venerdì 16 marzo 2012

“Black Silicon”, conto alla rovescia per la commercializzazione

La tecnologia è stata messa a punto dal National Renewable Energy Laboratory che ha concesso la licenza esclusiva a Natcore Technology per la commercializzazione
Si chiama “Black Silicon Nanocatalytic Wet-Chemical Etch” ed è il processo indicato da molti come la promessa del fotovoltaico di domani. La tecnica è stata messa a punto dai ricercatori del NREL, il laboratorio energetico del Doe statunitense, con l’obiettivo di ridurre al minimo la riflettenza delle celle nei confronti dei raggi solari incidenti e dunque aumentarne l’efficienza di conversione. Gli scienziati americani sono riusciti a dimostrare che il silicio nero, inciso chimicamente per farlo apparire scuro, riesce ad assorbire la quasi totalità di luce che lo colpisce su diverse lunghezze d’onda. Nel dettaglio, il trattamento crea una superficie priva di spigoli vivi per riflettere la luce la cui variazione di profondità consente alla superficie di intercettare un ampio spettro di luce. Per portare il Black Silicon dal laboratorio al mercato, il NREL ha firmato in questi giorni un accordo di cooperazione con la Natcore Tecnology, detentore ora della licenza esclusiva.
Grazie all’intesa prenderà il via una cooperativa di R&S, finanziata con 150mila dollari, che si impegnerà su due obiettivi differenti: ridurre i costi delle celle solari del 2%-3%, e, aumentare la produzione di energia del modulo dal 3% al 10% nel senza l’ausilio di un meccanismo di inseguimento solare. Questi obiettivi potrebbero essere realizzati combinando la tecnologia di deposizione a fase liquida di Natcore con la sopracitata “Black Silicon Nanocatalytic Wet-Chemical Etch”. “La nostra tecnologia creerà una nuova industria americana”, commenta il presidente e amministratore delegato della società Chuck Provini. “Abbiamo cercato per due anni d’ottenere il sostegno finanziario del Dipartimento dell’Energia. Questo costituisce un primo significativo passo”. La compagnia prevede di iniziare le vendite commerciali dei moduli in silicio nero quest’anno.
Fonte (rinnovabili.it)
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martedì 13 marzo 2012

Arriva la norma riciclo pannelli fotovoltaici


I vecchi pannelli fotovoltaici, giunti a fine ciclo, potranno finalmente essere smaltiti senza provocare danni ambientali. E' stato fissato, infatti, al 30 giugno 2012, il termine entro il quale le aziende produttrici di pannelli dovranno aderire a un sistema o consorzio che garantisca il riciclo dei moduli fotovoltaici.

I pannelli fotovoltaici, infatti, sono stati recentemente inclusi anche nella direttiva europea sui Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee). L'art. 11.6(a) del decreto ministeriale 5 maggio 2011, il cosiddetto IV Conto Energia, cui si aggiunge anche l'indicazione dell'Unione Europea, prevede che i produttori di moduli fotovoltaici forniscano ai loro clienti garanzie sul riciclo dei pannelli per poter accedere agli incentivi previsti.

Con la revisione della direttiva sui Raee l'Unione Europea inserisce questa tipologia di apparecchi a fine vita nella categoria 4 dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In Italia fra i consorzi strutturati per svolgere anche attività di raccolta, trattamento e riciclo di tutte le componenti degli impianti fotovoltaici, compresi i moduli, c'é ReMedia. "In Italia, nel gennaio 2012, sono stati superati i 330.000 impianti in esercizio - spiega Danilo Bonato, Direttore Generale di ReMedia - con una crescita in due anni in termini di numerosità degli impianti del 450%.
Questo andamento ha posizionato, inoltre, il nostro Paese al primo posto nella graduatoria mondiale per potenza entrata in esercizio nel 2011. Il fotovoltaico può portare un beneficio all'ambiente anche a fine vita: dagli impianti fotovoltaici, infatti, si possono ricavare ad esempio vetro, alluminio ma soprattutto indio, gallio, selenide, a rischio di esaurimento per la richiesta esponenziale. In prospettiva un recupero di questi materiali su larga scala consentirà di poter attingere a una miniera urbana di materie prime seconde, riducendo le emissioni di CO2 e il consumo di energia".

lunedì 12 marzo 2012

Veneto maggior produttore di energia rinnovabile in Italia nel 2011

Nell’anno solare 2011, il Veneto ha accolto sul suo territorio 24.352 nuovi impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: in pratica 95 impianti al giorno.
Una cifra consistente che sommata alle installazioni attive in precedenza porta il totale a 43.138, valore che ne fa la Regione più eco-compatibile d'Italia.
Entrando nello specifico, secondo i numeri forniti dall’Enel, sul gradino più alto del podio si posiziona Treviso con 12.062 impianti e 240 megawatt (MW) di energia prodotta, al secondo posto Padova con 8.679 impianti che, perÚ, primeggia per potenza complessiva installata pari a 280 MW.
Seguono via via le altre province, fanalini di coda Belluno e Rovigo, ma con buone risposte: la prima raddoppia, passando da 19 a 37 MW di fine 2011, la seconda fa segnare il maggior tasso di crescita. Dai 27 MW di potenza installata a fine 2010 con un balzo di oltre il 400% arriva fino ai 140 MW attuali.
C’è soddisfazione nelle parole di Roberto Ruggiano, responsabile Enel Distribuzione Territoriale Rete Triveneto. “Il 2011 si Ë configurato come un anno ancora più impegnativo del precedente. Gli impianti veneti attivati sino ad oggi sono infatti in grado di coprire il fabbisogno di quasi 485.000 famiglie“.
Bel segnale, che ve ne pare?
Fonte (tuttogreen.it)
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venerdì 9 marzo 2012

La Germania promuove il fotovoltaico d’alta quota

Installati a quasi 3000 metri d’altitudine 58 moduli pv hanno resistito a venti intensi e a 310 giorni di gelo
Anche le alte latitudini tedesche vantano un primato tutto green. Sulla montagna Zugspitze, 2.962 metri di altitudine, sono stati infatti istallati nel 2010 moduli fotovoltaici della società Aleo, che nei passati 12 mesi hanno fatto registrare rendimenti superiori alla media. I 58 moduli istallati sulla vetta più alta della Germania, per una potenza complessiva di 12,76 kilowatt sono stati istallati ricoprendo un tetto e una facciata. In un anno di funzionamento i 36 elementi posizionati sulla facciata hanno “prodotto 1.283 kilowattora per kilowatt picco di tensione nominale, contro una media tedesca per gli impianti su tetto di circa 900 kilowattora” si legge nel comunicato stampa. Portati in vetta con l’ausilio di camion e montati da personale specializzato i moduli sono stati esposti ad agenti atmosferici particolarmente intensi, che hanno messo a dura prova la resistenza degli impianti fotovoltaici, e che hanno però sopportato i venti occidentali e il gelo che caratterizza la montagna per 310 giorni l’anno.
“Come già avvenuto per le prove sulla resistenza all’ammoniaca e alla corrosione da salsedine marina la robustezza dei nostri moduli solari viene dimostrata anche in condizioni climatiche estreme. La straordinaria qualità dei materiali utilizzati e dei processi di lavorazione garantisce rendimenti elevati costanti dalle regioni costiere fino all’alta montagna”, spiega il dott. Jens Sabotke, responsabile del settore Tecnica e Sviluppo di aleo solar AG.
Fonte (rinnovabili.it)
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giovedì 8 marzo 2012

UK: tegole solari per 3 milioni di tetti

Continuano ad aumentare i prezzi dell’energia prodotta da fonti convenzionali e la Solarcentury punta alla tegola pv. Facile e veloce da istallare potrebbe presto ricoprire i tetti del Regno Unito

Viene da Solarcentury l’innovativa tegola solare che potrebbe ricoprire presto 3 milioni di tetti britannici. Definito dalla società come “il primo nel suo genere” il modulo ha le stesse caratteristiche di una piastrella, di una normale tegola dunque, e potrà essere istallato con più facilità e a costi più bassi andando anche a ridurre l’impatto estetico e visivo degli impianti.

Solarcentury ha confermato che lancerà sul mercato la nuova tegola C21e in occasione dell’Ecobuild green building show dove verranno mostrati i vantaggi di sostituire 4 tegole tradizionali con un cella solare integrata.

Martin White, product manager di Solarcentury, ha specificato che il nuovo prodotto è stato sviluppato in risposta a una crescente domanda da parte dei clienti che vogliono approfittare delle possibilità offerte dal regime di incentivazione per il fotovoltaico presenti nel Regno Unito, in Italia e in Francia.

Le previsioni di mercato annunciano inoltre che nonostante gli annunciati tagli al feed-in-tariff la domanda di impianti fotovoltaici dovrebbe continuare a crescere, giustificata da un progressivo aumento dei costi dell’energia convenzionale. Per questo le stime dichiarano che la nuova tegola potrebbe rappresentare un vantaggio per almeno 3 milioni di tetti nel Regno Unito.

“Il nostro obiettivo è quello di rendere il solare semplice da istallare e da far funzionare; con la nostra nuova tegola C21e possiamo aiutare sempre più persone ad affidarsi al solare ogni giorno” ha affermato White.

Vi ricordate il nostro articolo sulle tegole fotovoltaiche?

Fonte (rinnovabili.it)
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martedì 6 marzo 2012

Solare, in Italia ormai copre il 25% del fabbisogno energetico domestico

Un impianto di riscaldamento domestico su quattro funziona in Italia grazie al sole. I dati raccolti dal Kyoto Club – organizzazione non profit impegnata nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra assunti con il Protocollo di Kyoto - sono sorprendenti, al punto che il Belpaese è sempre più vicino al raggiungimento degli obiettivi sanciti in terra nipponica.

Un’Italia sempre più “solar-friendly” , e seconda in Europa solo dietro la Germania, che rimane un punto di riferimento ancora lontano. I numeri comunque suggeriscono una motivata soddisfazione: 330 mila impianti installati, in grado di fornire il 6% dell’energia totale, pannelli solari termici che garantiscono acqua calda senza dover ricorrere al gas in sempre più case, pannelli fotovoltaici che forniscono elettricità e che porteranno, entro la fine del 2012, ad un risparmio di 800 milioni di euro.

Ma c’è dell’altro. Il prezzo degli impianti si è quasi dimezzato negli ultimi due anni e continuerà a scendere rendendo il fotovoltaico una tecnologia economica alla portata di tutti. L’incremento finora è stato aiutato dagli incentivi, ma secondo gli esperti del settore tra un paio d’anni non ce ne sarà più bisogno.

Una tecnologia, quella del fotovoltaico, che negli ultimi mesi ha messo la freccia e ha superato la produzione di energia eolica e quella delle bioenergie, piazzandosi al secondo posto “assoluto”, dietro solo alla sorgente idroelettrica.

Il boom dell’energia pulita ha determinato effetti positivi anche sulla qualità dell’aria. Nel triennio 2008-2011 le emissioni hanno registrato un taglio del 40%, grazie anche ai biocombustibili ed al risparmio energetico. Un trend positivo che vale non solo per l’Italia ma per tutto il globo, nel 2011 ai quattro angoli del pianeta abbiamo infatti guadagnano un incremento di energia pulita pari al 5%. E le prospettive, per gli anni a venire, non possono che presentarsi sempre più rosee
Fonte (rinnovabili.it)
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lunedì 5 marzo 2012

Il primo skilift solare

Le chiamano “ali solari”, sono 82 e dal 17 dicembre 2011 alimentano il primo impianto sciistico green al mondo, l’unico skilift ad oggi che ricava energia da pannelli fotovoltaici.

Siamo a pochi passi dalle prestigiose e storiche piste di St. Moritz e Davos, a Walser di Tenna, in Svizzera. Qui, è stato appena ultimato un impianto di risalita eco-sostenibile, lungo 450 metri, che stupisce per la capacità di associare soluzioni tecnologiche all’avanguardia ad un’altissima efficienza energetica.

I pannelli sono infatti dotati di sensori che li rendono “intelligenti” , direzionandosi in modo automatico verso la direzione dei raggi nelle giornate di sole o di luce normale e in verticale in condizioni climatiche avverse, per far scivolare via gli accumuli di ghiaccio o di altri agenti atmosferici.

Il suo funzionamento è comunque sempre garantito, anche nei giorni di maltempo, grazie alla riserva di energia accumulata in precedenza. Inoltre l’impianto produce circa 90.000 kW/h di energia pulita ogni anno, di cui solo 25.000 di questi kW utilizzata per il funzionamento dello skilift, mentre il sovrappiù è usato per gli altri impianti e le infrastrutture pubbliche di Tenna.

Con un investimento di poco più di 1 milione di euro, provenienti in parte da donazioni, dall’amministrazione comunale, da organizzazioni e privati e in parte dalla cooperativa Skilift Tenna, anche lo sci prova ad essere più amico della natura!

Un’iniziativa davvero interessante che speriamo di poter vedere presto realizzata anche nelle nostre zone sciistiche

Fonte (tuttogreen.it)
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