giovedì 17 maggio 2012

In Sicilia il fotovoltaico sposa le terre abbandonate

Approvate dalla regione le procedure di attuazione per la classificazione di terre incolte e abbandonate e le relative modalità di notifica ai proprietari



Il sole siciliano dà il benvenuto ad un felice sposalizio: quello tra gli impianti fotovoltaici e i suoli in disuso. Sono state approvate ieri importante novità in tema di procedure di attuazione per la classificazione delle terre incolte. L’ok formale è arrivato dal dirigente generale del dipartimento per gli Interventi strutturali dell’assessorato regionale alle Risorse agricole ed alimentari, Rosaria Barresi, che ha dato il via libera anche alle relative modalità di notifica ai proprietari, così come norma il quarto conto energia. La catalogazione ha un obiettivo ben preciso: permetterà ai proprietari agricoli che hanno installato, o intendono installare impianti fotovoltaici a terra di usufruire degli aiuti governativi dell’attuale feed-in-tariff.
“Potranno accedere ai contributi – si accede sul portale della regione Sicilia – solo i proprietari di terreni privati che, negli ultimi cinque anni non hanno beneficiato di sostegni economici regionali, nazionali e comunitari, che non abbiano utilizzato i terreni per uso agricolo e neppure zootecnico, e che abbiano presentato istanza all’ufficio competente per l’istallazione degli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole entro i termini stabiliti”. La classificazione dei terreni avverrà tramite l’utilizzo delle aerofotografie degli ultimi cinque anni a disposizione dall’amministrazione regionale.

mercoledì 16 maggio 2012

FV al ‘calcio d’inizio’: 1500 moduli per lo stadio Maracana

I componenti solari verranno posizionati sull’anello metallico che recinge tutta la parte superiore del campo sportivo



L’Estadio do Maracana, uno dei più importanti e leggendari stadi di calcio in Brasile che nel 2014 ospiterà la nuova finale di Coppa del Mondo FIFA, diventerà presto “green” grazie ad un recente accordo di partneship siglato tra la holding cinese Yingli Green Energy insieme alla Light ESCO, EDF Consultoria e lo Stato di Rio de Janeiro, per la fornitura di energia solare da installare lungo tutta la copertura del campo sportivo. In particolare, sull’anello metallico che circonda la parte superiore dello stadio verranno posizionati ben 1.500 moduli fotovoltaici prodotti dalla Yingli Green Energy.
“La sostenibilità – ha dichiarato Federico Addiechi, Responsabile Corporate Social Responsibility FIFA – è uno punti chiave della nostra vision per la Coppa del Mondo FIFA 2014.” “Ci auguriamo – prosegue Addiechi – che questo progetto chiave possa diventare il catalizzatore per incentivare altri campi di calcio ad installare impianti solari fotovoltaici in tutto il Brasile, in modo tale da aumentare la produzione e l’uso della potenza delle rinnovabili nel paese.” Della stessa opinione Liangsheng Miao, a.d. di Yingli Green Energy, che ha riconosciuto l’importanza di poter fornire i prodotti della sua azienda allo “stadio più riconoscibile in Brasile, lavorando con due dei leader principali di produzione di energia elettrica e di energia solare nel paese”. L’Estadio do Maracana fu inaugurato nel 1950 per ospitare la Coppa del Mondo FIFA 1950 e all’epoca, era considerato il più grande stadio al mondo per “capacità di pubblico”. Attualmente può contenere fino a 82.238 spettatori.

lunedì 14 maggio 2012

La nanotecnologia al servizio del solare europeo

Il progetto, con un budget totale di 10 milioni di euro, mira a realizzare una svolta nel rapporto costi-efficienza dei dispositivi fotovoltaici e moduli basati sulla tecnologia a film sottile



Sviluppare celle e moduli fotovoltaici più efficienti ed economicamente più convenienti continua ad essere una delle priorità dell’Unione Europea. Per aiutare ad indirizzare al meglio sforzi ed impegni in questa direzione è nato il progetto SCALENANO (Development and scale-up of nanostructured-based materials and processes for low-cost high-efficiency chalcogenide-based photovoltaics’) a cui sono già stati assegnati ben 7,5 milioni di euro nell’ambito del Settimo programma quadro dell’UE (7 ° PQ). Guidati dall’Istituto per la ricerca energetica della Catalogna , i partner dell’iniziativa stanno sviluppando e scalando nuovi processi basati su materiali nanostrutturati per la generazione di dispositivi solari ad alta efficienza, meno costosi e che soddisfino i requisiti di produzione di massa.
Il team, composto da esperti provenienti da Francia, Germania, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Svizzera e Regno Unito, sta attualmente impiegando sofisticati strumenti di ricerca per esaminare le modalità con cui ottimizzare il processo di combinazione e cottura dei prodotti chimici, per creare i materiali richiesti dalle celle solari. Sotto i riflettori della squadra di SCALENANO finiranno i calcogenuri in CIGS (Cu (In, Ga) Se 2) impiegati per realizzare fotovoltaico a file sottile di ultima generazione. Allo scopo verrà impiegato un forno di ricottura termica rapido, che riducendo il tempo richiederà anche meno energia abbassando i normali costi di produzione. “Siamo entusiasti di iniziare e siamo fiduciosi di avere gli strumenti e la capacità per contribuire in modo significativo all’innovazione”’, ha commentato Phillip Dale dell’Università di Lussemburgo. “Siamo ansiosi di collaborare con i nostri partner di ricerca”.

venerdì 11 maggio 2012

Quinto (V) Conto Energia: le prime modifiche al testo

Spuntano nuove ipotesi tra cui il posticipo di 3 mesi dell’entrata in vigore, il riconoscimento di un bonus per impianti con componentistica ‘Made in UE’ sopra i 100 kW e la distinzione tra opera privata e opera pubblica



Primi rumors su decreti rinnovabili, i provvedimenti che normano gli incentivi alle eco-energie italiane al momento in mano alla Conferenza Stato-Regioni. Le indiscrezioni iniziate a circolare, riguardano in particolare la bozza del V Conto Energia, il documento che più di tutti continua a preoccupare ed allarmare il comparto. Lo schema del provvedimento avrebbe infatti ricevuto dalla riunione tecnica della Conferenza alcune proposte di modifica che, stando a quanto rivelato in queste ore da Stefano Saglia, capogruppo Pdl in Commissione Attività Produttive alla Camera dei Deputati, “non creerebbe eccessivi stravolgimenti al settore”.
A cambiare sarebbero pochi elementi come la data di entrata in vigore del nuovo “Feed-in-Tariff”, che verrebbe posticipata dal 1° luglio al 1° ottobre 2012. Novità anche sul fronte dell’etichetta “Made in Europe” che entrerebbe a far parte dei criteri di priorità per l’accesso ai Registri. “Tra le tante proposte emendative recepite dai tecnici dei ministeri competenti (Ambiente e Sviluppo Economico), – ha spiegato Saglia – le più sostanziali riguardano l’inserimento del Made In tra i criteri di priorità per l’accesso ai registri, la possibilità di riconoscere una tariffa premiante per chi utilizza componentistica Made In per gli impianti sopra i 100 kW e per chi sostituisce l’amianto con i pannelli. Si tratterebbe di una tariffa di 3 centesimi cumulabili tra di loro con una riduzione del 10% della tariffa base degli incentivi”. Tra le ipotesi di modifiche anche quella di innalzare la taglia degli impianti per l’ingresso ai registri e soddisfare quanto richiesto in sede di discussione dalle Regioni, ovvero applicare una distinzione tra l’opera privata e l’opera pubblica. Nel primo caso rimarrebbe la soglia di 12 kW, alzando invece il limite della seconda a 50 kW.


giovedì 10 maggio 2012

Fotovoltaico senza incentivi: e adesso?

Una relazione economica redatta dagli esperti di ABA Impianti dimostra come il fotovoltaico abbia ancora lunga vita anche senza aiuti da parte dello Stato



Il Quinto Conto Energia, il Decreto Legislativo approvato dal Governo in materia di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica, continua a far discutere. In particolar modo su ciò che realmente avverrà dopo il prossimo 1° luglio 2012, giorno in cui il Decreto entrerà ufficialmente in vigore. Di certo, almeno per ora, se ne conosce il suo contenuto che prevede il taglio degli incentivi del 32-36% e fissa il registro obbligatorio per gli impianti di potenza superiore ai 12 kW, così come i nuovi limiti agli impianti incentivabili: 80 milioni di euro a semestre per gli impianti fotovoltaici, 10 milioni a semestre per gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative e 10 milioni per gli impianti fotovoltaici a concentrazione.
Molti – a questo punto – sono i quesiti che si rivolgono gli addetti ai lavori e non solo, soprattutto in merito all’effettivo ritorno economico dei nuovi impianti, proprio nell’ottica di parziale o totale assenza di incentivi statali; quesiti a cui ancora pochi riescono a dare un’adeguata risposta.
Ci ha provato ABA Impianti, azienda specializzata nel campo delle energie rinnovabili ed eco-sostenibili, per mezzo di un’apposita relazione economica su un ipotetico impianto fotovoltaico da realizzare nel Centro Italia.
Più in particolare, i tecnici dell’azienda di Trezzano sul Naviglio (Milano) hanno preso in esame un piccolo impianto da 72 kWp, ricavato sul tetto di un edificio, con un consumo annuo di 100.000 kWh e un consumo contemporaneo di energia prodotta (70%) pari a 70.000 kWh, ossia quello di un’azienda attiva sia durante le ore mattutine sia durante le ore pomeridiane, che assicuri un rendimento pari a 1.400 kWh/kWp.
Si tratta di un impianto con un costo di realizzazione stimato di 93.000 euro e un costo di manutenzione di circa 4.500 euro l’anno; spesa, quest’ultima, relativa a un servizio di tipo “premium”, ossia comprendente la pulizia e il controllo, oltre alla garanzia di produzione nel tempo.
Considerando un tasso d’interesse annuo del 5%, lo staff di ABA ha quantificato un risparmio dei consumi contemporanei di circa 11.000 euro, anche in considerazione del prelevamento diretto dell’energia dal sistema fotovoltaico, del continuo aumento del costo dell’energia stessa e, non ultimo, del contributo in conto scambio, che comprenderebbe i 30.000 kWh immessi nella rete, e successivamente rivenduti, per un valore di circa 4.300 euro.
I dati emersi da un’osservazione di cinque anni (anno 2017) riportano difatti un valore di energia prodotta pari a 97.621 kWh, un risparmio dei consumi contemporanei che si aggira attorno agli 11.825 euro, un contributo in conto scambio di poco superiore ai 4.385 euro e spese annuali per 4.967 euro.
Dall’analisi del sistema nell’arco di tempo di 20 anni (con termine il 31 dicembre 2032) e calcolando l’usura dell’impianto e il continuo aumento dei costi dell’energia, invece, la stima del risparmio/autoconsumo raggiungerebbe un valore di oltre 17.000 euro, mentre il contributo in conto scambio sarebbe pari a poco meno di 4.000 euro e le spese annuali di manutenzione ammonterebbero a circa 350 euro.
Naturalmente, l’analisi – del tutto teorica – è vincolata al reale abbassamento del prezzo dei materiali utilizzati, come moduli, inverter, e infrastrutture, previsto per i prossimi anni: nel calcolo degli anni successivi al primo, difatti, vengono considerati il coefficiente di degradazione dell’impianto, il tasso d’inflazione e il tasso di rendimento attivo del capitale accumulato.
Nonostante la mancanza di incentivi governativi, quindi, il ritorno economico sarebbe ugualmente positivo e, soprattutto, effettivamente quantificabile. A tal proposito, Alessandro Stefanizzi, Managing Director di Aba Impianti, tiene a sottolineare: “Il settore del fotovoltaico non teme la fine degli incentivi, poiché è in grado di realizzare ugualmente impianti efficienti e remunerativi, anche in virtù della diminuzione dei costi dei materiali legati alla progettazione e all’implementazione degli impianti fotovoltaici prevista nei prossimi anni. Le voci relative a un abbassamento o a una totale eliminazione degli incentivi statali si sono susseguiti ormai da molto tempo, ma il dibattito colpisce la nostra filiera in modo assai relativo, poiché si ha la consapevolezza di poter fare ugualmente bene, prospettando soluzioni ottimali anche in totale assenza di incentivi”.

mercoledì 9 maggio 2012

Stati Generali delle Rinnovabili: le proposte di modifica

Oltre 20 associazioni di settore si sono riunite ieri per presentare le loro proposte di modifica ai Decreti Rinnovabili e al V Conto Energia 


Mentre il tempo continua a scorrere drammaticamente verso la possibile scelta di un quadro normativo che, attraverso i nuovi decreti sulle FER e il V Conto Energia, metterà duramente a repentaglio l’intero comparto delle energie rinnovabili, più di 20 associazioni di settore, si sono incontrate ieri a Roma per presentare le loro contro-proposte in vista della prossima Conferenza Stato-Regioni. Tanto per essere chiari: ridefinendo le modalità di incentivazione alle rinnovabili, si rischierà, molto probabilmente, di affossare un settore che, in controtendenza con la crisi, conta 100.000 posti di lavoro e che ha coperto il 26% della produzione elettrica nazionale nel 2011. Secondo fonti dell’Adnkronos, gli Stati Generali delle Rinnovabili hanno quindi esposto con urgenza le seguenti richieste:
  1. Una rapida emanazione da parte del Governo, (previa consultazione con le parti interessate), di un nuovo decreto sulle rinnovabili termiche, insieme alla definizione degli obiettivi dei certificati bianchi al 2020 e delle norme per l’immissione in rete con incentivazioni sul biometano.
  2. Produzione elettrica da FER: abbandono del sistema dei registri e dei limiti annui allo sviluppo delle diverse tecnologie, da sostituire con un meccanismo di riduzione della tariffa che si autoregoli in funzione del volume di installazioni. Per il fotovoltaico in particolare, la richiesta è quella di tornare al limite di 7 miliardi (già indicato nel IV conto energia).
  3. Introduzione di un “periodo transitorio” di 3 mesi, prima dell’attuazione del nuovo quadro regolatorio,  dalla data di raggiungimento del tetto di spesa previsto e possibilità di usufruire, per il FV, dello scambio sul posto anche agli impianti sopra i 200 kW come percorso alternativo agli incentivi.
  4. Produzione elettrica da FER non fotovoltaiche: innalzamento delle soglie per l’accesso alle aste ad almeno 10 MW (e 50 MW per l’eolico) ed  aumento del tempo consentito per la costruzione degli impianti più complessi.
Per Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, intervenuto oggi durante l’assemblea degli Stati Generali: – “Quella di oggi è una giornata importante perché l’intero mondo delle rinnovabili termiche, elettriche e dell’efficienza energetica, ha parlato con una sola voce, per esprimere proposte precise che verranno consegnate alla conferenza Stato-Regioni che si apre domani”.

martedì 8 maggio 2012

Il mercato solare non abbasserà la testa

Nel 2012 il settore del fotovoltaico mondiale continuerà a mostrare un andamento discreto. Prosegue il calo dei prezzi sull’intera filiera



I tagli che i maggiori sistemi incentivanti il solare stanno subendo, non intaccheranno la crescita del fotovoltaico mondiale. Anche questo 2012 il settore continuerà seppure con trend più discreti, ad avanzare in termini di potenza installata, al punto da far ipotizzare un mercato di quasi 27 GW anche per l’anno in corso. A disegnare questo quadro previsionale è l’Italian PV Summit, roadmap to grid parity, l’appuntamento internazionale che da quattro anni precede l’apertura della tredicesima edizione della mostra-convegno internazionale Solarexpo. La due giorni veronese non poteva capitare in un momento più delicato e al tempo stesso complesso per il comparto del solare, oggi in piena fase di transizione verso l’età matura e la grid parity, come sottolineato da Paolo Frankl, capo della divisione Energie Rinnovabili dell’International Energy Agency (IEA), che ha aperto i lavori della conferenza.
Secondo i dati emersi dalla prima giornata dell’Italian PV Summit, i due mercati leder, vale a dire Germani e Italia, continueranno ad influenzare la domanda seppure con modalità differenti.
“In Germania si prevede che il mercato avrà volumi pressoché simili a quelli del 2010 e 2011, con circa 6,9 GW, - ha piega Stefan De Haan, analista di IHS - grazie soprattutto a una spinta nella seconda parte dell’anno e un’accelerazione del mercato per l’edilizia residenziale e commerciale che in alcuni casi, grazie al crollo dei prezzi, potrà avvicinarsi alla grid parity (prezzo del kWh prodotto dal sistema FV uguale o inferiore a quello acquistato dalla rete)”.
Anche per il Belpaese si profila una circostanza simile in alcuni segmenti di mercato, nonostante nel corso di questo 2012 si preveda una riduzione della potenza istallata (circa 2,5 GW). A mantenere il comparto “in una posizione più in linea di galleggiamento con l’attuale overcapacity”, secondo De Haan sarà la domanda della Cina (oltre 4 GW) e degli Stati Uniti (circa 3,5 GW), a cui si aggiungerà quella di Giappone (quasi 2 GW) e India (più di un GW), insieme ad altri più piccoli mercati emergenti. Tutt’altro discorso quello relativo ad offerta e prezzi; quest’ultimi hanno segnato un vero picco storico nel 2011, con i moduli al silicio che hanno operato un taglio del 45% tra il primo trimestre 2011 e il primo del 2012 pronti a toccare lo 0,60 €/W entro la fine dell’anno e le celle il cui calo è stato addirittura valutato del 58%. Ancora più ampi i decrementi per i wafer (-63%) e per il polysilicon (-65%). Una riduzione drammatica che secondo Stefan De Haan dovrebbe però potersi stabilizzare a fine 2012.