domenica 15 aprile 2012

Uno studio per il fotovoltaico organico del futuro

Scoperto per la prima volta un metodo per misurare l’efficienza della cattura biologica dell’energia solare
Una ricerca sulla “misurazione di efficienza” legata alla cattura biologica dell’energia solare – con questa premessa, uno studio condotto dai ricercatori delle Università di Verona e di Berkeley (pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Nature Chemistry) è riuscito fornire un metodo innovativo che aprirà la strada alla progettazione di sistemi fotovoltaici organici più produttivi in grado di sfruttare al meglio le potenzialità della luce (dalle “alghe ingegnerizzate” ai pannelli FV realizzati nei laboratori di biologia molecolare e nanotecnologie). Grazie a questa ricerca infatti, sarà possibile pensare ad impianti in grado di trasferire l’energia assorbita senza dissiparla in calore grazie ad una “pre-misurazione” in fase di progettazione dell’efficienza che essi avranno nel trasferire la luce assorbita all’elemento che la trasformerà in voltaggio.
In particolare, lo studio dimostra per la prima volta che l’energia solare assorbita si propaga tra le varie “clorofille” legate alla “proteina trimerica LHCII” in modo coerente e che è possibile quantificare questo grado di coerenza usando laser superveloci e trattando i dati con un nuovo sistema di analisi. Con questa ricerca, i pannelli solari di prossima generazione potrebbero abbandonare le classiche celle solari al silicio e basarsi su materiali organici in grado, attraverso la fotosintesi e la creazione di proteine artificiali, di riprodurre il meccanismo attivato in natura dalla luce sulle clorofille.
Fonte (rinnovabili.it)
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venerdì 13 aprile 2012

Inaugurate a Roma le prime pensiline FV per e-cars

Le nuove strutture implementeranno la produzione di energia rinnovabile della Capitale che negli 4 anni è passata da 9 a 49 MW
Roma ha mosso un altro passo verso la mobilità elettrica: sono state inaugurate oggi, alla presenza del ministro dell’ambiente Corrado Clini e del sindaco Gianni Alemanno, le prime sei pensiline fotovoltaiche per la ricarica delle e-cars in uso al Campidoglio e ai vigili urbani della Capitale. Con la realizzazione di queste nuove strutture – situate a Porta Metronia, Porta Portese e presso la sede della polizia locale in viale Parioli – si implementa così il grande progetto di rinnovamento green previsto per Roma, che negli ultimi quattro anni ha portato l’energia prodotta in città da fonti rinnovabili da 9 a 49 MW grazie all’installazione di tetti fotovoltaici in ben 524 edifici scolastici e delle coperture solari nelle sedi dei Vigili Urbani e sopra capannoni dell’Atac.
“Quest’ultimo progetto è un esempio di sostenibilità integrata che va dal fotovoltaico alla mobilità elettrica – ha sottolineato il sindaco Alemanno durante il convegno inaugurale di oggi “Fotovoltaico per Roma” – che definisce il fotovoltaico come asse principale del nostro percorso di sostenibilità, con reti diffuse all’interno della città.” Della stessa idea Corrado Clini: – “Roma sta diventando una realtà importante a livello europeo, grazie a cultura, mentalità e organizzazione che mi auguro siano di esempio per altre realtà pubbliche e private”.
Fonte (rinnovabili.it)
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giovedì 12 aprile 2012

Quinto (V) Conto Energia: i dettagli

“Con i due decreti firmati oggi – hanno dichiarato i Ministri Catania, Clini e Passera – viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed equo per le tasche dei cittadini e delle imprese”
In tempo di crisi anche le energie rinnovabili subiscono i tagli governativi, riscontrabili analizzando il decreto ministeriale concernete il fotovoltaico, noto come V Conto Energia, presentato ieri pomeriggio assieme al decreto di incentivazione riservato alle altre fonti rinnovabili.
Il V Conto Energia metterà a disposizione di cittadini ed imprese 500 milioni di euro ed entrerà in vigore, secondo le stime rilasciate dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), tra luglio ed ottobre prossimo, non appena la soglia di incentivi totali affidati al fotovoltaico, attualmente a quota 5,6 miliardi, supererà i 6 miliardi di euro.
“Con i due decreti firmati oggi – hanno dichiarato i Ministri Catania, Clini e Passera – viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed equo per le tasche dei cittadini e delle imprese. L’energia rinnovabile continua a essere un pilastro fondamentale della nostra strategia, ed è per questo essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti verdi che possono sviluppare una filiera industriale e produttiva nazionale. Abbiamo inoltre posto un freno importante alla crescita dei costi energetici per cittadini e imprese. La sostenibilità economica e quella ambientale – hanno concluso i ministri – sono i due cardini su cui il governo intende basare la nuova strategia energetica nazionale in corso di elaborazione”.
COSA CAMBIERA’ Attraverso un nuovo meccanismo di controllo, hanno spiegato i Ministri, si terrà conto dei volumi di incentivazione servendosi di aste per l’attribuzione dei fondi quando si parlerà di grandi impianti, ovvero superiori ai 5 MW di potenza. I piccoli e medi impianti al di sopra dei 12 kW potranno invece servirsi di un registro di prenotazione. Al di sotto della potenza citata gli impianti non dovranno registrarsi ma verranno comunque calcolati nel totale degli incentivi che verranno assegnati secondo i criteri elencati:
  1. Impianti iscritti al precedente registro che non sono riusciti ad entrare;
  2. Piccoli impianti di proprietà di aziende agricole;
  3. Criteri specifici per tecnologia;
  4. Minor potenza degli impianti;
  5. Anteriorità del titolo autorizzativo;
  6. Precedenza della data della richiesta di iscrizione al registro.
A seconda della tipologia di impianto, istallato su edificio o a terra, cambia l’incentivo assegnato anche rispetto al IV Conto Energia:
Fonte (rinnovabili.it)
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mercoledì 11 aprile 2012

Incentivi alle rinnovabili, l’attesa è finita?

Sarà presentato oggi pomeriggio il frutto del complicato lavoro di rimodulazione degli eco-incentivi alle green energy italiane. I provvedimenti saranno trasmessi quindi alla Conferenza unificata
Il tempo delle attese per i nuovi incentivi alle rinnovabili potrebbe essere finito. Già questo pomeriggio infatti il ministro dell’Ambiente Corrado Clini dovrebbe presentare, con il ministro dello Sviluppo, quello che egli stesso non esita a definire “il risultato di un lavoro assolutamente complicato” per la rimodulazione e la conferma delle tariffe alle energie verdi italiane. L’annuncio arriva a margine dell’inaugurazione di un impianto fotovoltaico insieme al sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il lavoro fra i due dicasteri ha appianato le possibili divergenze raggiungendo così “una base comune”. Base che secondo Clini “conferma il ruolo delle rinnovabili nel sistema energetico nazionale coerentemente con le direttive europee. Ora i provvedimenti saranno trasmessi alla conferenza unificata dove ci confronteremo con le regioni e con i comuni”.
In attesa di conoscere il contenuto delle norme nella loro forma definitiva, il ministro dell’Ambiente ha tenuto a ricordare come l’Italia, nonostante la crisi “che morde sia nel settore pubblico che nel privato”, continui a dimostrare una spiccata capacità e disponibilità ad investire nel settore delle rinnovabili. A dimostrarlo sono oggi soprattutto le richieste di strumenti quali il fondo rotativo del protocollo di Kyoto e il bando per l’energia solare nelle scuole.
D’altra parte, che il comparto rappresenti un elemento chiave del sistema Paese non lo nega neppure il ministro Passera, nonostante la posizione critica assunta fino ad oggi nei confronti del segmento. “Le energie rinnovabili sono un pezzo importantissimo della strategia energetica italiana […] vogliamo non solo raggiungere ma superare gli obiettivi europei sulle emissioni” Sviluppo che per Passera, intervenuto oggi al Quirinale alla presentazione del progetto ‘GSE. Energie per il sociale’, necessita ora di una ferma strategia anti sprechi. “In questi giorni presenteremo le modifiche per la crescita del settore dettate dal buonsenso. Dobbiamo puntare ad essere europei sia come obiettivi ma anche a livello di incentivi”. L’obiettivo, ha spiegato il ministro è quello di “portare l’Italia ad un livello di efficacia e di efficienza energetica che non ha ancora raggiunto”.
Fonte (rinnovabili.it)
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martedì 10 aprile 2012

Fotovoltaico: nuova procedura per le dichiarazioni di consumo per impianti superiori ai 20 kW

Da oggi, la comunicazione, la lettera di accompagnamento e la copia del “dettaglio pratica” dovranno essere inviate al GSE esclusivamente on line
La burocrazia del solare sceglie la modalità telematica per tutta la linea delle operazioni richieste ai soggetti titolari di impianti fotovoltaici. È di questi giorni, infatti, la nota informativa del Gestore dei Sevizi Energetici (GSE), che spiega la nuova procedura per l’invio della dichiarazione di consumo relativa all’energia elettrica prodotta.
La normativa vigente prevede, per i Soggetti Responsabili di impianti con potenza nominale superiore a 20 kW, l’obbligo di trasmissione al GSE di copia della dichiarazione annuale di consumo inviata all’Agenzia delle Dogane tramite apposito servizio telematico EDI, in merito alla produzione di energia elettrica dell’anno solare precedente. La scadenza per l’inoltro della dichiarazione è fissata al 30 aprile 2012 e prevede che vi vengano allegati: una lettera di accompagnamento e una copia del “dettaglio pratica”, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Dogane.
Inoltre, l’inoltro dei documenti sopracitati da oggi dovrà avvenire esclusivamente attraverso la procedura online disponibile nella sezione “Area clienti” presente sul sito www.gse.it, dove il gestore invita gli operatori a caricare anche le dichiarazioni annuali precedentemente inviatigli per le produzioni antecedenti l’anno 2011, al fine di costituire sul portale l’archivio storico delle dichiarazioni.
Fonte (rinnovabili.it)
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giovedì 5 aprile 2012

Il fotovoltaico dalla culla alla tomba

Al via il progetto sperimentale grazie al quale i moduli fotovoltaici domestici giunti a fine vita potranno essere gratuitamente ritirati, trattati e opportunamente smaltiti
Un accordo che anticipa quanto sarà stabilito dal Parlamento Europeo in materia di smaltimento di rifiuti. È quello sancito tra il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo (Cobat) e Silea S.p.A. che, sotto l’egida dell’Assessorato all’Ambiente della provincia di Lecco, hanno siglato un accordo di programma attraverso il quale tutti i moduli fotovoltaici domestici giunti a fine vita saranno inseriti in un circuito virtuoso che li condurrà al riciclo. Grazie al progetto sperimentale, infatti, tutti i cittadini di Lecco in possesso di moduli obsoleti da smaltire dovranno solo preoccuparsi di disintallarli e consegnarli al personale addetto al ritiro di Silea Spa, che a sua volta li passerà al Consorzio, al quale spetta il compito di trattarli e smaltirli in impianti autorizzati. L’accordo, che offre ai cittadini un servizio interamente gratuito, è perfettamente in linea sia con quanto stabilito dal IV Conto Energia, che obbliga tutti i produttori di moduli fotovoltaici a garantire il riciclo dei moduli esausti e ad aderire entro il 30 giugno 2012 a un consorzio che si occupi di smaltirli, sia con l’emanazione della nuova Direttiva del Parlamento Europeo, che includerà nella categoria 4 dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) i moduli fotovoltaici giunti a fine vita. Una volta che l’Italia avrà recepito la Direttiva in questione, l’accordo sarà riformulato nel pieno rispetto della normativa.
Insomma, una soluzione, come l’ha definita l’Assessore all’Ambiente della provincia di Lecco, Carlo Signorelli, pratica e semplice. «Grazie all’accordo – ha dichiarato Mauro Colombo, Presidente di Silea S.p.A. – i cittadini del territorio lecchese potranno usufruire di un ulteriore servizio gratuito di raccolta “porta a porta” su chiamata per i pannelli fotovoltaici, che permetterà di alzare ancor più il livello di qualità e di virtuosità della provincia di Lecco nella raccolta differenziata». Soddisfatto anche il Presidente di Cobat, Giancarlo Morandi, il quale ha anche rammentato l’accordo firmato con il Comitato Industrie Fotovoltaiche Italiane (IFI), per istituire la prima filiera nazionale per la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei moduli giunti a fine vita.

mercoledì 4 aprile 2012

Il fotovoltaico diviene più sottile della seta di ragno

Celle solari organiche dieci volte più sottili, più leggere e più flessibili di qualsiasi altra unità mai realizzata fino ad oggi
Una nuova alba si palesa per il thin film. L’evoluzione del fotovoltaico in questi anni ha ridotto gli enormi e pesanti moduli in sottilissime pellicole o, in alcuni casi, addirittura in semplici vernici organiche spalmabili. Ad infrangere l’ultimo record “dimensionale” è ora un gruppo di ricercatori austro-nipponici che ha presentato oggi in anteprima mondiale i risultati del proprio lavoro ingegneristico: una cella solare più sottile di un filo di seta di ragno.
La speciale cella non solo vanta dimensioni ultra ridotte – si parla di misure nell’ordine di pochi micrometri – ma anche un’estrema flessibilità, al punto da poter essere avvolta senza problemi attorno ad un capello umano. Il dispositivo è costituito da microscopici elettrodi, uno composto da una miscela polimerica trasparente nota come PEDOT:PSS, acronimo di poli (3,4-etilenediossitiofene) poli (stirenesulfonato), e l’altro in metallo, separati da uno strato attivo. Il tutto è poggiato su un substrato flessibile in PET spesso 1,9 micrometri, ovvero un decimo delle celle solari più sottili attualmente in commercio.
“Lo spessore totale di questo dispositivo è inferiore a quello di un filo di ragnatela”, spiegano i ricercatori sulla rivista scientifica Nature Communications. “Essere ultra-sottile significa in altre parole che non estrema leggerezza ed elasticità”, ha commento lo scienziato Tsuyoshi Sekitani. Inoltre, anche “stropicciata”, la cella mostra esattamente la stessa efficienza delle sue omologhe realizzate sui substrati di vetro. L’unico inconveniente è che si parla di ancora di capacità di conversione della luce molto limitata; nonostante ciò i ricercatori prevedono di portare la tecnologia sul mercato entro cinque anni.
Fonte (rinnovabili.it)
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