martedì 12 giugno 2012

Clini: un incentivo per chi assume green e under 35

Trasmesso dal MATT al CdM la proposta di uno sgravio fiscale per le imprese della green economy che assumeranno giovani a tempo indeterminato



Il fattore “nuove generazioni” può rappresentare la strada maestra della crescita verde italiana. Ne è fermamente convinto il ministro dell’ambiente Corrado Clini che dopo aver lanciato il primo Greening Camp torna a parlare di giovani e mondo del lavoro in occasione della conferenza del Pd sull’economia verde. E come già fatto per l’appuntamento del 31 marzo, Clini ha rilasciato un nuovo chiarimento in merito al programma straordinario per l’occupazione giovanile, il progetto con cui il governo intende sostenere l’assunzione di almeno 60.000 giovani esperti nelle imprese che operano nei settori avanzati della green economy e della protezione del territorio.
Il ministro ha infatti fatto saper di aver consegnato al Consiglio dei Ministri per l’approvazione la proposta di un incentivo fiscale a favore dei green job. La misura in questione, come peraltro già riportato da Rinnovabili.it, prevedrebbe l’applicazione di un credito di imposta a quelle imprese operanti nel campo della green economy che assumerebbero a tempo indeterminato giovani di età inferiore ai 35 anni, coprendo un biennio con un tetto-obiettivo di 30mila giovani l’anno. Ad essere interessati saranno i settori della protezione del territorio, prevenzione del rischio idrogeologico e sismico e quelli della ricerca, sviluppo e produzione di biocarburanti di seconda e terza  generazione, di tecnologie innovative nel solare fotovoltaico, nel solare a concentrazione, nel solare termodinamico e nella geotermia.
A ciascuno dei giovani assunti sarà riconosciuta una dote contributiva fino al 40% del costo lordo salariale e le nuove assunzioni dovranno essere aggiuntive rispetto alla media totale degli addetti degli ultimi 12 mesi. Secondo Clini, si legge nella nota stampa, “questa misura deve essere adottata come “pilota” per altre misure analoghe finalizzate alla crescita ed alla competitività dell’economia italiana”. Calcolando unicamente l’impatto diretto della misura, si ottengono numeri importanti: dal terzo anno il saldo pubblico diventa positivo e a regime si avvicina +420 milioni/anno e ragionando in termini cumulati, l’esborso complessivo è azzerato dopo appena tre anni dal lancio della misura.

lunedì 11 giugno 2012

V Conto Energia: la parziale soddisfazione di ANIE/GIFI

L’Associazione esprime la sua perplessità in merito ad alcuni elementi contenuti nel testo del documento scaturito dall’ultima Conferenza Unificata

Quella che si è riunita lo scorso 6 giugno è stata, per ANIE/GIFI, una Conferenza Unificata tra luci e ombre che ha portato alla messa a punto di un documento contenente sia alcuni aspetti positivi sia alcune criticità ancora da risolvere. Registri, premi e tariffe incentivanti sono gli elementi sui quali l’associazione che riunisce una buona parte delle imprese fotovoltaiche italiane dice la sua. Pur soddisfatto per la richiesta delle Regioni di escludervi alcuni impianti, per il Presidente di ANIE/GIFI, Valerio Natalizia, il registro rimane uno strumento che di fatto “aumenta la burocrazia ed i costi creando maggiore incertezza a scapito della bancabilità dei progetti”. Scarso il gradimento anche per l’aumento a 6,759 miliardi di euro complessivi, “un passo nella giusta direzione ma non soddisfacente soprattutto in virtù dei numerosi limiti che sono stati posti sulle varie tipologie di impianti”. Da qui la proposta, che l’Associazione ritiene necessaria, di arrivare a 7 miliardi di euro.
Buona, per Natalizia, la reintroduzione dei premi che, lo ricordiamo, prevedono un bonus di 3 Eurocent/kWh nei casi di sostituzione di eternit o impiego di componentistica Made in Europe, la cui entità, però, dovrebbe “essere saggiamente valutata sulla base dell’effettiva ricaduta occupazionale e dell’impatto a medio-lungo termine”. Stessa perplessità viene espressa sull’aumento delle tariffe incentivanti. «Lo sviluppo sostenibile del mercato fotovoltaico – ha dichiarato Natalizia – non si basa sull’aumento delle tariffe incentivanti, ma sull’eliminazione delle barriere burocratiche e delle incertezze legate al registro e ai limiti “imposti”. L’industria nazionale ha bisogno di misure lungimiranti che servano a stimolare la competitività del sistema produttivo nel suo complesso».

sabato 9 giugno 2012

Rinnovabili: uno sguardo agli emendamenti delle Regioni

Il presidente lucano De Filippo: “Abbiamo offerto spunti di miglioramento riguardanti i tempi di entrata in vigore dei nuovi incentivi, le risorse disponibili, la sburocratizzazione ed il rilancio dei sistemi produttivi”



Il vertice tra il Ministero dello Sviluppo e le Regioni di ieri ha definitivamente chiuso i testi dei due decreti interministeriali relativi all’incentivazione delle fonti rinnovabili. Un punto, quello messo ai due provvedimenti, che soddisfa sia il Governo che le amministrazioni locali che avevano subordinato il loro parere positivo in Conferenza unificata al recepimento di una serie di emendamenti.
In un tema cruciale come quello delle energie rinnovabili – spiega il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo - le Regioni hanno offerto importanti spunti di miglioramento dei decreti predisposti dal Governo che riguardano questioni che vanno dai tempi di entrata in vigore del nuovo sistema di incentivi, alle risorse disponibili all’aggancio al territorio europeo delle produzioni e del lavoro necessario a realizzare gli impianti, dalla sburocratizzazione e collegamento ad un sostegno per il rilancio dei sistemi produttivi, all’abbassamento dei costi energetici nel sistema pubblico”.
I testi, che recepiscono anche le indicazioni dell’AEEG e le richieste avanzate in extremis dalla Commissione Europea, soddisfano in prima battuta tutti i protagonisti politici pur lasciando sostanzialmente inalterata l’impalcatura dei provvedimenti dal punto di vista degli obiettivi in volumi e delle risorse messe a disposizione. “In particolare, per quanto concerne il settore agricolo rimangono confermati gli indirizzi verso la promozione dei sottoprodotti delle filiere agricole, agroalimentari, forestali e di comportamenti virtuosi, mediante specifici criteri di accesso ai ‘bonus’, con ricadute di interesse agricolo”, ha spiegato il ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania. Ma quali sono nel dettaglio gli emendamenti su cui hanno spinto in questi giorni Regioni, Comuni e Province? Le richieste di modifica riguardavano innanzitutto l’aumento del tetto di incentivi: per il fotovoltaico dai 500 milioni di euro l’anno previsti inizialmente a 759 milioni, per le altre rinnovabili elettriche da 5,5 a 6 miliardi annui.

V CONTO ENERGIA

TEMPI E TARIFFE Dovrebbe con tutta probabilità, visti anche i tempi per l’approvazione del decreto, entrare in vigore non prima del 1° ottobre 2012, mentre si chiede che il IV Conto Energia continui ad applicarsi agli impianti realizzati su edifici e aree pubbliche che entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2012. Si ritiene necessario un aumento degli incentivi per gli impianti sugli edifici sotto i 20 kW, sia per la tariffa omnicomprensiva che per quella premio sull’autoconsumo.
ISCRIZIONE AL REGISTRO Sulla delicata questione dei Registri del V Conto Energia, condizione imprescindibile per le Regioni è che siano esclusi dalla procedura, tra gli altri gli impianti fotovoltaici di potenza fino a 100 kW per i quali il costo annuo indicativo degli incentivi del semestre non ecceda i 50 milioni di euro; gli impianti installati su edifici, capannoni e fabbricati rurali ricompresi nelle zone colpite dal terremoto […] purché costruiti o ricostruiti nel rispetto della normativa antisismica. (Approfondisci qui).
AUTOCERTIFICAZIONI e BONUS Si snellisce inoltre il percorso burocratico con l’impegno del MISE di fornire nuova versione con una semplificazione basata, tra le altre cose, su una maggior responsabilizzazione dei soggetti che richiedono l’incentivo (autocertificazione) e una dichiarazione dell’installatore sulla conformità impianto. Sono infine stati previsti premialità, cumulabili fra loro,  per il Made in Europe e per la sostituzione dell’amianto: di 3 centesimi di euro per kWh.
Fonte (rinnovabili.it)


venerdì 8 giugno 2012

L’Australia scommette sul solare a concentrazione

Il potenziale solare nazionale, se sfruttato, potrebbe contribuire a produrre il 30% dell’energia ad oggi generata sul territorio nazionale



Un nuovo studio dell’Istituto per l’Energia Solare dell’Australia ha evidenziato che il solare a concentrazione (CSP) potrebbe fornire al paese il 30% dell’energia elettrica attualmente generata con il solo bisogno di estendere marginalmente la rete elettrica nazionale per permettere di collegarvi gli impianti.
La relazione “Realising the Potential of Concentrating Solar Power in Australia” è stata commissionata dall’ASI (Australian Solar Institute) al fine di accelerare lo sviluppo della tecnologia all’interno dei confini nazionali. Il direttore esecutivo dell’ASI, Mark Twidell, ha specificato che il rapporto rileva che l’Australia ha le potenzialità per ottenere una parte importante della catena globale dell’approvvigionamento energetico pulito, contribuendo ad affrontare le sfide a lungo termine per la riduzione della produzione dei gas serra delle emissioni di sfida.
Il direttore esecutivo dell’ASI, Mark Twidell, ha specificato che il rapporto rileva che l’Australia ha le potenzialità per ottenere una parte importante della catena globale dell’approvvigionamento energetico pulito contribuendo ad affrontare le sfide  a lungo termine per la riduzione della produzione dei gas serra. “I sistemi CSP, con capacità di stoccaggio, offrono energia pulita su larga scala in grado di fornire energia elettrica per le ore di punta, così come l’energia elettrica per soddisfare le richieste a lungo termine dei consumatori”, ha detto Twidell. “Il CSP può essere efficacemente integrato nelle centrali a carbone esistenti e nei nuovi impianti e centrali a gas per ridurre le emissioni con un costo minimo di transizione verso un futuro a basse emissioni.”
Fonte (rinnovabili.it)


giovedì 7 giugno 2012

V Conto Energia e FER elettriche: la fumata bianca

Via libera dalle Regioni ai decreti del governo che riguardano gli incentivi all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Accolte nel testo le integrazioni presentate



Sembrava un’altra giornata di empasse, e invece il nodo che ancora bloccava i due decreti attuativi in tema di energie rinnovabili è stato sciolto. Dal tavolo della Conferenza Unificata le Regioni hanno concesso il proprio parere condizionato agli schemi del V Conto Energia e del decreto sulle rinnovabili elettriche, uscendo da quella situazione di stallo che bloccava i colloqui fra le parti e che rimandava l’atteso esito ormai da settimane. In realtà l’anticipazione del presidente della Basilicata Filippo de Vincentis era stata ribaltata già dal ministro dell’Ambiente Clini nel corso del convegno sulle rinnovabili organizzato da OIR, rivelando l’apprezzamento del Governo alle integrazioni fornite ai testi dei due provvedimenti. Anche il Ministero dello Sviluppo economico ha espresso da subito “la propria soddisfazione per l’esito della Conferenza Unificata che, dopo un articolato confronto, ha fatto registrare il parere positivo di Regioni, Province e Comuni sui due Decreti relativi alle energie rinnovabili. Nel corso della Conferenza”,  ha riferito Passera in una nota stampa, “il Governo, in risposta alle richieste formulate da istituzioni ed enti locali, ha proposto delle modifiche – a cui è legato il parere positivo – che verranno incorporate nei testi dei due decreti”.
INTEGRAZIONI ACCOLTE E con la stessa soddisfazione la notizia è stata accolta anche dall’Anci che plaude l’impegno preso dal Governo a modificare il testo originale dei provvedimenti recependo le proposte formulate dai Comuni “Le principali proposte – spiega Enrico Borghi, Delegato alla  Montagna dell’ANCI, che ha rappresentato l’Associazione nella riunione di Conferenza – si concentrano per il fotovoltaico su accesso diretto alle tariffe incentivanti per impianti realizzati in sostituzione di coperture in eternit fino a 100 kW, per interventi che combinano la produzione di energia al risparmio energetico e per gli impianti di iniziativa pubblica fino a 30 kW, oltre ad una adeguato periodo di transitorietà a salvaguardia delle iniziative e degli investimenti già effettuati dai Comuni e dagli enti pubblici, prioritariamente per la realizzazione di interventi in aree di crisi industriale e per aree ambientalmente degradate’.
Fonte (rinnovabili.it)

V Conto Energia e FER elettriche: se le Regioni dicono no

Le anticipazioni del Presidente della Basilicata De Filippo: da Conferenza Unificata parere negativo sui due decreti attuativi del MiSE



Si potrebbe allungare ulteriormente il percorso del V Conto Energia e del decreto sulle rinnovabili elettriche. Dopo la sonora bocciatura da parte dell’Unione Europea, un nuovo no potrebbe raggiungere i due schemi dei decreti attuativi. I presidenti regionali e delle due provincie autonome di Trento e Bolzano sarebbero, infatti, pronti a presentare la loro ferma opposizioni ai due provvedimenti nel corso della Conferenza Stato-Regioni. Ad annunciarlo è il presidente della Basilicata, Vito De Filippo, che a margine della riunione delle Regioni di  questa mattina, ha confidato la posizione assunta dagli amministratori. Una posizione che boccerebbe entrambe le bozze “in quanto non soddisfacenti” nonostante i punti di avanzamento dopo l’incontro con il sottosegretario Claudio De Vicentis. Questa mattina infatti  il sottosegretario allo Sviluppo si è incontrato con  i rappresentanti degli enti locali e dei Comuni accogliendo la serie di proposte  dedicate i due provvedimenti presentate per l’occasione.
“I punti di avanzamento sugli emendamenti e sulle indicazioni delle Regioni non sono soddisfacenti – ha dichiarato De Filippo – Se il governo dovesse decidere di prendersi ancora qualche giorno di tempo per trovare un punto di convergenza più ampio noi siamo disponibili a confrontarci, ma ad oggi il parere dei governatori è sfavorevole”. A far discutere sono gli stessi punti evidenziati dal Commissario Oettinger: una eccessiva burocratizzazione ed un tetto troppo basso per il fotovoltaico.
Fonte (rinnovabili.it)

mercoledì 6 giugno 2012

Decreti rinnovabili: dalla Ue un duro monito all’Italia

La lettera di richiamo inviata lunedì scorso al governo italiano direttamente dagli uffici del commissario Ue all’Energia, Guenther Oettinger



Una sonora bocciatura dell’Europa ai nuovi decreti sugli incentivi alle fonti rinnovabili – è questo, in sintesi, il contenuto della recente lettera di richiamo inviata lunedì scorso al capo dipartimento per l’Energia del ministero per lo Sviluppo economico, Leonardo Senni direttamente dagli uffici del commissario Ue all’Energia, Guenther Oettinger. La missiva infatti, critica duramente i meccanismi di incentivazione che domani saranno al vaglio della Conferenza Unificata, ritenendo “molto difficile, se non impossibile, per i produttori indipendenti accedere al finanziamento dei propri progetti” dopo l’entrata in vigore dei decreti. In particolare, uno dei principali problemi evidenziati dalla lettera – stando a quanto riportato da alcune agenzie stampa – è quello di un eccessivo appesantimento delle procedure amministrative applicate alle incentivazioni (che invece necessiterebbero di maggiori semplificazioni), dove l’introduzione del meccanismo dei registri per i nuovi progetti di energia rinnovabile “potrebbe aumentare l’onere burocratico per gli operatori di mercato e diminuire la sicurezza degli investitori sul fatto che i progetti si qualifichino per il sostegno finanziario”. Per Bruxelles anche la fissazione di un limite minimo di 12 kW per il fotovoltaico e di 50 kW per le altre FER elettriche potrebbe costituire un grave deterrente, capace di addormentare il segmento di mercato di piccola scala anzichè privilegiarlo come si riproponeva la riforma. In tal senso la missiva conterrebbe alcune “possibili modifiche” ai decreti per arginare l’aumento degli oneri burocratici e la difficoltà di accesso ai finanziamenti in cui si suggerisce sia che riduzione degli incentivi alle FER elettriche sia connessa al grado di maturità della tecnologia sia di allungare il periodo transitorio per proteggere gli investimenti già fatti.
Secondo i senatori del Pd  Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, la lettera dell’Ue rappresenta “una  netta bocciatura, che non può che indurre il Governo a rivedere drasticamente l’impianto del decreto, a partire dal meccanismo dei ‘registri’.”
Il richiamo del Commissario  Oettinger è accolto con particolare soddisfazione l’Anev; l’associazione si era recata lo scorso aprile a Bruxelles per sollecitare un simile intervento da parte dell’esecutivo europeo, ricordando in più di un’occasione come gli operatori del settore abbiano  a suo tempo considerato di accettare un taglio temporaneo (fino al 2015) del valore dell’incentivo per aiutare a sopportare la crisi contingente, a fronte di una ristabilizzazione del medesimo livello pre taglio dal 2016. “Tuttavia  - spiega l’anev in una nota stampa – il perdurare del ritardo nell’emanazione di tale livello sta comportando gravissime incertezze nel ritorno degli investimenti, tanto che molti istituti finanziatori hanno chiamato il default su alcuni progetti in quanto a rischio di ripagamento in assenza di un valore certo”.

Fonte (rinnovabili.it)