giovedì 24 maggio 2012

Agrovoltaico, equilibrio perfetto

Coniugare la produzione di energia solare con l’attività agricola tradizionale. Succede in provincia di Piacenza dove la R.E.M ha replicato il successo realizzato alcuni mesi fa a Virgilio



Esattamente un anno fa veniva inaugurato in Italia, a Virgilio in provincia di Mantova, il primo impianto agrovoltaico® mondiale, ovvero di sistema di produzione di energia solare attraverso pannelli posti ad alcuni metri di altezza dal terreno, permettendo così in contemporanea l’attività agricola tradizionale.
Ad un anno di distanza R.E.M. (Revolution Energy Maker) SpA, la holding che ha ideato e realizzato il progetto, stila un primo bilancio e pianifica le strategie future.
Dopo quello di Virgilio, nel giro di pochi mesi sono stati realizzati altri due impianti, a Castelvetro Piacentino e Monticelli d’Ongina, entrambi in provincia di Piacenza. La potenza complessiva di questi tre impianti è di circa 7 MW. A Virgilio la potenza è di 2,15 MW, il 28% del consumo domestico della popolazione locale; in provincia di Piacenza, invece, i due impianti hanno una potenza di 1,3 e 3,2 MW, capaci di produrre energia in grado di soddisfare il consumo energetico locale rispettivamente del 20% e del 49%. Intatte le capacità agricole dei terreni: a Virgilio i 15 ettari ricoperti dagli impianti del consorzio R.E.M. al momento producono kamut e foraggio; a Monticelli i 21 ettari produttori di energia sono coltivati a frumento.
La costruzione di un impianto agrovoltaico è il risultato del lavoro di una filiera tecnologica che coinvolge una molteplicità di comparti industriali: da quello metalmeccanico all’elettrico, dall’elettronico a quello delle costruzioni. Sono infatti sei le aziende coinvolte nel consorzio R.E.M.: Sandrini SpA di Mantova, Intergeo Srl di Remedello, Andrea Fustinoni & Figli di Bergamo, Dermotricos Srl di Coccaglio, Impresa Melis di Cagliari e Biesse Srl di Genova. A maggio del 2011, in concomitanza con l’inaugurazione del primo impianto, è entrata con una quota pari all’11% del capitale sociale anche la S.G.R. FuturImpresa, creata dalle Camere di Commercio di Milano, Como, Bergamo e Brescia. Le aziende operano rispettivamente nei settori della progettazione e installazione di linee elettriche di bassa, media e alta tensione; bioarchitettura; indagini geognostiche e restauro di edifici monumentali; sviluppo e installazione di centrali idroelettriche, fotovoltaiche, eoliche; impianti di cogenerazione; sistemi scientifici di controllo. Nel complesso R.E.M. ha prodotto nel 2011 un volume d’affari di circa 33 milioni di euro.

La costruzione dei tre siti di Mantova e Piacenza ha generato un indotto che ammonta a oltre 30 milioni di euro e che ha impiegato, direttamente e indirettamente, circa 700 maestranze. La maggior parte della componentistica necessaria è prodotta da aziende italiane leader nel proprio settore. In particolare, gli elementi strutturali chiave e gli inseguitori solari sono assemblati e collaudati nel sito produttivo di Coccaglio, vicino a Brescia; le aziende coinvolte nella filiera sono state circa 70.
Il progetto di R.E.M. si configura come una felice testimonianza dell’applicazione pratica della ricerca scientifica alle logiche industriali. Infatti per arrivare a questi risultati ci sono voluti diversi anni di studio, oltre ad un investimento iniziale di circa 2,5 milioni di euro. Nella fase d’ideazione sono stati coinvolti ingegneri, architetti paesaggisti, agronomi, fisici teorici ed esperti di meccanizzazione agricola.
L’agrovoltaico è un sistema di produzione di energia che prevede un impianto aereo a inseguimento solare totalmente integrato con l’agricoltura, realizzato su strutture mobili sospese, connesse fra loro attraverso un sistema di controllo e comunicazione wireless. L’idea è nata dalla necessità di sfruttare ampie superfici per poter produrre più energia. Gli ideatori del progetto hanno pensato all’applicazione su vasta scala soprattutto per quanto riguarda le grandi pianure europee.
Per l’elevato valore e l’unicità del progetto, R.E.M. ha depositato una domanda di brevetto internazionale e per questo motivo gli strateghi di R.E.M. guardano soprattutto all’Europa.

Fonte (rinnovabili.it)
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mercoledì 23 maggio 2012

Parigi redige il Catasto Solare

L’ufficio urbanistico di Parigi sta compilando il Catasto Solare. Mettendo in evidenza l’irraggiamento solare dei tetti si cercherà di stimolare la diffusione di impianti fotovoltaici nella città 



Fotografare dall’alto Parigi e redigere una mappa cromatica in grado di evidenziare i tetti che meglio si prestano ad ospitare un impianto fotovoltaico. E’ nata con questo scopo l’idea di realizzare quello che è stato battezzato il Catasto Solare, un nuovo progetto per rilevare i livelli di insolazione dei tetti parigini e facilitare l’istallazione di moduli solari in modo da incrementare la diffusione di una tecnologia rinnovabile che a Parigi stenta a decollare.
“Abbiamo fatto volare sulla città un aereo dotato di un sensore per rilevare tutti i volumi e le altezze di Parigi, anche la Torre Eiffel. Poi, come fossimo meteorologi, simuleremo al computer  il movimento del sole nell’arco di un intero anno e guarderemo i luoghi di Parigi che hanno preso più sole e quali sono risultati per maggior tempo all’ombra” ha annunciato Julien Bigorgne, ingegnere ambientale per Apur (il laboratorio di progettazione urbana parigina), incaricato di effettuare le rilevazioni."
Il registro, che sarà messo a disposizione della popolazione nell’autunno prossimo, cercherà di stimolare privati cittadini e interi condomini a pensare di istallare un impianto sul tetto della propria casa o del palazzo per la produzione di elettricità a basso impatto ambientale contribuendo così ad abbassare il consumo di combustibili fossili e il rilascio di inquinanti.
Per affermare l’impegno solare della capitale francese il Comune inaugurerà entro la fine dell’anno la più grande centrale fotovoltaica della città. Localizzato sul tetto della Sala Pajol, l’impianto fotovoltaico misurerà 3500 metri quadrati di superficie che daranno un importante contributo al raggiungimento dell’obiettivo parigino che entro il 2020 stima di produrre da fonti alternative il 30% dell’energia necessaria.

martedì 22 maggio 2012

Obama tassa il mercato pv cinese

Il settore manifatturiero tira un sospiro di sollievo dopo l’annuncio di Obama, deciso ad imporre nuove tasse ai produttori cinesi di moduli pv. Ma adesso si teme per la diffusione degli impianti



L’amministrazione Obama avrebbe imposto consistenti dazi sull’importazione di moduli solari dalla Cina. La decisione arriva in risposta alle polemiche diffuse dal comparto industriale dopo le difficoltà legate alla saturazione del mercato.
La decisione è stata accettata con positività dai comparti industriali nazionali, che stavano subendo la concorrenza di prodotti a basso anche se, di contro, la decisione di prezzi più consistenti per l’acquisto di moduli solari potrebbe rallentare la crescita della diffusione degli impianti sul territorio.
“La decisione odierna potrebbe avere un impatto sul mercato statunitense per i produttori cinesi, dato che inizieranno a non ottenere più il vantaggio che hanno ottenuto come risultato del loro commercio illegale”, ha detto in un comunicato la Coalition for American Manufacturing Solar Panel. “Tuttavia, – prosegue il comunicato – questo non distruggerà la crescita del solare né ostacolerà la crescita del numero di impianti negli Stati Uniti”. Ma quest’ultima affermazione però non convince gli economisti e gli analisti che temono invece il blocco della richiesta di nuove centrali.

lunedì 21 maggio 2012

L’Arabia Saudita investe 100 mld nelle rinnovabili

Vento e sole, ma anche geotermia, saranno le fonti energetiche rinnovabili protagoniste della rivoluzione energetica che l’Arabia Saudita condurrà nei prossimi 20 anni



L’impegno dell’Arabia Saudita per le rinnovabili si traduce in un investimento da 100 miliardi di dollari. Le previsioni annunciano che la quantità di energia generata dal vento sarà simile a quanto prodotto sfruttando il fotovoltaico. Nonostante la nazione sia il principale esportatore mondiale di petrolio e detentore dei giacimenti più grandi del pianeta l’interesse per le energie rinnovabili sta trovando largo spazio nei programmi di sviluppo del paese, con il progetto di istallare 54 GW di nuova potenza green nei prossimi 20 anni.
Come già annunciato l’obiettivo punta a potenziare il settore solare con 41 GW solari entro il 2032, di cui 25 GW di termodinamico e 16 GW di fotovoltaico e aggiungendo 9 GW di potenza eolica. Secondo il ministro saudita del petrolio Al-Naimi, il programma mira a “catapultare l’Arabia Saudita al gruppo dei leader mondiali nello sviluppo delle energie rinnovabili”. L’ulteriore scopo è riuscire a produrre da fonti alternative un terzo della domanda di energia elettrica del paese. “Sappiamo che estrarre petrolio dal sottosuolo non crea molti posti di lavoro”, ha aggiunto il ministro. Per realizzare questi obiettivi l’​​Arabia Saudita ha organizzato due turni di aste  per quattro diverse tecnologie (compresa la geotermia): la prima si terrà nel 2013 per l’assegnazione di 650 MW e un altro nel 2014 con 1.050 MW, entrambi per la costruzione di impianti eolici.

domenica 20 maggio 2012

Nuovo appello: decreti rinnovabili, modifica o blocco

Senza una profonda revisione dei testi su Rinnovabili Elettriche e V Conto Energia, scrivono le sei associazioni “sarebbe persino meglio non esprimere alcun parere e non avere nessun provvedimento”



Va ampliandosi il fronte fautore di una modifica da parte delle Regioni ai decreti sulle rinnovabili elettriche e sul fotovoltaico. Dopo le mozioni approvate in Senato, e gli appelli della parte politica, dei sindacati e del comparto associazionistico e degli enti locali anche Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Symbola e WWF Italia si uniscono al coro dei no riservato ai testi dei due decreti in questione. Firmando un comunicato congiunto le sei associazioni chiedono oggi al Presidente della Conferenza così come a quelli delle Regioni di intervenire sui provvedimenti con una modifica sostanziale che possa accompagnare la necessaria riduzione degli incentivi con un alleggerimento degli oneri burocratici.
Il suggerimento offerto è quello di adottare un approccio “molto più efficiente ed efficace” imperniato su taglio tariffario automatico al momento del superamento di scaglioni di potenze prefissate. “Si impedirebbe così la corsa alle installazioni e il mercato si autoregolerebbe. Ad esempio, riducendo per il fotovoltaico la tariffa del 2% ogni 150 MW installati, si otterrebbe lo stesso valore previsto dalla tariffa per il quinto semestre avendo installato 3 GW senza l’incubo dei registri”. “Crediamo quindi – continua la nota stampa – che le Regioni e le Istituzioni locali debbano richiedere una profonda revisione dei decreti altrimenti sarebbe persino meglio non esprimere alcun parere e non avere nessun provvedimento”.

venerdì 18 maggio 2012

Uk: il governo posticipa i tagli al feed-in-tariff

Il progetto non è stato presentato nei termini di legge, di conseguenza i tagli agli incentivi al fotovoltaico subiranno un ritardo



I tagli agli incentivi per il solare britannico subiranno un ritardo. Ad affermarlo lo stesso governo, confermando che la mancata presentazione della proposta nei regolari termini temporali di legge avrebbe posticipato l’entrata in vigore dei tagli, previsti dal I luglio prossimo. Ma ieri il ministro del Cambiamento Climatico, Greg Barker, ha annunciato il posticipo dei tagli affermando “Abbiamo ascoltato le raccomandazioni dell’industria, per questo stiamo pensando di tornare sui nostri passi e ridurre la mole dei tagli per il feed-in-tariff riservato al fotovoltaico” senza dare notizia della mancata presentazione delle richieste.
Questo ritardo sta facendo tirare un sospiro di sollievo all’industria del solare, che spera il governo aspetti fino alla ripresa del mercato per modificare il regime di tariffazione. Gli ultimi dati di settore dimostrano infatti che il numero di impianti registrati alla scorsa settimana è sceso a 912 (4 MW di capacità istallata) contro migliaia di istallazioni effettuate nei mesi di febbraio e marzo. Ritardare gli incentivi, ha inoltre confermato il ministro ombra all’energia, Caroline Flint, potrebbe bloccare la corsa del paese verso il raggiungimento dell’obiettivo che mira a istallare una potenza di 22 GW entro il 2020. Durante le ultime 4 settimane, infatti, la capacità totale istallata nel paese è salita a 17 GW contro una media settimanale dello scorso anno registrata a 71 MW. Di questo passo, hanno calcolato gli esperti, ci vorranno 169 anni, e non 8 per raggiungere gli obiettivi energetici del paese.
Per questo la Solar Trade Association ha chiesto un incontro con il ministro Baker per discutere su come rilanciare il mercato sollecitando il governo a ritardate i tagli al sistema di incentivazione.




giovedì 17 maggio 2012

In Sicilia il fotovoltaico sposa le terre abbandonate

Approvate dalla regione le procedure di attuazione per la classificazione di terre incolte e abbandonate e le relative modalità di notifica ai proprietari



Il sole siciliano dà il benvenuto ad un felice sposalizio: quello tra gli impianti fotovoltaici e i suoli in disuso. Sono state approvate ieri importante novità in tema di procedure di attuazione per la classificazione delle terre incolte. L’ok formale è arrivato dal dirigente generale del dipartimento per gli Interventi strutturali dell’assessorato regionale alle Risorse agricole ed alimentari, Rosaria Barresi, che ha dato il via libera anche alle relative modalità di notifica ai proprietari, così come norma il quarto conto energia. La catalogazione ha un obiettivo ben preciso: permetterà ai proprietari agricoli che hanno installato, o intendono installare impianti fotovoltaici a terra di usufruire degli aiuti governativi dell’attuale feed-in-tariff.
“Potranno accedere ai contributi – si accede sul portale della regione Sicilia – solo i proprietari di terreni privati che, negli ultimi cinque anni non hanno beneficiato di sostegni economici regionali, nazionali e comunitari, che non abbiano utilizzato i terreni per uso agricolo e neppure zootecnico, e che abbiano presentato istanza all’ufficio competente per l’istallazione degli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole entro i termini stabiliti”. La classificazione dei terreni avverrà tramite l’utilizzo delle aerofotografie degli ultimi cinque anni a disposizione dall’amministrazione regionale.