mercoledì 23 maggio 2012

Parigi redige il Catasto Solare

L’ufficio urbanistico di Parigi sta compilando il Catasto Solare. Mettendo in evidenza l’irraggiamento solare dei tetti si cercherà di stimolare la diffusione di impianti fotovoltaici nella città 



Fotografare dall’alto Parigi e redigere una mappa cromatica in grado di evidenziare i tetti che meglio si prestano ad ospitare un impianto fotovoltaico. E’ nata con questo scopo l’idea di realizzare quello che è stato battezzato il Catasto Solare, un nuovo progetto per rilevare i livelli di insolazione dei tetti parigini e facilitare l’istallazione di moduli solari in modo da incrementare la diffusione di una tecnologia rinnovabile che a Parigi stenta a decollare.
“Abbiamo fatto volare sulla città un aereo dotato di un sensore per rilevare tutti i volumi e le altezze di Parigi, anche la Torre Eiffel. Poi, come fossimo meteorologi, simuleremo al computer  il movimento del sole nell’arco di un intero anno e guarderemo i luoghi di Parigi che hanno preso più sole e quali sono risultati per maggior tempo all’ombra” ha annunciato Julien Bigorgne, ingegnere ambientale per Apur (il laboratorio di progettazione urbana parigina), incaricato di effettuare le rilevazioni."
Il registro, che sarà messo a disposizione della popolazione nell’autunno prossimo, cercherà di stimolare privati cittadini e interi condomini a pensare di istallare un impianto sul tetto della propria casa o del palazzo per la produzione di elettricità a basso impatto ambientale contribuendo così ad abbassare il consumo di combustibili fossili e il rilascio di inquinanti.
Per affermare l’impegno solare della capitale francese il Comune inaugurerà entro la fine dell’anno la più grande centrale fotovoltaica della città. Localizzato sul tetto della Sala Pajol, l’impianto fotovoltaico misurerà 3500 metri quadrati di superficie che daranno un importante contributo al raggiungimento dell’obiettivo parigino che entro il 2020 stima di produrre da fonti alternative il 30% dell’energia necessaria.

martedì 22 maggio 2012

Obama tassa il mercato pv cinese

Il settore manifatturiero tira un sospiro di sollievo dopo l’annuncio di Obama, deciso ad imporre nuove tasse ai produttori cinesi di moduli pv. Ma adesso si teme per la diffusione degli impianti



L’amministrazione Obama avrebbe imposto consistenti dazi sull’importazione di moduli solari dalla Cina. La decisione arriva in risposta alle polemiche diffuse dal comparto industriale dopo le difficoltà legate alla saturazione del mercato.
La decisione è stata accettata con positività dai comparti industriali nazionali, che stavano subendo la concorrenza di prodotti a basso anche se, di contro, la decisione di prezzi più consistenti per l’acquisto di moduli solari potrebbe rallentare la crescita della diffusione degli impianti sul territorio.
“La decisione odierna potrebbe avere un impatto sul mercato statunitense per i produttori cinesi, dato che inizieranno a non ottenere più il vantaggio che hanno ottenuto come risultato del loro commercio illegale”, ha detto in un comunicato la Coalition for American Manufacturing Solar Panel. “Tuttavia, – prosegue il comunicato – questo non distruggerà la crescita del solare né ostacolerà la crescita del numero di impianti negli Stati Uniti”. Ma quest’ultima affermazione però non convince gli economisti e gli analisti che temono invece il blocco della richiesta di nuove centrali.

lunedì 21 maggio 2012

L’Arabia Saudita investe 100 mld nelle rinnovabili

Vento e sole, ma anche geotermia, saranno le fonti energetiche rinnovabili protagoniste della rivoluzione energetica che l’Arabia Saudita condurrà nei prossimi 20 anni



L’impegno dell’Arabia Saudita per le rinnovabili si traduce in un investimento da 100 miliardi di dollari. Le previsioni annunciano che la quantità di energia generata dal vento sarà simile a quanto prodotto sfruttando il fotovoltaico. Nonostante la nazione sia il principale esportatore mondiale di petrolio e detentore dei giacimenti più grandi del pianeta l’interesse per le energie rinnovabili sta trovando largo spazio nei programmi di sviluppo del paese, con il progetto di istallare 54 GW di nuova potenza green nei prossimi 20 anni.
Come già annunciato l’obiettivo punta a potenziare il settore solare con 41 GW solari entro il 2032, di cui 25 GW di termodinamico e 16 GW di fotovoltaico e aggiungendo 9 GW di potenza eolica. Secondo il ministro saudita del petrolio Al-Naimi, il programma mira a “catapultare l’Arabia Saudita al gruppo dei leader mondiali nello sviluppo delle energie rinnovabili”. L’ulteriore scopo è riuscire a produrre da fonti alternative un terzo della domanda di energia elettrica del paese. “Sappiamo che estrarre petrolio dal sottosuolo non crea molti posti di lavoro”, ha aggiunto il ministro. Per realizzare questi obiettivi l’​​Arabia Saudita ha organizzato due turni di aste  per quattro diverse tecnologie (compresa la geotermia): la prima si terrà nel 2013 per l’assegnazione di 650 MW e un altro nel 2014 con 1.050 MW, entrambi per la costruzione di impianti eolici.

domenica 20 maggio 2012

Nuovo appello: decreti rinnovabili, modifica o blocco

Senza una profonda revisione dei testi su Rinnovabili Elettriche e V Conto Energia, scrivono le sei associazioni “sarebbe persino meglio non esprimere alcun parere e non avere nessun provvedimento”



Va ampliandosi il fronte fautore di una modifica da parte delle Regioni ai decreti sulle rinnovabili elettriche e sul fotovoltaico. Dopo le mozioni approvate in Senato, e gli appelli della parte politica, dei sindacati e del comparto associazionistico e degli enti locali anche Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Symbola e WWF Italia si uniscono al coro dei no riservato ai testi dei due decreti in questione. Firmando un comunicato congiunto le sei associazioni chiedono oggi al Presidente della Conferenza così come a quelli delle Regioni di intervenire sui provvedimenti con una modifica sostanziale che possa accompagnare la necessaria riduzione degli incentivi con un alleggerimento degli oneri burocratici.
Il suggerimento offerto è quello di adottare un approccio “molto più efficiente ed efficace” imperniato su taglio tariffario automatico al momento del superamento di scaglioni di potenze prefissate. “Si impedirebbe così la corsa alle installazioni e il mercato si autoregolerebbe. Ad esempio, riducendo per il fotovoltaico la tariffa del 2% ogni 150 MW installati, si otterrebbe lo stesso valore previsto dalla tariffa per il quinto semestre avendo installato 3 GW senza l’incubo dei registri”. “Crediamo quindi – continua la nota stampa – che le Regioni e le Istituzioni locali debbano richiedere una profonda revisione dei decreti altrimenti sarebbe persino meglio non esprimere alcun parere e non avere nessun provvedimento”.

venerdì 18 maggio 2012

Uk: il governo posticipa i tagli al feed-in-tariff

Il progetto non è stato presentato nei termini di legge, di conseguenza i tagli agli incentivi al fotovoltaico subiranno un ritardo



I tagli agli incentivi per il solare britannico subiranno un ritardo. Ad affermarlo lo stesso governo, confermando che la mancata presentazione della proposta nei regolari termini temporali di legge avrebbe posticipato l’entrata in vigore dei tagli, previsti dal I luglio prossimo. Ma ieri il ministro del Cambiamento Climatico, Greg Barker, ha annunciato il posticipo dei tagli affermando “Abbiamo ascoltato le raccomandazioni dell’industria, per questo stiamo pensando di tornare sui nostri passi e ridurre la mole dei tagli per il feed-in-tariff riservato al fotovoltaico” senza dare notizia della mancata presentazione delle richieste.
Questo ritardo sta facendo tirare un sospiro di sollievo all’industria del solare, che spera il governo aspetti fino alla ripresa del mercato per modificare il regime di tariffazione. Gli ultimi dati di settore dimostrano infatti che il numero di impianti registrati alla scorsa settimana è sceso a 912 (4 MW di capacità istallata) contro migliaia di istallazioni effettuate nei mesi di febbraio e marzo. Ritardare gli incentivi, ha inoltre confermato il ministro ombra all’energia, Caroline Flint, potrebbe bloccare la corsa del paese verso il raggiungimento dell’obiettivo che mira a istallare una potenza di 22 GW entro il 2020. Durante le ultime 4 settimane, infatti, la capacità totale istallata nel paese è salita a 17 GW contro una media settimanale dello scorso anno registrata a 71 MW. Di questo passo, hanno calcolato gli esperti, ci vorranno 169 anni, e non 8 per raggiungere gli obiettivi energetici del paese.
Per questo la Solar Trade Association ha chiesto un incontro con il ministro Baker per discutere su come rilanciare il mercato sollecitando il governo a ritardate i tagli al sistema di incentivazione.




giovedì 17 maggio 2012

In Sicilia il fotovoltaico sposa le terre abbandonate

Approvate dalla regione le procedure di attuazione per la classificazione di terre incolte e abbandonate e le relative modalità di notifica ai proprietari



Il sole siciliano dà il benvenuto ad un felice sposalizio: quello tra gli impianti fotovoltaici e i suoli in disuso. Sono state approvate ieri importante novità in tema di procedure di attuazione per la classificazione delle terre incolte. L’ok formale è arrivato dal dirigente generale del dipartimento per gli Interventi strutturali dell’assessorato regionale alle Risorse agricole ed alimentari, Rosaria Barresi, che ha dato il via libera anche alle relative modalità di notifica ai proprietari, così come norma il quarto conto energia. La catalogazione ha un obiettivo ben preciso: permetterà ai proprietari agricoli che hanno installato, o intendono installare impianti fotovoltaici a terra di usufruire degli aiuti governativi dell’attuale feed-in-tariff.
“Potranno accedere ai contributi – si accede sul portale della regione Sicilia – solo i proprietari di terreni privati che, negli ultimi cinque anni non hanno beneficiato di sostegni economici regionali, nazionali e comunitari, che non abbiano utilizzato i terreni per uso agricolo e neppure zootecnico, e che abbiano presentato istanza all’ufficio competente per l’istallazione degli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole entro i termini stabiliti”. La classificazione dei terreni avverrà tramite l’utilizzo delle aerofotografie degli ultimi cinque anni a disposizione dall’amministrazione regionale.

mercoledì 16 maggio 2012

FV al ‘calcio d’inizio’: 1500 moduli per lo stadio Maracana

I componenti solari verranno posizionati sull’anello metallico che recinge tutta la parte superiore del campo sportivo



L’Estadio do Maracana, uno dei più importanti e leggendari stadi di calcio in Brasile che nel 2014 ospiterà la nuova finale di Coppa del Mondo FIFA, diventerà presto “green” grazie ad un recente accordo di partneship siglato tra la holding cinese Yingli Green Energy insieme alla Light ESCO, EDF Consultoria e lo Stato di Rio de Janeiro, per la fornitura di energia solare da installare lungo tutta la copertura del campo sportivo. In particolare, sull’anello metallico che circonda la parte superiore dello stadio verranno posizionati ben 1.500 moduli fotovoltaici prodotti dalla Yingli Green Energy.
“La sostenibilità – ha dichiarato Federico Addiechi, Responsabile Corporate Social Responsibility FIFA – è uno punti chiave della nostra vision per la Coppa del Mondo FIFA 2014.” “Ci auguriamo – prosegue Addiechi – che questo progetto chiave possa diventare il catalizzatore per incentivare altri campi di calcio ad installare impianti solari fotovoltaici in tutto il Brasile, in modo tale da aumentare la produzione e l’uso della potenza delle rinnovabili nel paese.” Della stessa opinione Liangsheng Miao, a.d. di Yingli Green Energy, che ha riconosciuto l’importanza di poter fornire i prodotti della sua azienda allo “stadio più riconoscibile in Brasile, lavorando con due dei leader principali di produzione di energia elettrica e di energia solare nel paese”. L’Estadio do Maracana fu inaugurato nel 1950 per ospitare la Coppa del Mondo FIFA 1950 e all’epoca, era considerato il più grande stadio al mondo per “capacità di pubblico”. Attualmente può contenere fino a 82.238 spettatori.