 2 febbraio 2013

Tre isole-laboratorio per sperimentare il solare a concentrazione

Il lago svizzero di Neuchâtel sarà presto coperto di moduli solari galleggianti; le strutture serviranno a testare l’efficacia del CSP su acqua


Tre isole galleggianti, ricoperte ciascuna di 100 collettori solari, saranno installate a largo della sponda nord del lago di Neuchâtel, in Svizzera. L’idea, partorita dalla star-up Nolaris e resa realtà con la collaborazione della società energetica Viteos, è quella di testare la funzionalità e le prestazioni del solare a concentrazione (CSP) dimostrandone l’affidabilità anche in installazioni off-shore. Le tre isole galleggianti hanno un diametro di 25 metri e saranno dotate di 100 moduli fotovoltaici a inseguimento solare per una capacità fotovoltaica di 99 kW cumulati.

Ancorate a circa 80 metri dalla riva grazie a blocchi di cemento sul fondo del lago, queste strutture sono state appositamente progettate per sopportare la forza delle onde e l’umidità ed inviare agli inverter di terra, tramite appositi cavi, l’elettricità prodotta. Questa sorta di laboratori lacustri saranno assemblati nel porto di Neuchâtel tra maggio e agosto 2013, una volta che la società distributrice di energia avrà ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, per rendere le strutture pienamente operative entro tra l’estate del 2013 e all’inizio del 2014. Resteranno in attività per 25 anni prima di essere smantellate e riciclante in ogni loro componente.


Fonte (rinnovabili.it)

giovedì 10 gennaio 2013

Fotovoltaico: torna a crescere la produzione di polisilicio

L’industria mondiale del silicio policristallino nel 2013 aumenterà la sua produzione del 6,5%, determinando una spinta sulla capacità istallata a livello globale


A fine 2013 si potrebbe contare su una nuova capacità fotovoltaica istallata a livello mondiale di ben 36 GW. Lo rivela l’analisi di mercato effettuata da Bernreuter Research che dipinge le previsioni per l’anno in corso dedicate all’industria internazionale del silicio policristallino. Dopo un lungo momento di crisi per il materiale numero uno del comprato fotovoltaico, si apre infatti un rinnovato periodo di significativo sollievo. Nel 2011 e nel 2012 il mercato ha visto letteralmente crollare i prezzi, rispettivamente del 59% e del 47%, raggiungendo il valore record di soli 15.35 dollari/kg. Le flessioni più gravi hanno costretto circa 50 produttori, in particolare operatori di piccole dimensioni in Cina, a fermare la produzione.

Secondo gli analisti della Bernreuter Research, nel 2013 una rinnovata domanda dovrebbe aumentarne la produzione del 6,5% e spingere nuovamente su i prezzi a circa 25 dollari al kg. “Ora – ha spiegato Johannes Bernreuter, responsabile della società e autore del rapporto – ci aspettiamo 35-37 GW di nuovi impianti fotovoltaici istallati nel 2013 in Cina, Giappone e Stati Uniti”. Questi mercati dovrebbero secondo l’analista sostituire le regine del solare, ovvero la Germania e l’Italia.

Fonte (rinnovabili.it)

domenica 2 dicembre 2012

ANIE/GIFI: il fotovoltaico e il paradosso del riciclo

L’associazione ha inviato alle Istituzioni competenti una serie di proposte per risolvere il problema del riciclo dei moduli, ancora oggi non normato dai requisiti specifici da rispettare.


Secondo quanto stabilito dal V Conto Energia, i produttori di moduli fotovoltaici devono obbligatoriamente essere iscritti a un consorzio dedicato allo smaltimento dei moduli giunti a fine vita: una garanzia sul corretto riciclo di questi materiali, che rischia però di diventare l’ennesima barriera allo sviluppo del settore. L’operazione di riciclo dovrebbe infatti soddisfare una serie di requisiti specifici, sui quali chiede conto anche il Gestore dei Servizi Energetici prima del rilascio degli incentivi, che però ad oggi non sono stati pubblicati. Per ANIE/GIFI, si tratta dell’ennesimo paradosso a causa del quale gli operatori e il mercato del fotovoltaico continuano a perdere credibilità. Per l’associazione, il problema va risolto quanto prima e, nella ricerca di un dialogo costruttivo, ha inviato alle Istituzioni competenti una serie di proposte, che riportiamo integralmente così come sono state diffuse:

  • Obbligo per i produttori di adesione a Consorzi/Sistemi per lo smaltimento dei moduli a fine vita a decorrere da almeno 30 giorni dopo la data di pubblicazione della lista degli stessi sul sito GSE, senza alcuna retroattività;
  • Identificazione in maniera inequivocabile ed esemplificativa del “produttore” dei moduli fotovoltaici;
  • Definizione delle operazioni che devono essere effettuate ai fini di un corretto smaltimento e riciclo;
  • Sospensione della creazione di un database per la tracciabilità del prodotto poiché comporta particolari difficoltà gestionali e aumenti di costo;
  • Redazione di un fac-simile di lettera che i Consorzi devono rilasciare ai propri consorziati affinché il soggetto responsabile non incorra nel rischio di rigetto della tariffa incentivante.
Per il Presidente ANIE/GIFI, Valerio Natalizia, la definizione di un percorso virtuoso fatto di regole chiare e certe è un dovere, soprattutto in virtù di quei 6 miliardi di euro all’anno investiti dai cittadini italiani per lo sviluppo del settore. «Ancora una volta – ha commentato – ci siamo rivolti alle Istituzioni in maniera propositiva e costruttiva cercando il dialogo allo scopo di dare continuità al mercato fotovoltaico, certezze agli operatori ma anche ai clienti finali.
Fonte (rinnovabili.it)



sabato 1 dicembre 2012

Fotovoltaico a casa tua, 10 consigli per la scelta

Dieci domande per capire se vale la pena istallare un generatore fotovoltaico sul proprio tetto di casa e che passi seguire




Cresce l’Italia dei tetti solari e se pensi che anche per te sia arrivato il momento di converti all’energia fotovoltaica ecco tutto quello che devi sapere. Undici domande per scoprire requisiti, costi e benefici di una scelta che convince ogni anno un numero sempre crescente di famiglie

1.Ho deciso di istallare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa. Qualsiasi copertura va bene?
No, è necessario che il tuo tetto abbia un’esposizione tra sud-ovest e sud-est.

2. Come “misuro” l’impianto?
Gli impianti fotovoltaici si misurano in kilowatt di picco dal momento che l’energia solare è intermittente. Di notte,infatti, non importa quanto grandi  siano i moduli installati, l’elettricità ovviamente non viene prodotta. E’ per questo motivo che la potenza nominale si definisce di picco, ovvero la potenza massima erogabile in condizioni ottimali.

3. Questo vuol dire che di notte sto al buio?
Certo che no. Un impianto fotovoltaico è nella maggior parte dei casi connesso direttamente alla rete elettrica (grid connected). Questo significa che si diventa dei veri e propri produttori di energia elettrica. Questa energia viene contabilizzata mediante uno specifico contatore all’uopo installato. Nel frattempo voi continuate a prelevare energia elettrica della rete nazionale. Come sempre, attraverso il fornitore con cui avete il contratto. Alla fine dell’anno si fa un bilancio tra i chilowattora che sono stati prodotti attraverso i moduli sia ceduti alla rete sia quelli consumati. Se il bilancio è in attivo, l’energia elettrica prodotta in più rispetto a quella consumata viene conservata e può essere utilizzata nell’arco di tre anni. Nel caso contrario  si pagherà solo l’energia consumata in eccesso rispetto a quella prodotta (in teoria potresti anche vendere l’energia prodotta in più ma, se sei un privato, non ti conviene).

4. Quanto spazio mi serve?
Per ogni kilowatt di picco occorrono circa 8 metri quadrato di tetto.

5. Faccio confusione con questi kilowatt di picco. Mi traduci in kilowattora che mi ci raccapezzo meglio?
Dipende dalla città in cui ti trovi. Infatti l’insolazione è diversa se il tuo tetto è a Milano, Catania o Roma. Proviamo però a dare un’idea.
A Milano ogni kWp corrisponde a circa 1100 kWh/anno (se il tetto è esposto a sud) e a 1000 kWh/anno se il tetto è esposto a est o ovest; a Roma ogni kWp corrisponde a circa 1300 kWh/anno (se il tetto è esposto a sud) e a 1200 kWh/anno se il tetto è esposto a est o ovest; a Catania ogni kWp corrisponde a circa 1500 kWh/anno (se il tetto è esposto a sud) e a 1350 kWh/anno se il tetto è esposto a est o ovest

7. Troppi numeri, mi confondi le idee. Abito a Roma, ho il tetto esposto a sud, come faccio a sapere di quanti kWp ho bisogno?
E’ semplice. Somma tutti i kWh consumati dal 1 gennaio al 31 dicembre dell’anno scorso (li trovi specificati nelle tue bollette) e dividilo per 1300 (quel numeretto che ho indicato nella risposta precedente)

8. Quindi se ho un tetto di 24 mq riesco a installare 3kWp che corrispondono a 3900 kwh. Ma quando inizio a guadagnarci?
Intanto dovresti essere orgoglioso del fatto che ci sta guadagnando l’ambiente. Non sei orgoglioso di aver risparmiato due tonnellate di anidride carbonica con la tua decisione? Ma se sei anche così attento al denaro, provo comunque a risponderti. Anche se non è affatto facile, sai. Per provare ad essere un po’ più tecnici, rispetto ai precedenti decreti il Quinto Conto Energia,  modifica, sostanzialmente il meccanismo d’incentivazione finora basato sul riconoscimento di una tariffa incentivante sull’energia prodotta dall’impianto. Il Quinto Conto Energia, remunera, infatti, con una tariffa omnicomprensiva la quota di energia netta immessa in rete e con una tariffa premio la quota di energia netta consumata in sito. Al di là di molteplici situazioni particolari, tale tariffa è riportata, in funzione della produzione dell’impianto nella seguente tabella (fonte GSE)

Impianti sugli edifici
Intervallo di potenza
[kW]​
Tariffa omnicomprensiva​
[€/MWh]
Tariffa premio sull’energia
consumata in sito
[€/MWh]
1 <= P <= 3 182 100
3 < P <= 20 171 89
20 < P <= 200 157 75
200 < P < 1000 130 48
1000 < P <= 5000 118 36
P > 5000 112 30

Le tariffe omnicomprensive e le tariffe premio sull’energia consumata in sito sono incrementate, limitatamente agli impianti fotovoltaici e agli impianti integrati con caratteristiche innovative, dei premi tra loro cumulabili, per gli impianti con componenti principali realizzati unicamente all’interno di un Paese che risulti membro dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e per quelli realizzati su edifici con moduli installati in sostituzione di coperture su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto.
Insomma, diciamo così, nel giro di circa otto anni ti sei sicuramente ripagato l’investimento ed inizi a guadagnarci. Se i moduli fotovoltaici sostituiscono coperture in eternit in 6 anni già inizi a guadagnarci.

9. Alternative a questa tariffa omnicomprensiva?
Invece dell’incentivo dal GSE, puoi usufruire dello sgravio fiscale al 50% come per il solare termico e le ristrutturazioni edilizie e risparmiare comunque sulla bolletta elettrica.

10. E se volessi informarmi meglio dove vado?
Ed io che pensavo di essere stato esaustivo. Vai sul sito del GSE (Gestore dei Servizi Elettrici). Lì trovi tutto.

11. Mi dici tutti i passaggi dal momento in cui decido al momento in cui il mio pannello fotovoltaico inizia a produrre energia?
Fase 1 – Contatto con l’azienda installatrice di pannelli fotovoltaici,
Fase 2 – Sopralluogo tecnico e studio di fattibilità;
Fase 3 – Preventivo e bozza di contratto;
Fase 4 – Firma del contratto ed accettazione del preventivo;
Fase 5 – Scelta della modalità di pagamento;
Fase 6  – Progetto esecutivo ed architettonico con ottenimento dei permessi urbanistici;
Fase 7 – Progetto elettrico esecutivo e computo metrico dei materiali;
Fase 8 – Ordine dei materiali certificati Europei;
Fase 9 – Richiesta  di connessione al gestore della rete (ENEL o ACEA);
Fase 10 – Richiesta della tariffa incentivante al G.S.E.;
Fase 11 – Inizio ed esecuzione dei lavori;
Fase 12 – Direzione lavori edile;
Fase 13 – Coordinazione della sicurezza dei lavoratori (D.Lgs. 81/08);
Fase 14 – Collaudo elettrico;
Fase 15 – Allaccio dell’impianto alla rete elettrica con istallazione del contatore;
Fase 16 – Consegna dell’impianto.

Quindi cosa aspetti? richiedi un preventivo gratuito cliccando al link in basso, una volta che ci avrai selezionato al resto ci pensiamo noi.

Fonte (rinnovabili.it)

venerdì 23 novembre 2012

L’Ue finanzia la ricerca per l’integrazione del PV in rete

E’ stata avviata a nuova iniziativa che punta a trovare soluzioni al problema dell’integrazione del fotovoltaico in rete, ostacolo che limita l’espansione della rete energetica europea


E’ stato finalmente avviato il progetto finanziato dall’Unione europea, della durata di due anni, nato dall’esigenza di scoprire in che modo si possa integrare al meglio l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico nella rete di distribuzione.
Il progetto, conosciuto con il nome di PV Grid, cercherà di fornire differenti soluzioni per limitare gli ostacoli che al momento bloccano l’integrazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili nelle reti elettriche nazionali.

Condotto da un consorzio di 20 partner tra associazioni nazionali per il fotovoltaico, gestori di sistemi di distribuzione, università e consulenti il programma prenderà in esame le sfide pratiche cercando soluzione che siano al contempo realizzabili ed efficienti e presentandole entro il 2014, anno di scadenza del progetto finanziato nell’ambito del Intelligent Energy for Europe programme.
Il lancio dell’inizia va quindi a completare il progetto PV Legal, che si è concluso lo scorso febbraio e che ha cercato anch’esso di ridurre le problematiche che limitano l’accesso allo sviluppo e all’integrazione del fotovoltaico nella rete europea, ritenuto uno dei limiti maggiori alla crescita energetica del continente.

Fonte (rinnovabili.it)

martedì 13 novembre 2012

Grecia: una “solar tax” sugli impianti fotovoltaici

Il Paese sta pensando d’applicare un’imposta, per i prossimi due anni, sulle istallazioni solari esistenti variabile dal 25% al 35%


Il Parlamento greco ha approvato quattro giorni fa il piano di austerità, accettando in Parlamento il pacchetto di misure richieste dalla troika (Ue, Bce e Fmi). Nel Piano del governo di Antonis Samaras rientra anche un nuovo programma fiscale a carico degli operatori di impianti fotovoltaici. Secondo quanto riferito in questi giorni dal quotidiano Bloomberg, l’intenzione sarebbe quella di applicare alle istallazioni esistenti  e di dimensioni superiori a 10 kW, una “solar tax” per i prossimi due anni come mossa per arginare il deficit apertosi nei conti energetici; la Grecia, che ha speso quest’anno circa 370 milioni di euro in sovvenzioni per le fonti rinnovabili, si unisce così ai quei paesi europei – Spagna, Repubblica Ceca e Bulgaria – che quasi in concomitanza hanno deciso di aggiornare la propria fiscalità energetica andando a tassare il settore solare.

Nel dettaglio l’imposta ellenica andrebbe a colpire gli impianti solari collegati alla rete tra il 2007 e il 2011, traducendosi in un taglio delle entrate di circa il 25%. Per le istallazioni, invece,connesse alla rete tra  gennaio ad agosto 2012 la tassa sui ricavi con una percentuale del  35%. Inoltre, i progetti ammessi nel  periodo attuale  verranno tassati del 29- 35% e dovranno essere collegati alla rete entro la metà di marzo.
Fonte (rinnovabili.it)

lunedì 12 novembre 2012

Da Stanford la prima cella solare all-carbon

I ricercatori del famoso ateneo californiano hanno sviluppato un dispositivo fotovoltaico impiegando esclusivamente componenti in carbonio


Celle fotovoltaiche ad alta efficienza e ad un costo di produzione irrisorio: l’ambizioso obiettivo che la ricerca solare si è imposto è ogni giorno più vicino come dimostra la ricerca condotta da un team di ingegneri di Standford. I ricercatori californiani hanno messo a punto una innovativa cella solare “all-carbon”, dicendo definitivamente addio non solo all'elemento fotovoltaico numero uno, il silicio, ma anche agli altri materiali utilizzati per la fabbricazione degli elettrodi.

“Il carbonio è in grado di offrire prestazioni elevate a basso costo”, ha spiegato Zhenan Bao , professore di ingegneria chimica a Stanford. “Per quanto ne sappiamo, questa è la prima dimostrazione di una cella solare funzionante i cui componenti siano tutti in carbonio”.
A differenza dei rigidi dispositivi al silicio che spopolano sul mercato, il prototipo di film sottile di Stanford è fatto con materiali di carbonio che possono trattati in soluzione e non richiede tutti i passi necessari all'elaborazione convenzionale dei dispositivi solari. Bao e suoi colleghi hanno sostituito l’argento e l’ITO (ossido di indio stagno) utilizzati negli elettrodi convenzionali con grafene, la molecola bidimensionale costituita da soli atomi di carbonio, e dotata di una “straordinaria conducibilità elettrica e proprietà di assorbimento della luce”. Per lo strato attivo invece, gli scienziati hanno usato nanotubi di carbonio e fullereni (uno dei vari allotropi del carbonio).

Uno svantaggio del prototipo realizzato è che assorbe la luce principalmente vicino alla lunghezza d’onda dell’infrarosso, determinando un’efficienza di meno dell’1 percento, ma il team ha promesso di sta già esaminando una serie di soluzioni per incrementare le prestazioni.
Fonte (rinnovabili.it)

sabato 3 novembre 2012

Silicio nero, dal wafer alla cella senza spendere troppo

La Natcore è riuscita a produrre, per la prima volta nei propri laboratori, una cella solare in silicio nero attraverso un processo produttivo scalabile e basso costo


L’impegno degli scienziati della Natcore Technology Inc. è stato premiato. Gli ingegneri della società sono riusciti a produrre per la prima volta una cella solare in silicio nero attraverso un processo produttivo scalabile e basso costo. Dopo aver migliorato la tecnica di incisione dei wafer per donare alla superficie una tonalità di nero mai registrata prima, i tecnici della Natcore hanno impiegato la propria metodologia di deposizione su fase liquida (liquid phase deposition – LPD) per fabbricare una cella nel proprio Centro di Ricerca e Sviluppo a Rochester.

La prossima tappa per la nuova cella solare Natcore è il NREL, il Laboratorio del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti con il quale la società ha stipulato un Cooperative Research & Development Agreement (CRADA). Il NREL ha recentemente prodotto celle solari con un’efficienza del 18,2% con processi tuttavia meno adatti alla produzione di massa. In base ai termini dell’accordo, i due partner lavoreranno insieme utilizzando tecnologia di passivazione a basso costo della Natcore per raggiungere o superare quella efficienza grazie al fotovoltaico nero. Questo obiettivo potrebbe essere ottenuto combinando la tecnologia LPD con quelle brevettavate dal laboratorio del DoE per la creazione di uno strato nero di silicio antiriflettente integrato in celle solari ad alta efficienza.

Spiega Chuck Provini, Presidente e Amministratore Delegato di Natcore: “Questa cella solare in silicio nero è stata realizzata interamente nel nostro laboratorio. Attualmente il NREL detiene il record d’efficienza per il black silicon, ma  per produrlo hanno impiegato una tecnologia di passivazione che richiede una costosa ossidazione termica. Il nostro processo LPD andrà a sostituire quel passo ingombrante”.
Fonte (rinnovabili.it)

giovedì 25 ottobre 2012

Fotovoltaico: il GSE presenta i risultati dei controlli

L’attività di verifica sul riconoscimento degli incentivi svolta dal gestore ha portato a oltre 315.000 verifiche documentali e circa 3.500


Ben oltre 300mila verifiche documentali e circa 3500 sopralluoghi. Questi i numeri che hanno caratterizzato l’attività di verifica e controllo del Gestore dei Servizi Energetici per il periodo nel corso del 2011 e nei primi 9 mesi del 2012. L’obiettivo di tale azione, che si è andata man mano intensificandosi in questi ultimi anni, è quello di accertare la sussistenza degli idonei requisiti per il riconoscimento di incentivi pubblici alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Gli ultimi controlli effettuati hanno rilevato però un significativo numero di impianti fotovoltaici che presentavano difformità di vario genere, spingendo il GSE ad adottare delle specifiche contromosse.

Nel dettaglio sono stati avviati 8.593 provvedimenti di diniego delle tariffe incentivanti o riconoscimento delle stesse in misura inferiore e 84 provvedimenti decadenziali/interdittivi per gli impianti a causa di dichiarazioni false e mendaci. A ciò si deve aggiungere anche l’attività di controllo condotta dal Gestore in collaborazione con le Autorità Giudiziarie e le Forze dell’Ordine che, nello stesso lasso di tempo, ha “passato al setaccio” 466 impianti per una potenza totale pari a 270 MW, segnalando alla Procura della Repubblica, mediante esposto‐denuncia, 70 casi per i seguiti di competenza; inoltre a seguito di comunicazioni interdittive antimafia rilasciate dalle Prefetture, il GSE ha sospeso o non ha attivato 7 convenzioni per un controvalore pari a circa 7 milioni di euro.
Fonte (rinnovabili.it)

martedì 16 ottobre 2012

USA: avanti tutta per le grandi aspirazioni solari

Il Segretario del Dipartimento degli Interni, Ken Salazar, annuncia l’approvazione della dichiarazione programmatica di impatto ambientale per sviluppo su larga scala del fotovoltaico sui terreni statali

Il segretario degli Interni Ken Salazar

E’ terminata la fase di valutazione dell’impatto ambientale per il mega progetto di solarizzazione dei terreni pubblici negli Stati Uniti. In linea con la strategia energetica del presidente Obama di aumentare la produzione elettrica nazionale, il Segretario del Dipartimento degli Interni, Ken Salazar, ha annunciato in questi giorni d’aver firmato il ROD (Record of Decision) il documento formale con cui si approva il Programmatic Environmental Impact Statement (PEIS) per sviluppo su larga scala del fotovoltaico in sei stati occidentali; la dichiarazione programmatica riguarda l’implementazione, facilitata dal punto di vista burocratico, di progetti fotovoltaici all’interno di 17 Solar Energy Zone (SEZ) in California, Arizona, Colorado, Nevada, New Mexico e Utah, per un totale di 285.000 ettari.

Il PEIS stabilisce inoltre circa 19 milioni di ettari di zone di “varianza”, in cui consentire un ulteriore sviluppo del solare ma senza le scorciatoie disponibili per le SEZ. “L’energia da fonti come l’eolico e il solare è raddoppiata da quando si è insediato il presidente Obama, e con l’evento storico di oggi, stiamo gettando le basi per continuare a espandere le risorse energetiche sostenibili interne alla nostra nazione”, ha commentato il segretario Salazar. “Questa iniziativa fornisce una tabella di marcia per il paesaggio alla pianificazione che porterà ad uno sviluppo del solare più veloce e più intelligente”.
Fonte (rinnovabili.it)

venerdì 12 ottobre 2012

Fotovoltaico: gli Usa confermano i dazi sull’export cinese

Riviste e confermate dal Dipartimento del Commercio statunitense le imposte da applicare all’export solare “Made in China”. La questione è ora nelle mani della World Trade Organization


Primo punto fermo nella diatriba commerciale innescatasi fra Cina e Usa all’interno del mercato fotovoltaico. Lo scorso mercoledì, infatti, il Dipartimento del Commercio statunitense ha annunciato le sue decisioni finali in merito all’indagine avviata sulle importazioni di celle e moduli solari importati negli States dalla Repubblica Popolare cinese. Due erano le questioni poste sulla bilancia: verificare che i prodotti “Made in China” non fossero stati venduti ad un prezzo inferiore  rispetto a quello di mercato e che i produttori cinesi non avessero ricevuto dei sussidi governativi condizionati all’andamento delle esportazioni.
Secondo il Dipartimento, che aveva già imposto dei dazi preventivi in attesa di arrivare a delle conclusioni definitive, il mercato cinese avrebbe effettivamente venduto il propri prodotti fotovoltaici con margini di dumping che vanno dal 18,32% al 249,96, ricevendo al contempo sussidi che vanno dal 14,78% al 15,97% del prezzo di vendita. Ora la parola passa alla World Trade Organization, che prenderà la propria decisione alla fine di novembre; nel caso di una conferma alle valutazioni del Dipartimento del Commercio, Washington potrà ordinare alle proprie dogane di imporre dazi anti-dumping sui prodotti importati.
Fonte (rinnovabili.it)

giovedì 11 ottobre 2012

Fotovoltaico: la Francia premia il Made in Europe

Il governo propone un bonus del 10% sugli incentivi concessi agli impianti solari realizzati su strutture commerciali


Nuove misure a sostegno del fotovoltaico da parte del governo francese. L’annuncio è arrivato in questi giorni dalla Conferenza ambientale organizzata dal Ministero dell’Ecologia cogliendo non poco di sorpresa il settore solare. Soltanto un mese fa il ministro Delphine Batho aveva pubblicato un rapporto dettagliato contenente raccomandazioni pratiche per ridurre l’attuale Feed-in-Tariff riservato ad energia fotovoltaica ed eolica, suggerendo piuttosto modalità di finanziamento alternative.

Ora invece il pacchetto di misure licenziato dell’Eliseo rasserena, almeno in parte, gli animi del comparto che da oggi in poi potrà contare su una nuova premialità per gli impianti realizzati su strutture commerciali: un bonus del 10% riservato agli operatori che impiegheranno esclusivamente moduli prodotti in Europa.

Tra gli elementi più significativi del pacchetto vi è anche la decisione del governo di aumentare le tariffe per gli impianti fotovoltaici residenziali di dimensioni inferiori a 100 kW a 0,184 euro/kWh dagli attuali 0,175 euro/kWh di oggi. “Una decisione – spiega il Ministero dell’Ecologia – che mira a sostenere immediatamente il settore e a mantenere i posti di lavoro in Francia”. Il governo ha inoltre confermato che terrà bandi di gara per l’assegnazione dei progetti oltre 250 kW alla fine del 2012, ma senza fornire alcuna informazione sui volumi di questa iniziativa.
Fonte (rinnovabili.it)

martedì 9 ottobre 2012

Fotovoltaico, Belgio e Olanda si concentrano sul film sottile

Selezionati istituti di ricerca della inter-regione Eindhoven-Leuven collaboreranno per aumentare la competitività di solare CIGS rispetto alla tradizionale tecnologia del silicio cristallino


La ricerca energetica dei Paesi Bassi incontra quella del Belgio per dar vita ad un proficuo sposalizio. Il belga Imec (Interuniversity Microelectronics Centre) e i propri partner nell’iniziativa Solliance hanno annunciato in questi giorni l’avvio, insieme con l’Istituto olandese di Ricerca dei Materiali dell’Università di Hasselt (IMO), del Solar Flare Interreg Project, iniziativa co-finanziata dall’Unione Europea e dai governi regionali per lo sviluppo di un fotovoltaico thin film ad alta efficienza e basso costo.

Lo sviluppo e l’applicazione dell’energia solare su larga scala è uno dei punti focali della politica climatica europea e della strategia UE 2020. Ecco perché progetto in questione mira a ridurre il costo dell’energia solare attraverso lo sviluppo di una tecnologia a film sottile come possibile alternativa alle celle in silicio. Attualmente però tra le due soluzioni fotovoltaiche c’è un scarto di prestazioni di 4 punti percentuali. L’intento di Solar Flare è quello di riuscire ad accorciare questo gap stimolando l’innovazione e facendo network all’interno delle regioni dell’Eindhoven (Paesi Bassi) e del Leuven (Belgio), per promuovere lo sviluppo di CIGS.

“L’energia solare senza dubbio continua a giocare un ruolo importante nella strategia UE 2020. Per rafforzare la posizione della nostra industria locale in questo mercato globale, la cooperazione transfrontaliera è essenziale. Per questo motivo continueremo a sostenere l’innovazione open nella regione”, spiega Monique Swinnen, vice presidente della provincia di Vlaams-Brabant (Fiandre) e membro del gruppo direttivo Interreg Fiandre-Paesi Bassi. L’iniziativa avrà il compito di valutare il potenziale legato allo sviluppo tecnologico del thin film per le industrie locali ed elaborare un modello di Costo totale di possesso che fornisca i dati necessari ai fini della produzione commerciale.
Fonte (rinnovabili.it)

lunedì 8 ottobre 2012

Miyakonojo, la stazione del treno è fotovoltaica

Una stazione giapponese che ogni giorno vede transitare oltre un migliaio di passeggeri entro marzo 2013 verrà illuminata grazie ad un impianto fotovoltaico da 2 MW di potenza istallata


La compagnia statale Japan Railway Group ha scelto la Siliken per provvedere all’installazione del primo impianto fotovoltaico di questo gruppo ferroviario giapponese.
Il progetto nello specifico prevede la fornitura di moduli solari fotovoltaici per una potenza istallata di 2 MW nell’isola giapponese di Kyushu, dove i lavori iniziati nel mese di luglio dovrebbero terminare entro marzo prossimo e produrre l’energia che servirà per illuminare la stazione di Miyakonojo, che ogni giorno è visitata da oltre un migliaio di passeggeri.

“Siliken ha assunto un impegno strategico per il mercato asiatico, in risposta alle esigenze di soluzioni fotovoltaiche di qualità, segmento” ha dichiarato Ugo Portillo, direttore della Zona Asia-Pacifico “paesi come il Giappone e l’Australia possono raggiungere tassi di sviluppo vicini al 100%, spinti da un aumento della domanda che beneficia del sostegno del governo per promuovere l’uso delle energie rinnovabili.”
Fonte (rinnovabili.it)

sabato 6 ottobre 2012

Fotovoltaico 2.0: una rinascita?

Le proposte che l’Associazione si auspica diventino obiettivi della Strategia Energetica Nazionale, puntano a evitare il collasso del mercato e a far cogliere all’Italia una grossa opportunità

Un picco che tocca i 15,5 GW e che, oltre a coprire più del 6% del fabbisogno energetico italiano, conta oltre 100.000 addetti tra produzione, distribuzione, installazione e indotto. Quella del fotovoltaico italiano è una corsa iniziata più o meno 7 anni fa, assolutamente in linea con il trend di sviluppo registrato a livello internazionale e che nel solo 2011 ha visto investimenti per ben 260 miliardi di dollari. Si tratta di numeri ai quali corrisponde un’atmosfera tutt’altro che florida, a causa di problematiche con le quali il settore deve continuamente fare i conti. L’alternanza tra un conto energia e un altro, la “visione miope” con cui si è guardato all’industria nazionale e le continue modifiche degli assetti normativi hanno seriamente messo a dura prova il settore, non solo per la contrazione del mercato nazionale, ma anche per la mancanza di una visione di lungo termine e quindi di una strategia sulla quale costruire.
Partendo dal presupposto che sarebbe un errore strategico per l’Italia mettere in discussione il sostegno alle rinnovabili, il documento diffuso ieri da GIFI (Proposte GIFI per il FV 2.0) vuole essere uno strumento per ricordare agli organi competenti che quello su cui si sta discutendo non è un settore di soli costi, ma un comparto che potrebbe favorire la ripresa economica del Paese, “attraverso l’incremento del prodotto interno lordo, del gettito fiscale, dell’occupazione” e la contemporanea diminuzione del picco giornaliero della domanda energetica. Il tutto in una cornice di benefici per l’ambiente e la salute umana, perfettamente in linea peraltro con quanto stabilito dai dettami europei.
Per l’Associazione, è giusto guardare oltre il V Conto Energia e adottare soluzioni che permettano al settore di continuare a vivere. Utilizzare i soldi risparmiati grazie allo sviluppo delle FER ed eliminare dalla bolletta elettrica la voce relativa agli oneri generali di sistema potrebbero essere disposizioni utili da introdurre, ma è necessario anche dare la possibilità agli operatori fotovoltaici nazionali, oggi fortemente penalizzati dal costo del denaro, di poter competere “ad armi pari” a livello globale, operazione possibile per GIFI introducendo un fondo speciale per consentire l’accesso al credito a tassi ragionevoli. A ciò si aggiunge la necessità di estendere oltre il 30 giugno 2013 la detrazione fiscale sugli investimenti, ridurre il carico fiscale derivante dai ricavi della produzione di energia, rendere effettivamente operativi i Sistemi efficienti di utenza attraverso il coinvolgimento di tutti gli utenti, rivedere opportunamente lo Scambio sul Posto e, non ultimo, semplificare tutti gli iter autorizzativi.


Presidente Natalizia, come si arriva al fotovoltaico 2.0?
Ci si arriva dopo 5 versioni diverse del conto energia, un sistema di incentivazione nato contemporaneamente anche in altri Paesi e con l’idea di accompagnare il fotovoltaico fino alla grid parity. In questi anni, purtroppo, i vari cambi di programma hanno portato a uno sviluppo non sempre sano e sostenibile del settore e la mancanza di un allineamento europeo delle tariffe ha generato situazioni difficili da gestire, con periodi di vere e proprie esplosioni di mercato e altri in cui ha prevalso la stagnazione della domanda. Adesso arriviamo alla fine del 2012 con una brutta sorpresa: i soldi del V Conto Energia, che avrebbero dovuto condurci almeno alla metà del 2015, basteranno per arrivare a metà o, secondo i più ottimisti, quasi alla fine del 2013. La necessità di trovare strumenti alternativi agli incentivi classici, ricadenti tra l’altro sulle bollette elettriche e quindi sugli utenti in generale, è nata anche dal periodo in cui ci troviamo, con una situazione economica internazionale peggiorata a causa della crisi. Da qui l’esigenza di trovare una soluzione affinché il mercato possa andare avanti. Tutto quello che è stato realizzato ha permesso alle aziende italiane di crescere, svilupparsi e creare occupazione. I 2,5 miliardi di euro all’anno di importazioni di combustibili fossili in meno sono quello che il Ministero dello Sviluppo Economico ha definito la bilancia commerciale positiva in termini energetici. Non disperdere tutto il patrimonio acquisito in questi anni è per l’Italia una grossissima opportunità.
Come si differenzia il “caso del fotovoltaico” italiano rispetto a quello degli altri Paesi europei?
C’è una sorta di similitudine in alcuni programmi di incentivazione, che hanno guardato con un’attenzione maggiore rispetto al passato ai costi anche per effetto della crisi finanziaria, e in generale a livello europeo i sistemi vanno verso una riduzione graduale della quota di incentivi erogata per il settore, e in alcuni casi sono già in una fase finale. L’aspetto peculiare dell’Italia e l’approccio politico, non sempre attento e giusto. Spesso il settore viene visto come un problema da affrontare e non come un’opportunità di sviluppo. Non si cerca di sfruttare quello che di buono si è creato e quello che di buono si potrebbe creare. Penso ad alcune best practice tutte nostre sul piano dell’accumulo o su quello di sviluppo della smart grid, che, se fossero sostenute a livello politico, potrebbero acquisire un vantaggio competitivo ed essere esportate all’estero.
Se le vostre proposte venissero accolte da chi di dovere, si potrebbe parlare di una rinascita del fotovoltaico?
Non mi piace parlare di rinascita perché almeno oggi ancora non la vedo la morte del settore. Sicuramente c’è stato un rallentamento forte a cui seguirà un ridimensionamento dettato, a mio avviso, da numeri piuttosto elevati del passato. Non possiamo cioè pensare che i 9,4 GW del 2011 siano un riferimento da vedere come termine di paragone per gli anni successivi. Le nostre proposte, se approvate, potrebbero evitare il collasso del mercato e portare all’indipendenza totale dagli incentivi. In ultimo, ci aspettiamo che le aziende del settore abbiano finalmente la possibilità di pianificare gli investimenti, contrariamente a quanto è accaduto in questi ultimi anni.
Fonte (rinnovabili.it)

mercoledì 3 ottobre 2012

Boeing: aperto il primo centro di formazione “green” per piloti

Un simulatore di volo solare, un impianto idrico che funziona grazie al sole e una flotta di veicoli elettrici per i dipendenti hanno dato vita al primo centro di formazione autosufficiente al mondo


La Boeing è pronta a presentare il progetto, primo al mondo nel suo genere, di un centro di addestramento piloti completamente autosufficiente dal punto di vista energetico. La struttura, realizzata in Turchia dispone di un simulatore di volo che per funzionare sfrutta l’energia del sole mentre per i dipendenti è stata organizzata una flotta di veicoli elettrici.

Lo stabilimento di Antalaya ha aperto le porte il mese scorso e offre tutta una serie di tecnologie verdi. Il sole, infatti, oltre ad alimentare il simulatore permette il funzionamento dei sistemi idrici. Inoltre, il centro  è stato costruito sfruttando sistemi modulari in modo da poter ospitare nel tempo un numero sempre maggiore di simulatori e provvedere alla costruzione di alloggi green per gli studenti che dovranno recarsi al centro per i corsi di formazione.
“Siamo entusiasti di condividere questo progetto con Boeing e guidare il mercato con questo primo centro di formazione sostenibile” ha dichiarato Marty van Veluw, amministratore delegato della International Flight Training Center (IFTC).

Fonte (rinnovabili.it)